La valenza didattica dei “linguaggi non verbali” (1/3)

L’Educazione Fisica

A partire dalla Scuola dell’Infanzia (ex Scuola Materna) sino alla Scuola Secondaria di Secondo Grado (ex Scuola Superiore), la valenza didattica dei “linguaggi non verbali” si ravvisa soprattutto nell’insegnamento dell’Educazione all’Immagine (o Arte e Immagine), della Musica (o meglio, dell’Educazione al Suono e alla Musica) e dell’Educazione Fisica che nei Nuovi Programmi del 1985 [10] aveva assunto il nome di “Educazione Motoria”.

MiguelAlonso / Pixabay

Partendo proprio dall’Educazione Fisica, si è compreso che il corpo non deve essere visto solamente sotto l’ottica di una funzione biologica, ma anche come un vero e proprio linguaggio gestuale e mimico, oltre che verbale, ed è questa la ragione per cui si preferisce parlare di “corporeità” proprio perché il corpo è anche veicolo di messaggi e di intelligenza.

Nella società odierna (ma, a dire il vero, anche nell’Antichità) si presta moltissima attenzione a quella che viene definita “immagine” ossia al modo di presentarsi per cui si è sviluppata una vera e propria cultura dell’aspetto (il cosiddetto “look”) e della corporeità.

Di conseguenza, le ragioni pedagogiche che sono alla base dell’Educazione Fisica risultano più complesse rispetto a quelle che sino al secolo scorso erano i presupposti di questa disciplina.

In passato, infatti, l’Educazione Fisica prendeva in considerazione attività ed esercizi con finalità sostanzialmente salutifere, cioè dirette allo sviluppo degli apparati respiratori e muscolari degli alunni.

Proprio grazie al suo “linguaggio non verbale”, invece, questa disciplina ha assunto come finalità la formazione integrale della personalità dell’alunno in quanto le funzioni affettive, cognitive e motorie devono essere sviluppate in maniera sinergica, vale a dire simultaneamente così da condurre l’alunno ad esprimere la sua personalità con un impegno sempre più dinamico a prescindere dall’uso della parola.

Non a caso, il primo obiettivo fondamentale dell’Educazione Fisica, a partire dalla Scuola Materna (ora Scuola dell’Infanzia) sino alla Scuola Superiore (ora Scuola Secondaria di Secondo Grado) riguarda il conseguimento della costruzione, da parte dell’alunno, del suo schema corporeo.

Lo schema corporeo è l’immagine che ciascuno di noi ha di sé nel proprio cervello e che lo rende consapevole delle sue capacità atletiche o di movimento come anche dei suoi limiti.

La conoscenza del proprio schema corporeo si rivela fondamentale per ogni individuo altrimenti non si è in grado di muoversi in modo adeguato in nessun ambiente.

Tale acquisizione di movimento, infatti, si presenta come la capacità di controllare adeguatamente tutti i movimenti del proprio corpo attraverso impulsi che partono dal pensiero, o meglio, dal cervello, e giungono alle varie parti del corpo.

Lo schema corporeo non è innato, ma costituisce l’esito di una conquista che deve avvenire, giorno dopo giorno, contemporaneamente alla crescita dell’individuo sino al giorno della sua morte.

Il “linguaggio non verbale” proprio dell’Educazione Fisica deve mirare alla conquista di una capacità di movimento che non sia solamente efficace e salutevole per l’organismo, ma che risulti anche armonica in quanto il movimento del corpo umano non deve avvenire in maniera sgraziata, ma con quanto più senso plastico possibile.

Per la valenza didattica del “linguaggio non verbale” relativo all’Educazione Fisica, sono evidenti le implicanze di tale linguaggio con discipline come la Musica in ordine dell’apprendimento del ritmo e con l’Educazione all’Immagine (ora Arte e Immagine) poiché il linguaggio iconico esercita le capacità percettive e visive che risultano fondamentali in ordine alle varie forme di coordinazione motoria.

 

Giusy Negro

 

[10] Cesare Scurati, Paolo Calidoni, Nuovi Programmi per una scuola nuova,Editrice La Scuola, Brescia,1985.

[11] Ministero della Pubblica Istruzione, Indicazioni per il curricolo per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo d’istruzione, Roma, 2007


Bibliografia

  • AA.VV.: Indicazioni per il curricolo per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo d’istruzione – Ministero della Pubblica Istruzione, Roma, 2007
  • De Ioanna Maurizio: Elementi di Semiotica – Esselibri (Ellissi), Napoli, 2002
  • Gensini Stefano: Elementi di Semiotica – Carocci, Roma, 2002
  • Schwamenthal Riccardo, Straniero Michele Luciano: Dizionario dei proverbi italiani – Rizzoli, Milano, 1991
  • Scurati Cesare, Calidoni Paolo: Nuovi Programmi per una scuola nuova, – Editrice La Scuola, Brescia, 1985.

Discografia

  • Lo Cascio Giorgio: Il poeta urbano – 1976 Divergo

Giusy Negro

Laureata in Filosofia, Diplomata in Pianoforte presso il Conservatorio di Lecce, Master in Operatore Psicopedagogico, Master in Musicoterapia, Master in "Comunicazione e relazione didattico educativa con l'adolescente", Master in "Innovazione Didattico Educativa dell'insegnamento disciplinare: Filosofia, Storia", Master in "Perito Psicopedagogico", Master in "Criminologia, Autrice di Pubblicazioni e libri, Docente specialista di lingua Inglese e di Educazione Musicale.

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