L’alimentazione ancestrale mediterranea

alimentazione ancestrale

Rappresenta  un metodo di alimentazione innovativo e fondamentale per la vita, un  metodo alimentare che svolge la sua azione terapeutica perché, oltre ad essere sana, riesce a ripristinare attraverso gli alimenti, lo stretto rapporto esistente tra gli esseri viventi e i ritmi cosmici  insieme ai  ritmi biologici, oltre a fornire i principi nutrizionali per una nutrizione armonica ed equilibrata.
I suoi componenti,animali e vegetali si ottengono  con un’agricoltura   rispettosa, appunto, degli stessi ritmi,  quale è appunto, l’agricoltura ecobiologica.
L’aggettivo ancestrale[1],attribuito da Jean Seignalet all’alimentazione originale, tipica del popolo che lo abitava da sempre, caratterizza nutrizionalmente l’alimento sano e gli conferisce proprietà salutistiche nell’ottenimento e mantenimento dello stato ottimale di salute ancorchè provenga da un’agricoltura ecobiologica.
Appartiene al modello alimentare mediterraneo , alla dieta mediterranea, così come l’ha battezzata la stampa che, per il significato erroneo che viene dato al termine dieta (restrittivo e nient’altro), ne ha stravolto il messaggio volto al recupero delle nostre tradizioni alimentari.
Per le sue caratteristiche salutistiche, accertate da studi scientifici, il 16 novembre 2010, a Nairobi, dal Comitato Intergovernativo della Convenzione dell’Unesco, è stata inserita nella Lista del Patrimonio culturale dell’Umanità.

I suoi costituenti
Caratterizzata da alimenti vegetali e da pochi prodotti di origine animale, la dieta mediterranea ha avuto come padre il professor Ancel Keys,un nutrizionista americano (di Minneapolis), che condusse insieme ad altri nutrizionisti di ogni parte del mondo, tra cui vari italiani, uno studio,negli anni ’50, denominato Seven Countries Study, che fornì sul piano nutrizionale ed epidemiologico le basi scientifiche del recupero della via mediterranea di alimentarsi, per star bene, mangiando bene,  così come la descrive lo stesso Ancel Keyes.
Sono i cereali, i legumi, gli ortaggi, l’olio di oliva, il vino e la  birra  e rappresenta il riferimento concreto all’alimentazione contadina dei paesi del Mediterraneo, equilibrata nei suoi costituenti nutritivi e da un punto di vista calorico, perfettamente rispondente alle necessità energetiche di individui con un’attività lavorativa caratterizzata da un forte dispendio.
Di dieta mediterranea si è parlato tantissimo, negli ultimi anni, anche troppo e troppo spesso a sproposito, il che rappresenta certamente un fatto negativo.
Per un discorso scientifico, infatti (e quello sul modello alimentare mediterraneo lo è certamente), non c’è rischio peggiore di finire preda di una certa stampa e di essere etichettato come una moda: un’etichetta svilente che spinge tutte le persone di buon senso a dubitare della correttezza e del fondamento scientifico di un argomento, quando questo è terminato in pasto alle riviste di bellezza e alle  chiacchere di salotto.
Per una Commissione di esperti appositamente nominata dal Senato degli U.S.A. l’alimentazione di tipo mediterraneo rappresenta,  invece, il modello di riferimento per i dietary goals (obiettivi nutrizionali), elaborati dalla stessa commissione, in grado di limitare il pericolo d’insorgenza delle malattie della civiltà del nostro tempo, aumentate in maniera impressionante nel mondo industrializzato  insieme al benessere economico e all’aumento delle scelte alimentari.
Certamente nella società di oggi, in cui la sedentarietà è purtroppo la norma, non è facile inserire integralmente questo modello alimentare di cui tipici sono i piatti unici, nutrizionalmente completi e gastronomicamente validissimi: in essi la fantasia dell’uomo ha spaziato creando con ingredienti poveri, mirabili armonie di gusti.
Inventati dal popolo contadino e fatti per una vita che seguiva i ritmi del sole, dove il sudore era il prodotto della fatica quotidiana, occorre fare di essi, oggi, una scelta oculata e mirata, ma soprattutto modificare il tipo di vita, avendone in cambio un miglioramento della sua qualità.
Il valore salutistico dell dieta mediterranea, riconosciuto ampiamente, deriva soprattutto dalla presenza di micronutrienti protettivi, in particolar modo dalle vitamine, provenienti dai prodotti animali e vegetali, quando provengano da culture e allevamenti che rispettino i ritmi della natura e da tecnologie di produzione ancestrali.
L’azione protettiva e antitumorale delle vitamine è stata messa in evidenza dal prof. Alberto Fidanza, che dopo alcuni anni trascorsi nei laboratori di ricerca degli Stati Uniti ed in Inghilterra nell’Università di Cambridge, primo nel mondo, scoprì l’intimo meccanismo d’azione della Vitamina B12 e le funzioni metaboliche e fisiologiche dell’acido pantotenico e del Coenzima A.
Ma la sua scoperta più rilevante è quella di aver messo in evidenza come le vitamine in opportuna dose, svolgono effetti protettivi sulle cellule e sugli apparati dell’organismo animale.
Diventato cattedratico e professore ordinario di Fisiologia nell’Università “La Sapienza” di Roma, nel1970,  fondò a Roma, una nuova Scienza,  la Vitaminologia.
In terre lontane, apparentemente diverse, ritroviamo piatti sorprendentemente simili.
Nelle Puglie e in Egitto, si mangia ad esempio la purea di fave, anche se gli aromi usati sono diversi.
Oltre ad  essere gastronomicamente valido, questo tipo di alimentazione è veramente un esempio di dieta completa nutrizionalmente.
Nei suoi componenti infatti ritroviamo tutti i principi alimentari necessari per mantenerci in buona salute.

Diffusione
L’Istituto Nazionale di Ricerca  Alimenti e  Nutrizione (I.N.R.A.N.),unico Istituto governativo che in Italia si occupa di ricerche e di campagne per una sana alimentazione, fin dagli anni ’80 ha promosso campagne per la riscoperta di questa alimentazione tradizionale e molte delle notizie qui riportate sono tratte da pubblicazioni, promosse da questo Istituto con lo scopo di divulgare delle serie informazioni scientifiche.
L’abbinamento dei cereali (soprattutto frumento) con i legumi in realtà non è tipico solo del Mediterraneo, ma lo si ritrova nell’alimentazione contadina delle tribù pellirosse, con il mais al posto del frumento e presso i popoli asiatici, Giappone ad esempio, con il riso anziché frumento.
È per gli innamorati dell’Oriente che ciò viene sottolineato, dato che è da alcuni anni che da coloro che credono all’importanza dell’alimentazione come uno dei modi più importanti per mantenersi in buona salute, è stata addottata la dieta macrobiotica, la cui interpretazione classica ha come padre un giapponese di nome Georges Ohsawa, vissuto negli anni ’30, il quale con un regime alimentare, rigidissimo alle volte e basato solo da riso e sale, è guarito e ha guarito molte persone da patologie anche gravi.
In un’interpretazione che ne dà Alois Grassani, ne La via Macrobiotica[2] i principi che la animano sono principi filosofici di un’alimentazione in un vivere una vita seguendo l’ordine dell’Universo con una dieta quindi in armonia con le locali condizioni climatiche e geografiche. Infatti la dieta e il cibo variano indefinitamente accordandosi con il luogo e le stagioni.

Ecco alcuni dei suggerimenti che Grassani dà per stabilire un’alimentazione curativa:

  • Mangiare solo cibi puri, integrali e naturali.
  • Scegliere quei prodotti della terra che crescono e prosperano naturalmente nella vostra  regione e mangiarli in accordo con la stagione caratteristica di ognuno
  • Masticare
  • Mangiare cibi semplici e solo se affamati
  • Mangiare serenamente e con gratitudine, riflettendo sull’origine del cibo
  • Fare un’attività gioiosa e dell’esercizio fisico

Riflettendo su questi ultimi consigli e alla luce di quanto è stato scritto fino ad ora, non si può che dire che l’alimentazione ancestrale  mediterranea si può definire macrobiotica,  la nostra dieta macrobiotica, quanto più macrobiotica quanto più il nostro comportamento alimentare e il nostro modo di vivere saranno in armonia con i ritmi cosmici e con i nostri bioritmi.
Non cerchiamo altrove, quello che abbiamo a due passi e diciamo con M. Proust: Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre,ma nell’avere nuovi occhi.  Ma oltre a questo, una stupenda, ma anche sconcertante per alcuni, ulteriore riflessione.
Laddove e ancor quando, l’uomo vive o viveva in armonia con le leggi del cosmo, la sua alimentazione ubbidiva alle stesse leggi compositive.

Note
[1] Ancestrale è l’alimento tipico di un popolo la cui produzione, assolutamente, rispetta le tradizioni di produzione

[2] A.Grassani, La via macrobiotica, Luglio-Agosto 1975

Maria Laura Fois
Biologa nutrizionista, Scrittrice, studiosa delle tradizioni alimentari della Sardegna, Presidente della Cooperativa Sociale “Ugualmente Verde”, Titolare del Marchio Ecobiologico
marialaurafois@tiscali.it

Sul Campus (www.campus.framens.it) è stato attivato un Corso specialistico online con facoltativa parte pratica in Sardegna dal titolo: Alimentazione Ancestrale Mediterranea e Ritmonutriterapia.

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