Fiori tra le labbra!!

fiori-in-cucina

Un filo d’erba tra le labbra è una fresca immagine di spensieratezza, tempo libero da dedicare a noi stessi… così un piatto ornato da fiori assume tutta un’altra aria, colore, profumo e significato!!
I fiori sono un concentrato di vitamine e sali minerali, di colori e profumi.
Inoltre, possiedono interessanti proprietà antiossidanti, diuretiche, emollienti e antinfiammatorie.
Fate attenzione, però! 
Alcune curiosità e consigli per godere al meglio della stagione appena arrivata… ci faranno bene! 
Ho scoperto che nei paesi nordici, come Scandinavia o Olanda e Belgio, i discendenti dei Vichinghi giudicano una leccornia  un piatto di fiori.
Non sono certo baciati dalla diversità floreale presente nel nostro paese quindi li acquistano da vari paesi e le coltivazioni sono in aumento.

Gli esperti vanno ben oltre il campo fiorito: esistono sempre più vivai specializzati nella produzione di fiori per scopo alimentare.
Le stesse aziende che producono le spezie infatti stanno sviluppando il settore fiori commestibili anche perché la produzione dei fiori non richiede più di 6-8 settimane dalla semina (da non dimenticare che nei vivai per piante ornamentali avviene veramente di tutto, fino ad arrivare a quella tecnicità che si perde nei meandri dell’antiecologico per eccellenza.. alterazioni genetiche, utilizzo di prodotti chimici… Io preferisco lasciarli dove sono anche nell’ipotesi di un mazzo di fiori da tenere al centro tavola dal quale respirare il delizioso profumo letale).
In questi vivai
 i sistemi utilizzati sono quelli della lotta integrata.
Le serre sono davvero affascinanti con le api che volano  e leggero vapore acqueo.

Cucinare con i fiori nella nostra tradizione non è una novità a partire dagli antichi romani: condivano con aceto aromatizzato alla calendula, (Carlo Magno gradiva vino aromatizzato al garofano) decoravano i piatti con rose e viole.
I guerrieri Celti bevevano vino aromatizzato con borragine per aumentare il coraggio necessario in battaglia.

Gli Inglesi, nel periodo Vittoriano, usavano le rose e le violette per una gran varietà di piatti.
Non ci abbiamo mai pensato ma i broccoli, i carciofi, i cavolfiori, sono tutte infiorescenze delle piante.
La prima cura verso noi stessi passa attraverso il cibo e spesso non è facile ritagliarci quella qualità che vorremmo.
Potremmo, quasi per gioco, affrontare un percorso senza carrello della spesa tra
campi lontani da centri abitati, con i ragazzini all’aria aperta, che non corrono tra gli scaffali o da acchiappare al volo mentre slaloomizzano tra persone con gli occhi persi sulle etichette. 
Non tutto ciò che apparirà bello e attraente sarà commestibile, attenzione!
Alcune infiorescenze sono tossiche
(ciclamini, azalee, fiori d’oleandro, ecc., ad esempio, sono velenosi), ricordiamoci di raccogliere solo ciò che è inconfutabilmente riconoscibile, in aree abbastanza “integre”, anche perché oltre ai fiori naturalmente non-commestibili, sono già arrivati sui nostri campi i frutti di alcune modificazioni: le piante OGM legalmente accettate come la colza, la soya o il mais ma anche risultati ottenuti con ulteriori tecniche utilizzate per migliorare la produttività.
Munitevi di un manuale fotografico o fatevi accompagnare da amici esperti che vi sappiano consigliare anche sulla scelta in base alle proprietà officinali o alle particolarità del sapore.
Inoltre raccoglietene solo per trascorrere il piacevole pasto che ne seguirà nel breve tempo poiché non potrete conservarli se non per qualche sciroppo specifico o per aromatizzare oli o acqua.
Di seguito riporto un elenco di fiori commestibili e quante informazioni ho potuto reperire sui sapori caratteristici di alcune di essi.
Sono commestibili, ad esempio, i fiori di:
achillea, aglio selvatico, arancio, basilico, borragine, calendula, camomilla, caprifoglio, carota, centaurea, crespino, crisantemo, dente di leone, dalia, erba cipollina, fagiolo, fiordaliso, garofano, gelsomino, geranio, ginestra, girasole, glicine, ibisco, lavanda, lillà, magnolia, malva, margherita, menta, mirto, nasturzio, papavero, passiflora, pesco,  pisello, pratolina, primula, robinia, rosa, rosmarino, rucola selvatica, salvia, sambuco, senape, songino, tarassaco, tiglio, trifoglio, viola del pensiero, zucca, zucchina. 
Nello specifico dei sapori o particolarità riporto quanto segue per alcune di esse:
Begonia
Pianta molto conosciuta, ne esistono moltissime specie ma solo i fiori della begonia tuberhybrida sono commestibili e usati soprattutto nelle insalate.
Borragine
Pianta selvatica e molto conosciuta da chi pratica questa raccolta con fiori azzurro intenso.
Le foglie sono usate per frittate, ripieni o contorni e si raccolgono tra aprile e giugno mentre i fiori utilizzati soprattutto in infusione o per aromatizzare l’aceto, mescolati alle insalate, il sapore ricorda vagamente il cetriolo o il cocomero.
La raccolta va fatta nei mesi di giugno /luglio.
L’aspetto ispido della pianta non deve scoraggiare poiché i peli perdono la loro rigidità con la cottura.
Ottima nelle bevande (in particolare nelle limonate) o nei sorbetti
Calendula
In cucina è apprezzata  con le zuppe di verdure dolci, insalate miste e risotti. Inoltre, essiccata e ridotta in polvere, grazie al suo brillante color arancio – dorato, può sostituire il più costoso zafferano (è rinomata, infatti, come “zafferano dei poveri”).
Aggiunge un po’ di amarognolo. I fiori della calendula sono buoni sia cotti che crudi.
Fiori di basilico
Simile a quello delle foglie, si possono utilizzare nelle stesse pietanze.
Fiori di finocchio
Ricordano nel gusto la liquirizia.
Fiori di rosmarino
Vanno mangiati crudi e sono ideali per profumare sia carni che pesci.
Garofano
Con i fiori di garofano si può fare un buon risotto mentre i chiodi di garofano non provengono dalla pianta chiamata Eugenia caryophyllata. Chiodi di garofano è il nome dato a questa spezia dalla forma simile ad un garofano, che i boccioli assumono una volta essiccati.
Gelsomino
Ha un profumo delicato, sta bene con il pesce.
Geranio
Il geranio robertianum è indicato per aromatizzare dolci al cucchiaio e bevande (acqua di geranio)conferendogli una fragranza limonata.
Girasole
I petali giovani hanno un sapore simile al carciofo mentre i più vecchi risultano più amari.
Gladiolo
Ricorda la lattuga
Ibisco
I fiori vistosi perfetti per decorazioni hanno un sapore di limone addolcito.
Lavanda
I fiori di questa comune pianta hanno un sapore molto intenso, si raccolgono dalla tarda primavera fino a tutto luglio.
In cucina i fiori vengono abbinati a piatti di carne, formaggi e anche per i dessert, perfetti in panini, in marmellate o biscotti (
in Nord Africa vengono usati essiccati per condire il cous cous con altre varie spezie nella famosa miscela “ras el hanout”).
Nasturzio
Questa pianta è commestibile in tutte le sue parti con un buon sapore agro-piccante.
Fiori e foglie, molto ricche di vitamina C, possono essere aggiunte alle insalate ed i semi non ancora maturi, si usano in salamoia o sotto sale come i capperi.
Primula
Le foglie si possono consumare in insalata, nelle zuppe o salse mentre i fiori si mettono in infusione nel vino, nei cocktail e la radice della primula può essere un aroma per la birra.
Robinia (Robinia pseudacacia)
È una leguminosa spinosa vigorosissima, comunissima nelle città. Con i fiori (bellissimi grappoli bianchi penduli, nel mese di maggio) si fanno buonissime frittelle, dal sapore particolare.
Rosa
Questo fiore è il più usato in cucina, spesso associato a preparazioni che alludono all’amore e all’erotismo. L’essenza è particolarmente impiegata in pasticceria mentre i petali sono usati freschi accompagnando piatti di carne. Eliminare la base bianca dei petali. Vanno ricordati i cinorrodi della rosa canina che vengono comunemente usati per confezionare sfiziosi sciroppi e marmellate.
Rucola
Usata in insalata comunemente ma i fiori aggiungono una sensazione di pepato.
Sambuco
I fiori, unica parte commestibile della pianta, sono adatti per sciroppi o liquori o anche per le frittelle dolci; se essiccati servono per le tisane. La raccolta dei fiori avviene tra aprile e giugno. Non lavare i petali perché vi si toglierebbe il sapore.
Viola
Da aprile fino a settembre le viole si possono consumare candite o con i dolci o anche in insalata.
Perfetti per dessert al cioccolato.
Le viole del pensiero
colorate di giallo, rosa e blu-viola , hanno un intenso sapore d’erba perfetto con i piatti conditi con aceto balsamico.
Da ricordare: usate fiori appena sbocciati.
I petali vanno separati dal resto del fiore solo all’ultimo momento e se vanno lavati solo immediatamente prima dell’uso (diverse modalità: con 2 cucchiai di aceto per ogni litro d’acqua di lavaggio; con acqua corrente; in soluzione acqua e sale).
Si possono
conservare i fiori puliti in frigo, avvolti in un panno umido, da tre fino a un massimo di cinque giorni, ma ovviamente il risultato non sarà lo stesso!

Nota dell’autrice: le informazioni provengono da vari siti su internet, racconti popolari, testi specializzati.

Stefania Falcinelli
Erborista, insegnante di lingue straniere, educatrice, collaboratrice professionale per attività scientifiche nell’ambito della tutela dell’ambiente e operatrice sociale in Italia ed all’estero per Ong
stefania.falcinelli@alice.it

Stefania Falcinelli

Naturopata, Counselor, Mediatore familiare

    Stefania Falcinelli ha 16 articoli e più. Guarda tutti gli articoli di Stefania Falcinelli

    EnglishItalian