I pistacchi e la vitamina anti-tumore

pistacchi

I pistacchi contengono gamma-tocoferolo, una forma di vitamina E con effetti anticancerogeni. Uno studio dell’Anderson Cancer Center di Houston su due gruppi di 18 persone ha rilevato, nel gruppo che ha assunto 70 grammi di pistacchi al giorno per un mese, un aumento rilevante di gamma-cotoferolo.
La vitamina E è una vitamina liposolubile (solubile cioè nei grassi) che si trova negli oli vegetali spremuti a freddo, in tutti i semi interi crudi, nelle noci e nella soia e in piccole quantità nella carne, nelle uova, nel pollame, nel pesce. Originariamente fu ottenuta per la prima volta dall’olio di germe di grano. è un potente antiossidante, fondamentale nella lotta ai radicali liberi.
Protegge la vitamina A dalla scomposizione, la vitamina C e quelle del gruppo B dall’ossidazione e migliora la trasportabilità dell’ossigeno da parte dei globuli rossi. È coinvolta anche nei processi energetici, aumentando la resistenza del soggetto. 
È  un leggero vasodilatatore, svolge attività antitrombotica e rinforza le pareti dei capillari.
Protegge gli ormoni dall’ossidazione e consente un corretto utilizzo da parte dell’organismo dell’acido linoleico; consente una riduzione del fabbisogno di vitamina A. Stimola la diuresi, migliorando la situazione di soggetti cardiopatici e/o ipertesi.
Migliora infine la messa a fuoco della vista nelle persone di mezza età.
La vitamina E si rivela dunque indispensabile nella difesa della salute e in particolar modo nella prevenzione dell’invecchiamento.
La vitamina E viene assorbita in presenza di sali biliari e grassi, assimilata nell’intestino e immagazzinata nel fegato; è anche depositata in altri organi (tessuti grassi, nel cuore, nei muscoli, nei testicoli, nell’utero, nel sangue e nelle ghiandole surrenali e pituitaria).
In genere con la dieta se ne assumono 20 UI. È stato dimostrato che le forme naturali di vitamina E sono più efficaci di quelle sintetiche, soprattutto come antiossidante.
Se assunti insieme Ferro inorganico e vitamina E, si riduce l’assorbimento di entrambi; è consigliabile l’assunzione del ferro (a stomaco vuoto) 8-12 ore dopo la vitamina E o assumere forme di ferro compatibili come il fumarato ferroso.
Molte sostanze possono ridurne l’assorbimento (cloro dell’acqua potabile, pillola contraccettiva, composti inorganici del ferro ecc.).
La vitamina E viene distrutta dal calore della cottura, dai raggi ultravioletti e dall’ambiente alcalino (come il bicarbonato di sodio). Gli alimenti con  vitamina C possono favorirne l’assorbimento. 

Dott.ssa Valeria Romano
Riflessologa, Esperta in diritto e politiche europee

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