Doni delle api: la propoli

“Dispongono come primo fondamento ai favi la lacrima di Narciso e l’appiccicoso glutine che stilla dalle cortecce poi vi sospendono le tenaci cere” (Virgilio, Le Georgiche)

Etimologicamente prende origine dal termine propolis, ma dobbiamo considerare il significato latino di propolis o quello  greco?
Se latino propolis sta per “a favore della pulizia” con riferimento al valore antibatterico che porta con sé questa resina.
Il termine greco propolis, invece, utilizzato da Plinio il vecchio ed Aristotele, sta per “davanti alla città” riferendosi all’alveare, vero e proprio centro urbano che mediamente ospita circa 90.000 cittadine
L’alveare/arnia (spesso arnia sta ad indicare la costruzione umana che racchiude l’alveare) è un microcosmo in cui risiedono e lavorano le nostre amiche ed è  una comunità in cui ognuna di loro ha un ruolo, una qualifica, un’occupazione.
C’è l’Ape regina; la sovrana, la procreatrice, l’ape più grande fisicamente perché nutrita sin dalla nascita con Pappa Reale prodotta dalle sue suddite, colei che abbandona l’alveare quando troppo popolato ed alla nascita di una nuova regina le cede quest’ultimo andando alla ricerca o meglio sciamando verso  un nuovo futuro, alla ricerca di una nuova colonia su cui erigersi.
C’è l’ape operaia; le bottinatrici che cercano pollini, resine animali o vegetali da trasformare in Propoli, melata o miele o le api che preparano e curano l’alveare, che assistono la regina e le larve.
Ci sono i fuchi, i maschi delle api che assolvono l’unico compito dell’accoppiamento con la regina per poi morire subito dopo.
Cos’è la Propoli?
La propoli è una sostanza di origine vegetale, resinosa e balsamica, che le api rubano ad alberi come il pioppo, la betulla, la quercia, abete, pino, olmo, ontano ed ippocastano.
Ma quello che è interessante notare è il lavoro che queste piccolissime operaie compiono su queste resine e con quale scrupolosità e cura le raccolgono, trasportano e  concedono  ad altre colleghe che completano questo curioso processo di purificazione dell’arnia.
L’ape bottinatrice, quella che solitamente scorgiamo ronzare intorno a noi,  individuata la resina comincia a lavorare questa sostanza con le zampe anteriori, mediane e posteriori.
Mescola contemporaneamente questo materiale, con della cera, del polline rigurgitato e soprattutto con enzimi rilasciati dalle ghiandole salivari mandibolari riuscendo a deprivarla degli zuccheri presenti e riducendola  dopo ore di lavoro a palline sempre più piccole e facilmente trasportabili nella sua borsa pollinica, la stessa, posta nelle zampe posteriori, fondamentale per il trasporto del polline raccolto fino a destinazione.
Non trova riscontro, pertanto, la teoria che prevede la creazione della Propoli internamente all’alveare e non come lavoro di ricerca, selezione e trasporto da parte delle api.
Giunto a destinazione il prezioso “bottino” viene affidato nelle sapienti zampe delle altre api operaie che si metteranno a lavoro per rivestire le pareti di ogni singola cella dell’alveare, della “città”, con questa sostanza.
La propoli ottenuta dopo un’intensa lavorazione ha, infatti, proprietà antibatteriche che consentono di tenere lontane malattie, ma anche piccoli predatori che riescono ad entrare nella cella.
La propoli grazie alla sua essenza appiccicosa avvolge, incastra all’interno della cella l’intruso che poi verrà ricoperto da altra propoli e verrà mummificato.
Rimarrà sì intrappolato, ma diverrà suo malgrado anche una barriera difensiva che, grazie al suo volume, renderà difficile l’entrata ad altri predatori ignari.
Le api proteggeranno, grazie alla Propoli, anche la cella dell’Ape Regina,  le sue uova e le larve.
La propoli, per le api, rappresenta un elemento di pulizia, di disinfezione, di isolamento, ma anche di costruzione (così come la Cera).
Interessante notare come, anche gli egizi, ben 6000 anni fa utilizzassero già questa resina per avvolgere le mummie e per l’imbalsamazione dei Faraoni perchè aveva in sè straordinarie capacità conservative.
I medici egizi la utilizzavano anche per le malattie delle vie respiratorie e come cicatrizzante e questo è testimoniato da bassorilievi dell’epoca.
Sembra addirittura che 40.000 anni fa la utilizzasse l’uomo primitivo per curare le ferite da puntura d’insetto, probabilmente provocate dalla mano infilata nell’alveare per trafugare del buon miele…
Aristotele, Plinio ne esaltano le caratteristiche nei loro scritti e soprattutto le capacità cicatrizzanti e disinfettanti contro piaghe e suppurazioni, nel II sec. a.C. Galeno dedica alla Propoli spazio nei suoi trattati come ottimo guaritore per ferite, febbre ed infezioni e Dioscoride nel “Canone della scienza medica” ne vanta le medesime proprietà.
I soldati romani la utilizzavano per disinfettare le ferite procurate in battaglia, la civiltà Incas per per le infezioni febbrili, nel Medioevo tra le altre cose veniva utilizzata per medicare l’ombelico dei neonati, nella Georgia del XII secolo anche come vernice antibatterica sui giocattoli di legno, in Germania ed in Russia vi si creavano prodotti per la cura del corpo.
Nel 1900 ha un apice di popolarità grazie al suo utilizzo nella guerra dei Boeri in Sudafrica; l’unguento alla Propolis veniva applicato direttamente sulle ferite dei soldati (gli antibiotici non erano ancora conosciuti) così come accadrà anche durante la II guerra mondiale.
La propoli ha dalla sua parte almeno 150 composti biochimici al suo interno che la rendono unica e speciale non solo per le api.
Non ci sono  degli “ingredienti” universalmente conosciuti che compongono questa sostanza, perché la stessa può variare a seconda dell’origine, della zona geografica, della stagione.
Ma quel che è certo è la presenza di:
–  Resine (45-50% del peso);
–  Cera;
–  Oli essenziali (che danno un caratteristico odore gradevole, vanigliato, ma che si vanno perdendo, a discapito dell’elevato potere antibatterico, nella Propoli di origine orientale che per facilitare la sua trasportabilità la fonde e trasforma in panetti);
–  due gruppi di flavonoidi quali la Galangina e la Pinocembrina in azione sinergica di origine vegetale che danno alla propoli parte della sua potente azione antibatterica e che sono presenti quasi in uguale percentuale;
–  minerali (magnesio, calcio, potassio, sodio, zinco, manganese, ferro);
–  vitamine (B1 Tiamina, B2 Riboflavina, B6 Piridossina, C acido ascorbico, E Tocoferolo, P flavonoidi);
–  acidi (quali il Fenolo, dei derivati dell’acido benzoico e di quello Cinnamico), enzimi, composti acidi ed organici (adottando un procedimento di estrazione naturale l’apicoltore ottiene una Propoli che presenta tracce di api morte ed altri resti organici), Terpeni, Cumarine, Chetoni, Alcoli…

Le proprietà, le qualità intrinseche in questa miscela di componenti sono innumerevoli:
Proprietà antibatteriche
soprattutto nei confronti dei microbi gram positivi che agiscono a livello respiratorio ed in particolare Stafilococchi e Streptococchi. La Galangina e la Pinocembrina se in rapporto 1:1 (simile comunque al rapporto reale) sembra siano i principali riduttori della MIC (Minima Concentrazione Inibente la crescita batterica) in vitro.
La tradizione che ci tramanda l’utilizzo della Propoli in caso di patologia respiratoria,  rino-faringea e del cavo orale perciò a tutt’oggi è ampiamente confermata e dimostrata.
Proprietà antinfiammatorie
nel trattamento di patologie inerenti il cavo orale, la gola e la rino-faringe (mal di gola, afte, gengiviti, tonsilliti) e nelle malattie da raffreddamento.
L’attività antinfiammatoria è data dalla capacità di ridurre la produzione di Prostaglandine e Leucotrieni pro infiammatori.
Proprietà cicatrizzanti
sulla cute e le mucose, in applicazione esterna e locale sotto forma di unguento su dermatiti, arrossamenti, pelle secca e screpolata, irritazioni e piaghe.
Proprietà antivirali
soprattutto agendo con proprietà inibenti la produzione di rhinovirus, del virus dell’influenza e dell’Herpes Simplex.
Proprietà immunomodulante ed immunostimolante
che in concomitanza dell’attività antibatterica garantisce una protezione dalle infezioni.
Uno studio effettuato nel 1995 su 10 volontari sani tra i 18 ed i 45 anni per 2 settimane (500mg. di Propoli al giorno) ha dimostrato che l’utilizzo della Propoli aumentava sensibilmente i livelli delle Citochine sostanze fondamentali per il sistema immunitario.
Sempre nel 1995 fu somministrata della Propoli a 100 bambini e questa dimostrò ampiamente la sua attività protettiva verso malattie invernali e respiratorie.
Utilizzata anche in campo agricolo come protettivo contro funghi e batteri e come cicatrizzante a seguito di  potatura o attacco di insetti.
La utilizzavano i maestri liutai e soprattuttuo il celebre violinista Antonio Stradivari nel ‘700 come vernice protettiva per i suoi preziosi violini.
Si facevano sciogliere 75 gr. di cera in 275 gr. di olio di lino scaldato a bagnomaria e poi vi si versavano 150 gr. di  tintura di Propoli e del colore, se si voleva una vernice più scura.
Sembra che fosse merito anche di questa vernice, oltre che della scelta minuziosa del legno da impiegare per il violino tra migliaia a dare allo stesso quel suono meraviglioso che lo contraddistingue tutt’ora.

La propoli, di origine europea (per il motivo suddetto della persistenza dei suoi oli essenziali) può essere utilizzata seguendo più modalità:
– tintura madre ottenuta dalla commistione di 70 gr. di alcol etilico a 96° e 60 gr. di Propoli pura. Con queste quantità la propoli, che non è mai totalmente solubile in alcol, lo è al 50%.
Se ne possono assumere da 5 a 10 gtt. diluite in acqua, latte o miele. Utile per gargarismi, tamponamenti, pennellature, inalazioni.
estratti nativi secchi (che non recano in sé eccipienti e che quindi costituiscono fitocomplessi purissimi della Propoli integrale e non purificata) che possono, grazie all’alta concentrazione di P.A., arricchire altri prodotti a base di propoli aumentandone l’efficacia;
propoli pronta all’uso, che mantiene intatti i principi attivi nonostante un’ulteriore diluizione della soluzione idroalcolica di partenza. La si può trovare sotto forma di collutorio per l’igiene orale e sciroppo.
propoli spray (bastano 3-4 spruzzi, più volte al giorno, nel cavo orale per trovare giovamento e sollievo da un mal di gola ostinato);
tavolette (es. 4-6 tavolette da far sciogliere in bocca). In commercio, tra le tante, ne esistono arricchite da aloe (nota per le sue proprietà antinfiammatorie e protettive), miele (addolcente ed emolliente), limone (antisettico).
propoli senza alcool (ad es. come ottimo collutorio) ottima per i bambini (meglio se aromatizzata e resa più gradevole e dolce).
Può essere utilizzata anche come “calmante” per le api, infatti si utilizzano gli scarti della Propoli grezza, la parte residua che non può essere utilizzata per via orale, ma che è ottima, se bruciata in un affumicatore, per tranquillizzare le api e che può essere utilizzata anche come incenso profumatore nelle stanze di casa. 
La Propoli è naturale, efficace, sicura.
La Propoli allo stato grezzo non può essere utilizzata perché ha in sé elevate quantità di piombo, indipendentemente dalla sua origine, perciò la lavorazione seppure minima è garanzia della sua sicurezza.
Un esame condotto dall’Unità Tossicologica Operativa n. 11 di Empoli su diversi preparati a base di Propoli, ha riscontrato in uno di questi (indicato come adatto ai bambini) una quantità di piombo 45 volte superiore a quella consentita dalla legge.
È  perfettamente ed universalmente tollerata dall’organismo (eccezion fatta per rari casi di dermatite da contatto dovuta ad ipersensibilità individuali provocata dal suo utilizzo).
La Propoli è un dono enorme e prezioso che la natura, madre terra e le sue creature ci fanno e che dobbiamo saper utilizzare senza abuso né avidità, ma con coscienza e consapevolezza.
Con quanta ammirevole fatica le api raccolgono e portano con sé le resine, con quanto sforzo lavorano a lungo questa sostanza e con quale immane impegno depositano la stessa sulle pareti di ogni singola cella per garantire la protezione e la vita alla comunità.
Tutto questo amore e questa dedizione alla vita è davvero incredibile.

Susan Menaldo
susanme@tin.it

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