Il baobab

Il Baobab (Adansonia digitata L.) è un albero deciduo appartenente alla famiglia delle Bombacacee originario dell’Africa Centrale, in particolare delle zone sahariane del Mali.
Raggiunge altezze fra i cinque e i 25 metri (raramente 30) con un diametro del tronco fino a 40 metri.
Quest’ albero imponente cresce spontaneamente nelle regioni tropicali dell’Africa, mentre alcune specie sono state trapiantate e coltivate in Florida dove sono conosciute con il nome di “bottle tree” ed in Oceania (Adansonia gregorii).
Il tronco, con la sua ragguardevole circonferenza, consente di immagazzinare enormi quantità di acqua al suo interno permettendo così alla pianta di sopravvivere in un ambiente inospitale.
Il nome Baobab deriva, probabilmente, dall’arabo “bu hibab”, che significa frutto dai molteplici semi.
Il nome latino Adansonia digitata è collegato al botanico francese Michel Adanson che per primo studiò questa pianta, mentre digitata si riferisce alla forma tipica delle foglie.
Le foglie, la corteccia e i frutti sono utilizzati tradizionalmente sia a scopo alimentare sia per preparazioni medicinali in diverse parti dell’Africa.
Il Baobab viene, infatti, definito “piccola farmacia” per la sua ricchezza di sostanze medicamentose ed è abitualmente impiegato nella medicina popolare africana per il trattamento di molte patologie.
Dal punto di vista nutrizionale la parte più interessante è il frutto che si presenta, in genere ,di forma ovoidale con una parte esterna legnosa (epicarpo) e una parte interna (endocarpo) costituita da una polpa attraversata da filamenti che la dividono in lobi.
All’interno di questi lobi si trovano i semi del frutto. La polpa del frutto giunto a maturazione appare disidratata per cui l’estrazione può essere ottenuta attraverso la semplice rottura della capsula fibrosa.
Il frutto del Baobab è molto ricco di vitamine e fibre e glucidi.
In 100 grammi di polpa il 75,6% è rappresentato da glucidi, Il 2,3% proteine e solo lo 0,75 sono grassi.
È straordinariamente ricco di vitamina C, fino a 300mg ogni 100 grammi di polpa ( sei volte il contenuto medio di un’arancia). 20/30 grammi di polpa di baobab sono in grado di coprire il fabbisogno giornaliero di vitamina C.
Nella polpa del frutto si trovano anche vitamina B12, Vit. PP, sali minerali (soprattutto calcio , potassio e fosforo), e acidi grassi essenziali ( acido alfa- linolenico).
Il caratteristico sapore acidulo della polpa è dovuto alla presenza di acidi organici, quali l’acido citrico, acido tartarico, acido malico ed acido succinico.
Nella medicina tradizionale, la polpa trova impiego come febbrifugo, analgesico antidiarroico/antidissenterico, e nel trattamento di vaiolo e morbillo.
Inoltre, la polpa, assieme ai semi e alla corteccia, é comunemente utilizzata come antidoto contro l’avvelenamento da strofantina grazie alla presenza di un alcaloide:l’adansonina.
In virtù delle proprietà lubrificanti, leganti, e diluenti correlate alla presenza di pectine e glucidi, la polpa del Baobab è stata recentemente impiegata come matrice idrofila in formulazioni farmaceutiche di compresse di paracetamolo e teofillina a rilascio prolungato.
Grazie al suo elevatissimo contenuto di fibre solubili ed insolubili, la polpa del frutto del baobab svolge una notevole attività prebiotica e preventiva nei confronti di neoplasie dell’apparato gastro- intestinale.
Con un contenuto di fibre che può arrivare fino a 52 grammi per 100 grammi di polpa, può essere usato anche nella prevenzione della stipsi e del sovrappeso.

Impiego alimentare
La polpa, ottenuta dalla macinazione del frutto, può essere assunta come tale o essere mescolata ad acqua, latte o succo di frutta, per ottenerne una bevanda ricca di calcio utile in gravidanza o nell’alimentazione dei neonati.
In alcune regioni africane, questa sospensione è talvolta miscelata ad un tipo di birra, prodotta con il sorgo fermentato, denominata “mérissa”, per la preparazione di una bevanda dalle proprietà dissetanti.
S’impiega al posto del cremor tartaro (tartrato acido di potassio o bitartrato di potassio) per la preparazione della pasta di pane, grazie al suo elevato contenuto in acido tartarico e potassio bitartrato.

Proprietà nutriceutiche
Secondo alcuni studi eseguiti in laboratorio la polpa di baobab, si è mostrata efficace come antinfiammatorio, analgesico e antipiretico.
Questi risultati giustificano e avvalorano il tradizionale uso popolare di questa pianta come febbrifugo e analgesico.

Proprietà antidiarroiche
L’uso tradizionale del baobab come antidiarroico è supportato da studi osservazionali compiuti su un gruppo di 160 bambini africani che a causa di un’alimentazione farinosa, povera di latte, ipocalorica e ipoproteica sono soggetti frequentemente ad episodi diarroici.
La polpa preparata come decotto o in sospensione nel latte, somministrata per via orale, ha mostrato un’interessante capacità di ridurre il disturbo.
Responsabili di quest’attività sono i tannini (astringenti) e le mucillagini presenti nella polpa del frutto.
Da non sottovalutare è inoltre la capacità delle fibre solubili e insolubili di favorire la crescita di batteri appartenenti alla microflora intestinale.
Sono ancora in corso ulteriori ricerche riguardanti la capacità di stimolare la crescita di bifido batteri.

Uso cosmetico
I semi contenuti nell’endocarpo del frutto del baobab sono straordinariamente ricchi di un olio che può essere ottenuto per spremitura.
È un olio pregiatissimo che grazie alle sue proprietà antiossidanti ed emollienti può essere usato con successo anche in cosmetica.
L’olio trova indicazione per lenire la pelle arrossata e disidratata a causa di scottature solari o di varia natura.
Può essere usato dopo la rasatura o come dopo bagno sul viso e sul corpo per ammorbidire e rendere setosa la pelle.
Svolge un’ottima azione antirughe grazie alla sua naturale ricchezza di antiossidanti in grado di contrastare i radicali liberi responsabili dell’invecchiamento cutaneo e della comparsa delle rughe.
Può essere applicato anche sulla pelle che presenta acne, foruncoli, micosi, abrasioni, grazie alla sua azione emolliente.
Dà un grande sollievo anche in caso di punture d’insetti. 
È rivitalizzante e ristrutturante per cute e capelli e può essere usato prima e dopo lo shampoo per donare nuovo splendore alla chioma.

Dott.ssa Maria Cristina Bertusi
Farmacista, Naturopata ed Erborista, esperta in Alimentazione Naturale ed Intolleranze Alimentari, Floriterapeuta
cristina.bertusi@hotmail.it
premuda3@hotmail.it
www.erboristerialaltea.com

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