Terapia con la Musica o Musicoterapia?

La musica in musicoterapia e nelle sue applicazioni. Perché musica in musicoterapia?

La riflessione sull’utilizzo della musica in musicoterapia e la domanda sul perché musica in musicoterapia, implicano la necessità di approfondire il concetto di musica utilizzata, in quanto soggetto, oggetto o funzione, nella prospettiva di trovare una posizione che definisca l’elemento sonoro che si suppone agisca nella relazione di aiuto.
L’applicazione della musica in terapia ha in effetti molteplici funzioni e si esprime in diverse modalità, come si vede dalla varietà di forme di musicoterapia che si sono sviluppate coagulandosi intorno a modelli teorici di tipo analitico, psicologico, psicofisico e sensoriale.

Che la musica sia parte costitutiva dell’essere umano, nel suo sviluppo individuale, ma anche nell’evoluzione collettiva, è oramai largamente studiato, sperimentato e assodato.
I miti e le cosmogonie di popoli diversi e anche geograficamente molto distanti tra loro, ci tramandano il succedersi di eventi sonori come presenza co-creatrice, e/o diaframma iniziatico, testimoniando il potere intrinseco attribuito e riconosciuto al suono.
Accennando alla genesi della nostra cultura occidentale, troviamo riferimenti ad atti sonori sia nella storia della creazione stessa, sia in guarigioni (Davide e Saul), liberazioni (il mito di Orfeo) e avvenimenti spettacolari che rovesciano il corso della storia dell’uomo (le mura di Gerico).

Il suono, nella sua organizzazione lineare, verticale e temporale, la musica quindi, suscita nell’uomo un forte richiamo introspettivo.
Se si assume il punto di vista per cui il suono contiene in se stesso le potenzialità per generare, per rinforzare la trasformazione, sostenere la riedificazione, accompagnare la modificazione, possiamo allora condividere il concetto che ne deriva per cui l’essere dell’uomo, legato com’è al suono fin dalla sua origine può, attraverso l’esperienza sonora, contattare la sua essenza più profonda, scrutare nella percezione di sé, ritornando fino alle prime sensazioni emotive e percezioni sensoriali.
Il primo dischiudersi della vita nel grembo materno è accompagnato da vibrazioni, scansioni ritmiche, pressioni sonore, suoni, melodie, che incidono sensazioni legate all’identità emotiva e che risulteranno avere un collegamento molto stretto sulla natura e qualità dei futuri legami affettivi primari.
L’insieme di tutte queste impressioni sono percepite ed espresse attraverso una modalità transmodale (D. Stern 1985).

Quando il musicista compone, egli non può imitare nulla. Egli deve trarre dalla sua anima i motivi della creazione musicale. Da dove egli li tragga ci deve risultare se noi ci dirigiamo verso i mondi che non sono percepibili ai nostri sensi. Dobbiamo esaminare di che natura siano veramente i mondi superiori. L’uomo è in condizione di schiudere a se stesso delle facoltà superiori, giacenti nella sua anima, che di solito sono assopite. […] Quando l’uomo vive nell’elemento musicale, egli vive in una immagine della sua patria spirituale. In tale immagine dello spirituale l’anima trova la massima elevazione, l’intimo rapporto con l’elemento primordiale dell’uomo: perciò la musica agisce così profondamente anche sull’anima più semplice. […] Quando l’uomo ascolta musica, egli sente benessere perché i suoni si accordano con quello che egli ha sperimentato nel mondo della sua patria spirituale.
Rudolf Steiner, L’essenza della musica, Prima conferenza, Colonia, 3 dicembre 1906 – pagg. 17 e 22; Editrice Antroposofica.

Come terapia, la musicoterapia, si pone degli obiettivi nel contesto di una relazione di aiuto, raggiungibili proprio attraverso l’uso della musica, del suono e dell’ascolto. La parola musico-terapia è formata da due parole che già evidenziano il felice connubio che avviene nella combinazione di arte e scienza.
È la scienza che si avvale del potere creativo e terapeutico insito nel suono, organizzato nella emozionante forza evocatrice e generatrice, che è la musica.
L’arte creativa presuppone trasformazione, ed è proprio la facoltà evolutiva legata al suono, ed applicata alla scienza della relazione, che diventa terapia.
Alla luce di quanto esposto possiamo dunque affermare che l’intervento terapeutico, che utilizza la musica come medium di relazione, opera un cambiamento che agisce alla radice dell’essere e che traccia e modella nel profondo una trasformazione nella persona e nel suo sé.

“Musica est exercitium arithmeticae occultum, nescientis se numerare animi. La musica è l’esercizio segreto della matematica da parte dell’animo, che non sa di analizzare se stesso”.
Gottfried Leibnitz

La musica è una forma di comunicazione non-verbale che rappresenta in modo sorprendente le caratteristiche che la persona ha di essere ed esprimersi nella vita.
Utilizzare la musica, suonata o ascoltata, il suono, strutturato o battuto, il silenzio dell’attesa o del non espresso, per contattare e ascoltare un tuo prossimo, o dialogare attraverso di esso, significa raggiungere l’Essere spirituale originario e trascendere la parte fisica e psicologica, per illuminare e dare significato a quella parte del “noi” profondo che più ha bisogno di essere nutrito.
Utilizzata come medium terapeutico, la musica, offre la preziosa opportunità di essere lei stessa soggetto, oggetto o funzione nella terapia, di modo che il terapista, che accoglie l’esperienza creativa ed interagisce col paziente attraverso la sua e forma musicale, e mediante la relazione, accompagna e sostiene il processo di trasformazione e di elaborazione dell’espressione musicale, figura e specchio dell’evoluzione dalla forma originaria nel processo terapeutico.

Se la musica è una forma di comunicazione precedente al linguaggio e le strategie di elaborazione della percezione della musica sono distribuite su ambedue gli emisferi, è possibile dedurre che questa strategia olistica sia più vicina in termini evolutivi ai processi fisiologici e all’attività autonoma di quanto non lo sia il linguaggio”.
D. Aldridge, 1996


Prof. Maria Paola Cavallini

Laurea specialistica secondo livello, disciplina in Violino
Musicoterapeuta iscrizione al Ministero della Salute austriaco n. 540369
Musicoterapia clinica
mpcavallini@hotmail.it

Maria Paola Cavallini

Laurea specialistica secondo livello, disciplina in Violino, Musicoterapeuta iscrizione al Ministero della Salute austriaco n. 540369, Musicoterapia clinica

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