Le castagne contro l’anemia e la tosse

Cibo ma anche farmaco.
Le castagne, così come altri frutti, sono state a lungo utilizzate nella medicina popolare per il trattamento di vari disturbi; anemia, tosse, avitaminosi, bronchiti, infiammazioni del cavo orale, smottamenti intestinali e quant’altro.
“Per quanto riguarda le doti bechiche (anti tosse ) della decozione di corteccia, ma soprattutto di foglie di castagno”, spiega Gennaro Crispo, medico responsabile dell’ambulatorio di agopuntura e fitoterapia dello sport della Asl Napoli 2, “abbiamo scarsa letteratura in merito”.
Alcuni autori classici della fitoterapia le attribuiscono un’azione sedativa a livello centrale, specifica sul centro della tosse, e un’azione batteriostatica.
Altri ne riportano l’utilizzo come coadiuvante nelle bronchiti (infuso al 5%, estratti fluidi). In medicina popolare se ne descrive l’uso esterno delle foglie in cataplasmi, miscelate con aceto e farina d’orzo.
Una curiosità cosmetica è data dalla proprietà dell’infuso delle foglie di ravvivare il colore dei capelli. Un’ulteriore annotazione riguarda la decozione di corteccia, che per la ricchezza di tannini ha proprietà astringenti ed è quindi usata dalla medicina popolare come antidiarroico.
La gemma di castagno o Castanea Vesca è un potente drenante linfatico, utile quindi negli stati di “ritenzione dei liquidi” soprattutto negli arti inferiori, coadiuvante nelle insufficienze venose, cellulite, gambe pesanti nei periodi premestruali o nelle donne che assumono anticoncezionali orali.

da www.repubblica.it – 7 novembre 2008

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