Meditazione e benessere: i benefici della pratica meditativa sul nostro corpo

Ci siamo già occupati, in un precedente articolo, degli straordinari effetti che la meditazione può avere sulla nostra mente.

In questo articolo porremo l’attenzione sugli effetti della pratica meditativa sul nostro corpo.

La meditazione, nella sua essenza, è un addestramento della mente e del cuore verso la ricerca della consapevolezza e rappresenta sicuramente una delle esperienze evolutive più valide a livello fisico, mentale, sociale e spirituale. La meditazione viene in effetti considerata una vera e propria terapia globale in quanto riconduce l’individuo verso una situazione di integrità psico-fisica e di equilibrio armonico con tutto ciò che lo circonda.

In particolare, riguardo agli effetti sul nostro organismo, gli studi dimostrano che la pratica meditativa è in grado di favorire una migliore gestione dello stress, un miglioramento dell’attività cerebrale, una considerevole riduzione dell’ipertensione, la prevenzione degli attacchi cardiaci, un miglior funzionamento del sistema immunitario e una migliore gestione del dolore.

Lo stress cronico costituisce oggigiorno uno dei peggiori nemici della nostra salute ed ha degli effetti molto negativi sulla qualità della vita e sul benessere.

La meditazione, secondo gli studiosi, rappresenta una delle più efficaci modalità di gestione dello stress. Essa è in grado di favorire la capacità di mantenere la stabilità e l’equilibrio durante le fasi di cambiamento della vita, migliorando l’allostasi, intesa come capacità di adattamento dell’organismo ad una nuova situazione esterna.

In particolare, l’esperienza meditativa è in grado di influenzare il sistema nervoso autonomo (involontario), favorendo una riduzione dell’attività del sistema nervoso simpatico (che prepara il corpo all’azione durante una situazione stressante) ed un aumento dell’attività del sistema nervoso parasimpatico (che prevale nelle fasi di riposo e rilassamento).

Tutto ciò assume un’importanza focale se si tiene conto del fatto che nella condizione di salute o di malattia di un individuo ciò che sembra fare una grande differenza è proprio il modo in cui l’individuo stesso risponde alle esperienze traumatiche. Sempre maggiore è inoltre l’interesse della ricerca scientifica riguardo agli effetti che la meditazione produce sul cervello umano.

In particolare, vari studi hanno messo in evidenza che essa favorisce l’aumento della neuroplasticità, cioè della capacità del sistema nervoso di modificare la propria struttura e la propria funzionalità in risposta a stimoli esterni e in relazione al processo di sviluppo dell’individuo. E’stato dimostrato che la meditazione favorisce la modificazione dei rapporti sinaptici, la creazione di nuove connessioni sinaptiche, l’attivazione di connessioni prima inattive e la generazione di nuove cellule nervose, vale a dire lo straordinario processo della neurogenesi.

L’esperienza meditativa è inoltre collegata all’aumento e al miglioramento dell’attività cerebrale, delle capacità cognitive e dell’attivazione delle aree coinvolte nell’attenzione e nel controllo del Sistema nervoso autonomo.

La meditazione produce straordinari effetti anche sulla salute del cuore; infatti, come rilevato dagli studiosi, l’addestramento meditativo favorisce da una parte la prevenzione e il controllo dell’ipertensione, e dall’altra la riduzione degli infarti, degli ictus e dei relativi casi di mortalità.

Anche sul sistema immunitario la pratica meditativa produce degli effetti molto interessanti. In particolare, essa induce un incremento dell’attività elettrica nella corteccia prefrontale, nell’insula anteriore destra e nell’ippocampo destro, vale a dire proprio le parti che controllano le emozioni positive, gli stati d’ansia e la consapevolezza. E queste sono le stesse regioni del cervello che agiscono come centro di controllo del sistema immunitario. Nel momento in cui esse vengono stimolate, consentono un miglior funzionamento dell’intero sistema immunitario.

Francesco Bottaccioli, presidente onorario della Società Italiana di Psiconeuroendocrinoimmunologia, afferma che la meditazione mette l’organismo in condizione di reagire con efficacia alle “aggressioni”, evitando pericolosi eccessi di infiammazione.

Un altro aspetto interessante riguarda la gestione del dolore, che sembra possa migliorare considerevolmente grazie all’esperienza meditativa.

Moltissimi studi nel campo del dolore cronico, hanno evidenziato alterazioni strutturali in aree cerebrali specifiche correlate al dolore. L’addestramento mentale che ci fornisce la meditazione può essere di grande aiuto nella “rieducazione” del nostro sistema nervoso e nella gestione del dolore.

Secondo uno studio condotto da un gruppo di ricercatori americani, la meditazione è in grado di influenzare l’attività delle aree cerebrali coinvolte nello stimolo doloroso, e di regolarne l’intensità. Questa azione combinata su tali aree pare abbia un interessante effetto analgesico.

E’ incredibile come, attraverso la meditazione e lo sviluppo della consapevolezza, l’individuo possa davvero utilizzare in pieno la straordinaria farmacia naturale che il corpo ci mette a disposizione dal momento della nostra nascita. Vale la pena allora di provare a fare l’esperienza della meditazione, di questa profonda indagine della natura del Sé, di questa trasformazione dell’essere, che acquista di fatto un potere curativo globale e che può davvero aiutarci ad innalzare la qualità di ogni istante della nostra esistenza.

Lorella Coccia Colaiuda

Lorella Coccia Colaiuda

Naturopata, Specialista in Alimentazione Naturale e Floriterapia di Bach

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