Il trio dei rimedi omeopatici per il delirio – parte prima

 
Foto di Donald Macauley tratta da wikipediaFlickr: Deadly Nightshade

Sfogliando la materia medica omeopatica si trovano numerosi rimedi indicati per il delirio.
A partire da Bryonia il cui delirio è basato sul lavoro cioè quel delirio riguardante gli impegni della giornata; Opium caratterizzato dall’assenza anormale di dolore e mancata risposta agli stimoli esterni, ove prevale un senso marcato di instupidimento fino a raggiungere un profondo stupore; Veratrum album ove spicca la mania per tagliare e stracciare le cose, soprattutto i vestiti,  loquace e profondamente religioso, quanto Stramonium, ma con viso più pallido, infossato e grande debolezza generale; Rhus Toxicodendron il cui stupore mentale è accompagnato da un delirio mite e persistente in una persona che costantemente si dimena e i cui sogni sono ricchi di lavori o attività.
Ma i rimedi per il delirio che meritano un posto d’onore ai vertici dell’elenco sono  i tre appartenenti alla famiglia delle Solanacee: Belladonna, Hyoscyamus niger e Stramonium.
Molto simili come composizione chimica e patogenesi, ma ben differenziati per le peculiarità dei singoli deliri.

Belladonna

La Storia
Profumato di bellezza il nome, ma velenosa invece tutta la pianta; tanto velenosa che il suo nome classico, dato da Linneo, di Atropa belladonna è sinonimo di morte. Atropos, l’inflessibile, era la Parca che inesorabilmente, recideva il sottilissimo filo d’ogni vita che le sue sorelle, Cloto e Lachesis, traevano dalla rocca e dal fuso.
Le egiziane 4000 anni fa  poi le babilonesi, le assire, le greche, le romane e nel Cinquecento le veneziane la usarono per preparare un cosmetico in acqua distillata che faceva dilatare le pupille, rendendo i loro occhi ancor più neri, grandi, affascinati ed attraenti.
L’atropina, uno dei suoi  alcaloidi principali, viene infatti utilizzata in oculistica per esaminare il fondo dell’occhio.
L’atropina blocca le risposte alla stimolazione colinergica del muscolo sfintere dell’iride e del muscolo ciliare; l’alcaloide è in grado di dilatare la pupilla (midriasi) e di paralizzare l’accomodazione visiva (cicloplegia).
Secondo un’altra interpretazione il nome deriverebbe invece dal francese belle-femme, termine utilizzato nel Medioevo per designare le streghe che utilizzavano la pianta nella preparazione di unguenti e pozioni, insieme alla mandragora, al giusquiamo ed allo stramonio, per i loro voli notturni, in relatà “viaggi” psichici.
In Italia la si è anche denominata morella furiosa, in Germania Toll-Kirsche, ovvero ciliegia della pazzia, ed in Inghilterra Deadly Nightshade, Belladonna mortale.
Un tempo nelle campagne si sconsigliava di adornarsene perché sarebbe stato di cattivo augurio.
Questa proprietà ha evocato però accanto ad un simbolismo negativo un altro positivo.
I nostri nonni sostenevano che, se si fossero collocate due piantine di Belladonna all’inizio di un viale, che conduceva ad una villa, si sarebbero respinti gli spiriti impuri.
Stesso effetto avrebbero avuto i suoi fiori e steli posti all’interno della casa.

Botanica ed azione farmacologica
Atropa belladonna L., appartiene alla famiglia delle Solanacee.
È una pianta erbacea con radice rizomatosa molto robusta da cui sorge il fusto, semplice per il primo tratto e poi ramificato in tre rami che possono raggiungere 1,50 m di altezza.
Le foglie sono alterne nella parte bassa della pianta, mentre nella parte superiore sono inserite a due a due dalla stessa parte del fusto: di queste una è molto più piccola dell’altra.
La lamina è ovale ed acuminata all’estremità. Fusto e foglie possiedono numerosi peli ghiandolari.
I fiori sono inseriti singolarmente in mezzo alle due foglie.
Il calice è diviso in cinque lobi; la corolla, di forma tubulare, si separa in cinque lobi triangolari rivolti all’infuori ed è di colore porporino-violaceo con la base bianco-verdastra.
I frutti sono bacche rotonde, grosse quanto ciliegie, dapprima verdi poi rosso vivo ed infine nere e sempre circondate dalle cinque punti dei loro calici persistenti. Il periodo balsamico va da maggio a settembre.
La tintura madre viene preparata dalla pianta intera fiorita ove la maggior parte dei principi attivi è contenuta nelle foglie.
I suoi costituenti principali sono alcaloidi ad azione parasimpaticolitica quali:
atropina, determinante nella tossicologia e nella patogenesi
iosciamina, principale alcaloide presente nella pianta fresca
scopolamina o ioscina

Atropa belladonna L. agisce:
– sulle mucose digestive, auricolari, respiratorie ed oculari inducendo secchezza estrema;
– sul sistema cardiovascolare generando congestione cefalica, congestione generale ed ipertensione arteriosa;
– sul sistema nervoso provocando iperestesia sensoriale generale: alla luce, al freddo, ai rumori; spasmi viscerali improvvisi;
– provoca sindromi infiammatorie e febbrili, con congestione locale, che rispondono ai classici fenomeni infiammatori al loro esordio quali: tumor, rubor, dolor e calor.

Le principali indicazioni cliniche
Belladonna può esser considerata in modo preminente un rimedio della testa infatti, nella maggior parte delle affezioni in cui questo rimedio è indicato, prevalgono i sintomi del capo.
Si ha la sensazione che tutto l’afflusso di sangue si concentri in testa, mentre le estremità sono fredde, gli occhi arrossati, il viso acceso da un intenso color porpora, le arterie carotidi pulsano in modo così marcato che diventano evidenti.
Ciò può essere accompagnato da un forte dolore, un senso di pressione, pienezza o intontimento.
Caratteristica predominante è il delirio violento.
Nessun altro rimedio presenta un delirio più violento e persistente di quello di Belladonna.
La persona ha timore di tutte le cose immaginarie e desidera fuggire da esse, crede di vedere fantasmi, visi spaventosi, animali o insetti, presenta uno stato di semi-stupore durante il delirio.
A volte può cercare di malmenare chi gli è vicino.
Le infiammazioni di Belladonna  compaiono improvvisamente, hanno decorso repentino, sono rosse, dolenti e soprattutto pulsanti.
Così come repentinamente si sono presentate altrettanto velocemente regrediscono e scompaiono.
A proposito di Belladonna il Dottor H.N.Guernsey disse che «Belladonna si applica particolarmente bene, e nella pratica si sperimenta che è migliore di tutti gli altri, nei casi in cui predominino la rapidità e l’immediatezza sia delle sensazioni che dei movimenti».
Belladonna è indicata solo nel primo stadio dell’infiammazione detto anche fase congestizia o attiva.
È bene distinguere tra le infiammazioni di Belladonna e quelle di Aconitum Napellus che lamenta grande sofferenza a livello di cuore e torace, teme la morte, è agitato, si dimena in preda all’angoscia, ma con poco delirio.
Belladonna è molto utile nelle cefalee congestizie e nevralgiche, che peggiorano chinandosi in avanti , chinandosi all’ingiù, sdraiandosi o assumendo qualsiasi posizione ad eccezione di quella verticale; nelle otiti medie congestizie; nelle rinofaringiti, angine e laringotracheiti al loro esordio.
È un grandissimo rimedio della gola per la quale presenta un’elevata affinità. Il bruciore, la secchezza, come in Sabadilla, il senso di costrizione con desiderio costante di inghiottire per alleviare la secchezza, con o senza dolore del palato e delle tonsille sono tutti sintomi di Belladonna che possono presentarsi anche in modo molto intenso.
Belladonna ama tenere la testa avvolta e coperta ed è soggetta a raffreddori quando la scopre o si taglia i capelli, come in Silicea.
Altro segno caratteristico è il rossore scarlatto ed uniforme, liscio e lucente della cute, talmente calda da conferire una sensazione di bruciore al contatto.
Viene utilizzata nel caso di spasmi agli organi cavi, sempre con esordio e termine bruschi; nel caso di singhiozzo, come Cuprum metallicum e Hyoscyamus.
Belladonna è anche un grande rimedio pediatrico: «Compete persino con Chamomilla matricaria» affermò il Dottor E. B. Nash
È perfetta per il bimbo che un minuto prima è in piena salute e quello successivo sta male.
Si presenta molto caldo, con il visino arrossato, in stato di semi-stupore e che sobbalza o trasale nel sonno.
Indicata nelle convulsioni ipertermiche. Se il bambino febbricitante è predisposto alle convulsioni ipertermiche è indicato somministrare Belladonna ad alte diluizioni, 15 o 30 CH, in modo tale da evitare la loro insorgenza.
Il Dottor M. Tètau consiglia Belladonna anche nelle vampate di calore della menopausa, caratterizzate da arrossamenti del viso, sensazione intensa di calore e traspirazione profusa e nell’insonnia.
Insonnia in cui, pur essendo esausti e crollando di sonno, l’addormentamento è difficile e, quando alla fine, il sonno sopraggiunge è caratterizzato dal manifestarsi di numerose scosse muscolari.

La Psicologia
Il tipo costituzionale Belladonna è raro ed appartiene al gruppo dei tipi potenzialmente psicotici dove l’individuo, sia esso sano o malato, presenta sempre tratti caratteriali che indicano una potenziale evoluzione verso la psicosi.
Un elemento tipico di Belladonna, che si trova in bilico tra il mondo della salute mentale e quello della pazzia, è l’interesse per la metafisica.
Il Dottor Philip M. Bailey notò, nei suoi pazienti Belladonna sia sani che malati, che questa caratteristica si manifestava come un’ossessione per le cose spirituali e psichiche.
Il tipo Belladonna, se non in equilibrio, è più incline a visioni, allucinazioni e a fenomeni psichici, mentre se in buona salute tale peculiarità si manifesta come capacità precognitive o viaggi astrali.
Normalmente in queste persone si riscontra un gran fascino per poteri e fenomeni metafisici ed, alcune volte, percepiscono di averne anche quando non ne hanno un’evidente dimostrazione.
Tutti i pazienti Belladonna che il Dottor Bailey ha trattato erano maschi.
Belladonna è un tipo focoso che s’impone e la violenza è caratteristica predominante del suo quadro mentale. 
È un soggetto instabile e dal temperamento esplosivo che pur riuscendosi a controllare a lungo, se si trova in condizioni di relativa buona salute, potrebbe invece esplodere da un momento all’altro e far danni.
Belladonna e Platina sono soggetti focosi ed instabili a differenza di Sulfur anch’esso focoso, ma più stabile.
In Belladonna prevale l’elemento Fuoco seguito da Terra, Acqua e Aria. Il forte elemento Terra  gli conferisce forza fisica (come Nux vomica che anch’essa presenta Fuoco e Terra) ma anche caparbietà.
La mancanza di Aria comporta una passionalità non mitigata da un ragionamento oggettivo da cui scaturiscono la sua impetuosità ed ossessività.
Gli individui Belladonna all’interno di una rissa sono i più attivi e possono esserne anche gli istigatori, non presentano rimorso e questa caratteristica li distingue da Nux vomica e Natrum muriaticum entrambi più stabili.
Se sono relativamente sani non sono inclini a mostrare la loro indole violenta, tendono a sentirsi insicuri in presenza di estranei  e possono apparire schivi o chiusi, ma come la maggior parte dei tipi passionali,  tendono ad essere prepotenti, intransigenti e dominatori con le persone che conoscono bene.
Belladonna  tende facilmente alla pazzia ed alla paranoia.
Una caratteristica maggiore della pazzia di Belladonna sono le allucinazioni visive ed uditive.
Tra i tipi psicotici però è il più soggetto a rimanere stabile e sano.
Egli possiede ispirazione, entusiasmo, rabbia che diventano evidenti nello stato di follia.

Dott.ssa Emanuela Carini
Laureata in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche, Farmacista con specializzazione in Omeopatia, Fitoterapia, Gemmoterapia e Floriterapia
hcred3@libero.it

Lascia un commento

EnglishItalian