La Musica dei Profumi – parte prima

La “Musica dei Profumi” nasce da una mia passione verso la res naturae ed in particolare verso i preziosi oli essenziali, fitocomplessi dalle molteplici proprietà e caratteristiche fisico-chimiche-psichiche.

Gli Oli Essenziali: proprietà e funzioni
Gli oli essenziali sono i componenti di una parte del fitocomplesso, il quale è l’insieme sinergico dei principi attivi che si ricavano per estrazione, nel tempo balsamico dalla droga. Gli oli essenziali sono miscele di sostanze aromatiche presenti sotto forma di goccioline minuscole situate all’interno o sulla superficie dei fiori, foglie, bucce di frutti, nel legno o resina di piante od arbusti.
A seconda del tipo di pianta, l’olio essenziale è contenuto in speciali cellule oleose o resinose, nei pili ghiandolari o negli spazi intracellulari come nel caso del finocchio.
Difatti, l’olio essenziale di vetiver si ottiene dalle radici tritate della vetiveria zizanoides, mentre l’olio essenziale di cannella dalla corteccia o dalle foglie.
La quantità di o.e. presente in una pianta oscilla mediamente tra lo 0,5-2% e risulta essere un concentrato di principi attivi e farmacologici con molteplicità proprietà che vanno da quella cicatrizzante (lavanda, salvia) a quelle antinevralgiche (menta), carminative, ormono-simili (cipresso) ed infine batteriche e batteriostatiche (timo, tea tree) evidenziate da Jean Valnet e Paul Belliche.
Da un punto di vista fisico, gli oli non sono idrosolubili, ma solubili in olio ed alcool; da un punto di vista chimico presentano molteplici componenti tra i quali: i terpeni, i fenoli, gli alcoli, gli esteri, gli aldeidi, i chetoni e gli idrocarburi che derivano dal fenilpropano e sono i precursori degli aminoacidi, quest’ultimi vanno a formare le proteine indispensabili per le funzioni vitali dell’organismo.
I terpinoli invece, sono formati dall’acetil-coenzima A indispensabile per la produzione di ormoni, vitamine ed energia.
Una proprietà degli oli è la sinergia: infatti, combinando in proporzioni precise tra loro due oli, si crea un composto chimico diverso da ognuna delle singole parti con un potere terapeutico più ampio e profondo rispetto alle singole proprietà degli oli stessi.
Un esempio è integrare l’o.e di camomilla, con proprietà antinfiammatorie, con quello di lavanda per potenziarne l’azione.
Un’altra proprietà degli oli essenziali è quella di essere adattogeni cioè dei «bilanciatori naturali» come nel caso dell’olio essenziale di limone, che agendo sul sistema nervoso autonomo, funge sia da sedativo che da tonico.
Gli spiriti delle piante, così definiti dagli antichi alchimisti gli oli essenziali, rivelano non soltanto l’intrinseco potere fitoterapico ma anche l’energia vitale della pianta.
Energia vitale in grado di interagire con l’organismo umano favorendo: il benessere psico-fisico, la forza e l’armonia spirituale e prevenendo la patologia o alleviando i sintomi.
A differenza della specificità ed unitarietà della medicina allopatica, gli oli essenziali trattano l’organismo umano nella sua totalità ed armonia biochimica senza invaderlo in termini di calore ed elettromagnetismo, in modo dunque olistico.
Secondo gli studi condotti dal Prof.re Rovesti dell’Istituto di Ricerca Derivati Vegetali di Milano, l’uso degli oli essenziali può trovare rimedio ausiliare od esclusivo in determinate psicopatologie.
Oli essenziali, in bagni aromatici o in diffusione, per pazienti affetti da isteria o depressione, sono in grado di migliore le condizioni degli stessi, senza causare danni come quelli apportati dagli psicofarmaci.
Attualmente, circa trecento oli essenziali vengono utilizzati dalle industrie farmaceutiche, alimentari e cosmetiche,un esempio è la menta piperita per la cui funzione antinfiammatoria viene usata in campo farmaceutico per la cura dei reumatismi, dell’artrite e per problemi digestivi; nell’industria alimentaria per la produzione di dolciumi, infine nell’industria cosmetica per le lozioni dopo-barba.

Rapporto dialettico tra Memoria olfattiva e Note degli Oli essenziali
Gli oli essenziali, come le note musicali, vengono classificati in base alle loro frequenze in Note, ossia in tre categorie di: Testa, Cuore, Base.
Le Note di Testa presentano una frequenza alta, appartengono ad essenze fresche e fruttate ed agendo dal basso verso l’alto sono in grado di irradiare lo spirito procurando sensazioni di calma e leggerezza.
Tra le note di testa, troviamo gli oli essenziali di eucalipto e canfora.
Le Note di Cuore costituenti il cuore di una composizione, appartengono a profumi morbidi e floreali dalla volatilità media con una frequenza leggera in grado di liberare le emozioni procurando effetti riequilibranti e vitalizzanti.
Tra le note di cuore troviamo gli oli essenziali di gelsomino lavanda.
Infine, le Note di Base costituenti le essenze dal profumo caldo, presentano una minore volatilità con una vibrazione bassa, la quale agendo verso la terra è in grado di offrire stabilità e forza.
Tra le note di base troviamo gli oli essenziali di incenso e mirra.
Le note degli oli essenziali possiedono un’altra caratteristica quella di dialogare con la memoria olfattiva di ciascun individuo.
La memoria olfattiva è il «bagaglio di odori-emozioni» di ciascun individuo, essa associa ad uno specifico odore un’immagine emozionale, infatti quando un determinato odore viene risentito dopo un lasso di tempo, la memoria olfattiva attiva il sistema endocrino per le note di testa, cuore, base, riproducendo con l’aiuto dei neurotrasmettitori (adrenalina-endorfina), l’emozione legata all’odore in oggetto.
Inoltre, l’esperienza emozionale può essere considerata «primordiale» in quanto si lega al sistema di apprendimento degli esseri viventi risultando necessaria alla sopravvivenza degli stessi venendo così ereditata geneticamente.
Ricercatori della psico-aromaterapia hanno evidenziato come gli odori rassicuranti e de-stressanti della propria casa o famiglia agiscono direttamente sul sistema nervoso centrale e sulla psiche attivando il sistema endocrino in grado di rilasciare endorfine apportando quindi benessere psico-fisico.
Infatti, le molecole olfattive, attraversando il rinofaringe, vengono a contatto con le ciglia (poste lungo le estremità del nervo olfattivo) provocando delle reazioni chimiche che stimolano successivamente una risposta sinaptica che raggiungerà infine il sistema limbico dove si originano le emozioni, i ricordi, l’intuito, le pulsioni sessuali.
Inoltre, il sistema limbico è correlato con i centri ipotalamici della fame e del sonno e con il sistema neurovegetativo.

Aromaterapia e Aromacologia nella storia e loro usi
“ Il Signore ha creato medicine dalla terra e colui che è saggio non le aborrirà.” Siracide 38.4.
L’uso delle piante, erbe, radici, oli è nato con l’Uomo. In Egitto, i sacerdoti ricorrevano all’uso delle sostanze aromatiche per l’imbalsamazione e per trattare la depressione ed il nervosismo.
Nelle tavolette d’argilla provenienti da Babilonia (1800 a.C.) si enumerano: cedro aromatico, mirra e cipresso per profumare i materiali da costruzione, tecnica utilizzata per erigere il tempio di Salomone con legno di sandalo e successivamente ereditata dal popolo arabo per la costruzione delle mosche.
Nel mondo classico, l’uso degli oli aromatici, era copiosamente diffuso nelle terme e nelle palestre per ritemprare la mente ed il corpo, in particolare, gli antichi Greci attribuivano ai profumi un’origine divina.
Con l’invenzione dell’alambicco si ottennero gli oli essenziali mediante la distillazione, tecnica che venne perfezionata verso l’anno mille dal medico e filosofo arabo Avicenna ed introdotta dai cavalieri crociati insieme all’acqua di rose, uno tra i più rinomati profumi del tempo. Le qualità terapeutiche della rosa, già riconosciute da Avicenna, vennero poi menzionate negli erbari diffusi in Europa dal XIV al XVI sec. insieme alle tecniche estrattive per ottenere gli oli essenziali.
Lo studio scientifico sulle proprietà terapeutiche degli oli venne iniziato soltanto nel 1920 dal chimico cosmetico René-Maurice Gattefossé, riconosciuto il padre dell’ Aromaterapia, e proseguito poi dal medico Jean Valnet il quale pubblicò nel suo volume Aromathérapie l’uso vincente degli oli in disturbi fisici-psichici.
L’aromaterapia, branca della fitoterapia, è un metodo di cura olistico della salute psico-fisica-spirituale che si avvale dell’uso degli oli essenziali in diverse tecniche di cui le più comuni sono: per contatto o tramite osmosi nel bagno, inalazione, ingestione.
Per contatto, gli oli essenziali vengono veicolati in oli vegetali naturali detti vettori (di mandorle dolci, jojoba, ecc.) mai direttamente sull’epidermide, in quanto potrebbero determinare reazioni allergiche.
Un’altra tecnica che permette di beneficiare delle virtù degli oli essenziali è la cromoterapia con il bagno di colore.
Ad esempio, immergersi nel colore giallo, determinato dai sali da bagno, insieme a qualche goccia di olio essenziale di rosmarino (la cui frequenza cromatica corrisponde al giallo) permette di ritornare ad essere lucidi, svegli.
Il metodo di assunzione degli oli essenziali, ritenuto meno efficace, è per via orale, poiché attraverso il sistema digestivo, l’olio, potrebbe interagire chimicamente o essere deficitato del suo potenziale terapeutico a causa della presenza del chimo, dei succhi gastrici, biliari e dei batteri.
La velocità di assorbimento delle molecole di un olio dipende dallo stato epidermico, dal suo spessore ed anche dallo strato lipidico sottocutaneo e la concentrazione particolarmente forte degli oli essenziali in principi attivi è sconsigliata alle donne incinte, ai bambini di età inferiore ai tre anni, agli asmatici e alle persone allergiche.
Inoltre, oli essenziali contenenti fenolo devono essere usati diluiti in quanto dermocaustici.
A differenza dei farmaci di sintesi, gli oli essenziali vengono facilmente eliminati dall’organismo tramite l’escrezione e la sudorazione senza intasare di tossine l’organismo. In un individuo sano e di normale costituzione occorrono dalle 3 alle 6 ore per l’eliminazione di un olio, invece, in un individuo obeso e malato fino a 14 ore.
Differenti sono le modalità di escrezione: l’olio essenziale di sandalo viene rivelato nell’urina, mentre quello di geranio viene rilasciato nella sudorazione.

Nell’uso degli oli essenziali occorre prestare attenzione alle seguenti diciture:

  • naturali (non denaturati con componenti sintetici o con essenze minerali);
  • puri (al 100%,cioè non mischiati con altri oli essenziali o alcool);
  • integri (non decolorati, non perossidati, non purificati con integrità quindi dei terpeni, e non rettificati).

La pianta, da cui si estrae l’olio, deve riportare oltre al numero di lotto e scadenza:

  • la specie botanica certificata (nome in latino della pianta-specie);
  • il chemiotipo (definito da cromatografia capillare in fase gassosa);
  • la coltura biologica (senza pesticidi) o selvatica
  • le tecniche di estrazione. L’estrazione per solventi, sconsigliata ad un uso orale dell’olio, utilizza sostanze solventi molto volatili in grado di rendere solubili le molecole delle essenze che così si aggregano ad esse e successivamente, sottoposte ad evaporazione, rilasciano l’olio essenziale.

L’enfleurage è un’altra tecnica molto usata in passato dalle popolazioni dell’Egitto e del Medio Oriente a cui ricorrevano per la preparazione di unguenti e pomate.
Riscoperta, oggi, la tecnica delll’enfleurage permette di estrarre gli oli tramite sostanze lipidiche. Nel passato si utilizzava il grasso animale, il quale, era steso su apposite lastre e su di esso venivano posti a macerare i petali dei fiori o altre parti della pianta permettendo così al grasso di recuperare e conservare gli oli essenziali.
La spremitura, è un’altra tecnica utilizzata in particolare per l’estrazione di oli agrumari attraverso l’ausilio di torchi.
Tra i molteplici metodi d’estrazione, la distillazione in corrente di vapore è di gran lunga il più usato in quanto, oli essenziali, con un alto indice di volatilità, sono facilmente trasportabili dalle molecole di vapore acqueo il quale, passando attraverso la pianta, estrae gli oli essenziali.
Con la distillazione in corrente di vapore si utilizzano degli alambicchi, dove il fitocomplesso è posto in un cestello e quest’ultimo viene infilato nella “cucurbita”, un contenitore, riempito con acqua che verrà fatta bollire per ottenere la distillazione.
Il cestello con il fitocomplesso non dovrà venire a contatto con l’acqua in ebollizione che altrimenti degraderebbe l’olio essenziale, sarà il vapore acqueo poi, attraversando la pianta, a estrarre e depositare in un contenitore refrigerante l’olio essenziale estratto.
L’Aromacologia studia, invece, gli effetti psicosensoriali degli oli essenziali sull’organismo: gli oli essenziali, diluiti in oli vettori, vengono applicati sui polsi o nei punti di maggiore irrorazione sanguigna per il raggiungimento di un benessere fisico, mentale, sensoriale e spirituale.
Oppure, possono essere inalati direttamente dal flacone, posti in poche gocce sul cuscino od ancora diffusi nell’ambiente negli appositi diffusori di essenze, umidificatori o fazzoletti di carta per correggere disequilibri energetici.
Un esempio concreto dell’uso di aromacologia, ce lo offre la compagnia giapponese edile, Shimizu, la quale inserisce dei diffusori di aromi negli impianti di aria condizionata di uffici ed ospedali, in grado di migliorare le condizioni psico-fisiche ed igieniche di coloro che in essi lavorano o che sono ospedalizzati.

Bibliografia
Dottor Jean-Pierre Willem (2006): Aroma anti-stress. Il punto d’incontro.
Stephanie Norris (2008): I segreti della Cromoterapia. Logos
Erboristeria Magentina (Rev.01-10/08): Gli oli essenziali.
Stefania Del Principe, Luigi Mondo (2009): Oli Essenziali. Gli aromi della salute. Giunti Demetra.
Valerie Ann Worwood (2002): Guida completa all’aromaterapia. Guarire con le essenze e i profumi. Macro Edizioni
Francesco Burrai (2003): La Musicoterapia. Corso di Laurea in Infermieristica, Università di Bologna.

Margherita Anchino
Operatore Turistico, ricercatrice in Naturopatia
info@assisiguidaturistica.com
www.assisiguidaturistica.com

 

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