Il trio dei rimedi omeopatici per il delirio – parte seconda


Foto di Anneli Salo tratta da wikipedia

Hyoscyamus niger

La Storia
Il giusquiamo era una delle erbe predilette da streghe ed avvelenatori per le sue proprietà stupefacenti ed allucinogene.
Le streghe, nel Medioevo, lo includevano nella preparazione di pozioni ed unguenti, che seconda la leggenda, utilizzavano per prepararsi al “sabba”, più probabilmente un “viaggio” mentale simile a quello che si può compiere sotto l’effetto di altre sostanze psicotrope meno pericolose.
La pianta è altamente velenosa poiché i principi attivi sono alcaloidi del tipo tropanolo: alcuni dei quali, iosciamina, atropina e scopolamina. Quest’ultima assunta in forti dosi è allucinogena e causa anche la perdita di controllo della mente, infatti è stata utilizzata come siero della verità.
Un sortilegio suggeriva di macerare in una pignatta di coccio giusquiamo, lauro e giglio insieme con latte di pecora e di mettere il tutto all’interno di una pelle di agnello: in tal modo tutte le pecore dei dintorni avrebbero perso il latte.
Dal giusquiamo si ricavavano anche filtri d’amore poiché grazie alle sue proprietà allucinogene era in grado di propiziare la disponibilità dell’amante.
Lo stesso effetto si otteneva portando in tasca almeno tre foglie di giusquiamo che possedevano, sembra, la capacità di procurare la simpatia degli avversari e di cancellare la sfiducia o le riserve dei diffidenti.
Lo Hyoscyamus niger fu però anche utilizzato come medicina fin dall’antichità.
Ciò è testimoniato dagli scrittori greci e latini da Dioscoride a Plinio; quest’ultimo lo denomina “erba apollinare” attribuendone la scoperta ad Ercole,  eroe solare collegato al culto di Apollo.
Nel IX secolo la Spongia somnifera costituiva la prima forma di anestetico utilizzato negli interventi chirurgici e tra i suoi componenti oltre all’oppio, il succo di mandragora e d’erba di Matala (Creta) si ritrova il giusquiamo.
Questa spugna la si lasciava asciugare, la si immergeva in acqua e la si faceva poi annusare al paziente.
Per risvegliarlo era invece utilizzata una spugna imbevuta di aceto caldo.
Nel Medioevo fu apprezzato per le sue proprietà analgesiche e nel 1762 fu riscoperto da Storck, uno dei maestri della scuola di medicina di Vienna.
Nei manicomi era sfruttato un suo alcaloide, la L-iosciamina, per calmare la sovreccitazione dei malati mentali che sprofondavano nel sonno all’istante.
Era denominato anche “erba del mal di denti” in quanto poche gocce del suo decotto fatte cadere nell’apertura delle carie profonde attenuavano il dolore.
Altri nomi volgari conosciuti sono: fava porcina, cassilaggine, erba da piaghe.
In Sicilia si usava frizionare l’olio di giusquiamo sul capo per combattere i pidocchi, che cadeva stecchiti.
I birrai mescolavano una quantità minima del suo estratto alla birra per incrementarne l’effetto inebriante.
In farmacologia  la scopolamina trova impiego per l’effetto rilassante sulla muscolatura, antinevralgico ed antiasmatico (con l’atropina). La iosciamina ha invece proprietà antinfiammatorie.

Botanica ed azione farmacologica
Hyoscyamus Niger L.
, è una pianta erbacea, annuale o biennale, villosa, vischiosa, fetida, con radice fusiforme ramificata.
Il fusto eretto è alto 30-80 cm. Le foglie sono molli, vellutate, ovali-bislunghe, grossolanamente dentate.
I fiori sessili formano un racemo foglioso all’estremità dei rami.
Il calice è campanulato con 5 denti acuti. La corolla imbutiforme, divisa in 5 lobi arrotondati, è di colore giallo pallido reticolata da vene bruno-violacee.
Gli stami, incurvati, sono 5. Il frutto è una capsula a pisside chiusa nel calice accresciuto.
La tintura madre viene preparata a partire dalla pianta intera fiorita.
Il giusquiamo presenta un’azione :
– elettiva sul sistema cerebrospinale
– di grado minore sul sistema circolatorio
– sulle mucose

Principali indicazioni cliniche
Hyoscyamus niger
è il rimedio di deliri conseguenti, in genere, ad un episodio febbrile acuto ed intenso.
Il suo delirio è simile a quello di Belladonna, ma in Hyoscyamus niger si presentano fasi, brevi ed iniziali, di forte agitazione alternate a periodi sempre più lunghi di delirio tranquillo, segnato da borbottii e inebetimento, fino al raggiungimento di un inebetimento totale dovuto anche alla mancanza di forze.
Il volto di Hyoscyamus niger è pallido ed infossato, mentre quello di Belladonna è rosso, caldo e congestionato.
L’energia di Hyoscyamus  niger è pressoché assente, la persona è debole fino a raggiungere, progressivamente una profonda prostrazione psico-fisica. Belladonna è pieno di energie.
Tipico di Hyoscyamus è il vedere solo oggetti inesistenti che cerca di afferrare. Il manipolare continuamente le coperte, è spesso un delirio osceno ove l’individuo vuole mettersi nudo ed è esibizionista.
Hyoscyamus niger è un grande rimedio anche nelle manie croniche. Se il delirio acuto si trasforma in una forma stabilizzata, chiamata mania, questo rimedio è un ottimo riferimento da tener presente.
Quando la persona è molto sospettosa, non vuole assumere un farmaco perché teme di essere avvelenato oppure pensa che si stia cospirando nei suoi confronti.
Quando è geloso degli altri o la gelosia è la causa principale che ha portato a quella condizione.
Dove la mania si presenti sotto forma di lascivia:  la persona vuole girare nuda e mostrarsi.
L’individuo alterna momenti in cui è mite e tranquillo ad attimi di violenza nei quali cerca di graffiare, picchiare… Similmente al delirio tipico di questo rimedio.
Le manifestazioni nervose interessano l’intero organismo, come H. N.Guernsey dice: «Ogni muscolo del corpo, dagli occhi fino alle dita dei piedi, ha contrazioni».
Indicato quindi il suo uso anche nelle convulsioni epilettiche e non. Come anche crampi e tremori ai polpacci ed alle dita dei piedi, nel singhiozzo.
Hyoscyamus niger è un buon rimedio della tosse secca spasmodica che si aggrava da sdraiati e che migliora mettendosi seduti.
Nell’età senile Hyoscyamus niger viene sia utilizzato per questo tipo di tosche per le fissazioni conseguenti agli acciacchi dell’età.
Si ha peggioramento con le emozioni (paura e gelosia), al tatto, stando coricati (tosse), durante le mestruazioni, durante la notte.
Migliora sedendosi (tosse), al caldo, di giorno, camminando.
Due indicazioni interessanti, soprattutto per le alte diluizioni, riportate, e così considerate, dal dottor Tétau, per l’uso di Hyoscyamus niger sono per:

  • il bambino geloso ed inquieto
  • l’adulto o l’anziano, affaticato e nervoso dopo il lavoro, o per veglie prolungate o preoccupazioni continue.

Psicologia
Hyoscyamus niger
è un raro tipo costituzionale ed è rimedio, insieme a Stramonium, Belladonna e Veratrum album, per gli stati maniacali o schizofrenici.
L’impressione più comune che dà Hyoscyamus niger, sostiene il dottor Bailey, è quella di esser molto simile a Lachesis, solo un po’ più bizzarro.
In comune con questo rimedio Hyoscyamus niger ha quattro aspetti mentali quali: frettolosità e loquacità, paranoia, gelosia e ossessione sessuale.
L’individuo Hyosciaus niger, quando non è schizofrenico, ma si trova in condizioni di stress può cadere nella follia come se camminasse costantemente sull’orlo del baratro.
Si lamentano spesso dei loro processi mentali e del loro sistema nervoso; quanto più sani sono tanto più temono di poter impazzire.
Presentano l’ossessione, sia nell’individuo psicotico che in quello pre-psicotico, di parlare in modo totalmente disinvolto, spesso vantandosene, della loro vita sessuale.
È stimolato a parlar di sesso e continuamente vorrà trattare l’argomento. È un esibizionista.
È anche uno dei tipi costituzionali più paranoici e sospettosi: teme d’esser avvelenato, maltrattato, tende a minimizzare i suoi più bizzarri pensieri mentali  nel tentativo di non esser considerato pazzo.
Negli stati più avanzati di patologia, può immaginare che un gas venefico gli sia immesso direttamente in casa o d’esser spiato dalla CIA.
Tali paure, di tipo paranoico, sono accompagnate da una fortissima ansia che cede poi il passo al panico vero e proprio.
Alcuni soggetti Hyoscyamus niger parlano in modo rapido ed incessante, cambiano frequentemente discorso, avendo una mente continuamente bombardata da un fiume ininterrotto di pensieri.
Il parlare velocemente lo aiuta ad alleviare la pressione che percepisce in testa.
Il dottor Bailey riporta che si può dover arrivare a fingere di lasciar la stanza, per incoraggiare e far comprendere a Hyoscyamus niger che deve uscire: lo farà, continuando però a chiacchierare a ritmo elevato.
La gelosia è una combinazione di attaccamento, o desiderio, e di paura della perdita: i tipi ansiosi e altamente sensuali, quali Lachesis e Hyoscyamus niger, sono i più inclini alla gelosia grave o patologica.
In quest’ultimo la gelosia può raggiungere livelli così alti da dominare tutta la vita della persona e quella del suo partner. Caratteristiche predominanti della gelosia di Hyoscyamus niger è quella di essere accompagnata da uno stato di rabbia e di non essere solo rivolta al partner, ma anche, ad esempio, verso amici.
Alcuni soggetti Hyoscyamus niger hanno atteggiamenti intensamente religiosi, come Veratrum album ed Anacardium orientale, e tali credi religiosi diventano un veicolo per le loro false percezioni ed anche allucinazioni.
Forma molto comune di religiosità, in tali casi, è l’attrazione per i principi della “New Age” come la lettura dell’aura, i cristalli, ecc…
In Hyoscyamus niger prevale l’elemento Fuoco seguito da Acqua, Aria e Terra.
La prevalenza della combinazione Fuoco ed Acqua  è responsabile del suo intelletto, anche se , essendo questa combinazione instabile, ha come conseguenza malumori e potenti emozioni incostanti, caratteristiche che si riscontrano anche in Lachesis ed Ignatia.
Solo i primi due elementi sono ben sviluppati, mentre gli ultimi due sono carenti e questo comporta  una marcata instabilità nelle caratteristiche proprie del rimedio quali: il caratteraccio, la religiosità, l’ossessione sessuale e la gelosia.

Dott.ssa EmanuelaCarini
Laureata in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche, Farmacista con specializzazione in Omeopatia, Fitoterapia, Gemmoterapia e Floriterapia
hcred3@libero.it

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