La musica e le sue variabili: percezione, affettività, motivazione e creatività

Al termine musica sono state attribuite diverse definizioni in riferimento alla sua origine; alcune possono apparire più affascinanti di altre, ma una cosa rimane certa: è che la musica – come percezione, affettività, motivazione, creatività, e, soprattutto, comunicazione – accompagna da sempre l’esistenza umana.
Principio fondamentale per introdurre quest’argomento è specificare la differenza sostanziale tra la percezione e la sensazione.
Con il termine sensazione si intende il fenomeno fisiologico di raccoglimento del segnale da parte degli organi sensoriali periferici e della sua trasmissione al sistema nervoso.
Mentre percezione è la consapevolezza soggettiva di tale sensazione.
Esempio tipico del concetto di differenza tra i due termini è quello della puntura di un dito: ciò accade quando vengo punto da un ago; i miei recettori sensoriali periferici, capaci di raccogliere l’informazione dolorosa, vengono stimolati e le fibre nervose conducono tale stimolo al mio cervello: questa è la fase della sensazione.
Nel momento in cui mi rendo conto di essere stato punto, e cioè di aver provato dolore, allora riconosco la percezione, quando non è più un fatto fisiologico, ma psicologico.
Allo stesso modo, la stimolazione del mio apparato uditivo con un complesso di onde sonore diventa nel mio cervello un fatto percettivo quando io raccolgo questi dati e do loro un significato che si distingue per me.
Non è solo percezione, l’ascolto è anche affettività che nasce dall’interazione tra soggetto e ambiente; le sue caratteristiche si possono riassumere nei concetti di allontanamento dell’oggetto da sé, di avvicinamento all’oggetto, di invito a venire a sé e di invito ad allontanarsi da sé.
Il termine affettività si riferisce a qualcosa di primitivo, alla molla che provoca le reazioni organiche e il vissuto oggettivo o soggettivo di
dispiacere; questo concetto è quello che comunemente chiamiamo sentimento.
Infatti, esso è una specie di reazione affettiva, cioè di risposta ad uno stimolo, ma integrata da un elemento intellettivo.
Si potrebbe dire che il sentimento sta alla percezione come l’affettività sta alla sensazione.
I sentimenti più provocati di sensazioni sono delle percezioni soggettive di gradevolezza o di sgradevolezza, capaci di rievocare, attraverso rappresentazioni di fatti o di luoghi, anche stati psicologici precedentemente vissuti.
Quindi i sentimenti sarebbero una specie di stato passivo, vissuto con immediatezza in modo piacevole o spiacevole, ma sempre consapevole, sempre non necessariamente giustificato con la ragione.
Alcuni sentimenti si collocano tra la persona che li prova e il suo mondo esterno.
Ascoltare un brano musicale significa tener presente che esso si va svolgendo oggettivamente nello spazio, ma che lascia anche una impressione sul mio orecchio.
Ascoltare significa anche aver trovato un motivo in più per ascoltare; in effetti, si ascolta perché si è motivati ad ascoltare un determinato brano piuttosto che un altro.
Infatti, la parola motivazione rappresenta una serie di forze più o meno complesse e consapevoli che spingono l’uomo verso un determinato comportamento o anche più semplicemente verso il desiderio di esso.
Sicuramente, l’istinto e l’impulso hanno importanza nella motivazione.
Importante, in questo caso, è la motivazione sociale della musica.
Con il termine sociale si intende: oggettivo, esterno, capace di generare percezioni nell’ascoltatore.
L’influenza nella società della motivazione musicale è evidente quando ci si riferisce alla musica di consumo.
La musica è organizzata dai centri discografici che condizionano certi modelli produttivi, generano un circolo vizioso nel quale autori ed ascoltatori diminuiscono sempre più la propria libertà di scelta.
Ma non sempre è così, poiché ritengo che non sia così facile obbligare la gente a gradire ciò che è inaccettabile.
La creazione musicale genera, produce un’espressione sonora che diventa adeguata solo se il suo autore vi riconosce un significato e può farlo riconoscere agli altri.
Quindi, si tratta di capire una organizzazione strutturale musicale valida in se stessa e riconosciuta tale dal compositore e dall’ascoltatore.
L’organizzazione delle funzioni di conoscenza del compositore nascerebbe già fin dall’infanzia attraverso una particolare modalità di percezione sensoriale che mette in rapporto gli oggetti del mondo con il soggetto che ascolta.
Il processo creativo si basa sulla capacità di cogliere quella somiglianza che l’uomo comune non avverte e che sono presenti in molte esperienze; infatti, dal punto di vista dinamico, la creazione musicale è un incontro spesso fortuito tra le strutture affettive e le strutture logiche intellettuali.

Dott.ssa Giusy Negro
Dottore in filosofia , docente di musica, musicoterapeuta e psicopedagogista
clinica
negro.giusy@libero.it

Giusy Negro

Laureata in Filosofia, Diplomata in Pianoforte presso il Conservatorio di Lecce, Master in Operatore Psicopedagogico, Master in Musicoterapia, Master in "Comunicazione e relazione didattico educativa con l'adolescente", Master in "Innovazione Didattico Educativa dell'insegnamento disciplinare: Filosofia, Storia", Master in "Perito Psicopedagogico", Master in "Criminologia, Autrice di Pubblicazioni e libri, Docente specialista di lingua Inglese e di Educazione Musicale.

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