Il suono del gong

Il suono del gong è originario del Sudest asiatico e risale a più di mille anni fa.
Nel corso dei secoli questo strumento ha assunto un ruolo di primo piano nelle musiche rituali della Cina  e nelle cerimonie buddhiste del Tibet, del Giappone e dell’Indonesia.
In alcune culture, poi, il Suono del Gong è utilizzato per annunciare eventi di particolare importanza, pubblici o privati, come un funerale o una guerra. In altre ancora si ritiene abbia poteri soprannaturali, quali guarire gli ammalati, allontanare le tempeste e attrarre i venti favorevoli.
Classificato come “idiofono a percussioni” (insieme con triangoli, campane, xilofoni, vibrafoni, eccetera) il Gong produce un suono lungo e indeterminato, assai ricco di armonici: una vibrazione che ha anche un potenziale psicoattivo.
Fin dall’antichità il suono ha avuto anche un utilizzo “terapeutico” : si credeva che stimolasse le emozioni, trasmettesse messaggi legati a diversi stati fisici, permettesse di viaggiare al di fuori del corpo per entrare in sintonia con i pianeti, ognuno con una frequenza sonora specifica.
Nei miti della creazione il suono (il verbo) è la fonte di tutte le cose visibili e invisibili e numerose tradizioni religiose lo indicano come strumento per mettere in contatto lo spirito con le sfere celesti, poiché l’uomo è una parte del “tutto” e aspira ad allineare la propria consapevolezza alla coscienza universale.
Questo principio è presente, per esempio, nello sciamanismo dove avviene un sincretismo “mediatore”  che utilizza le vibrazioni sonore per ristabilire l’armonia fra gli individui, la comunità, la natura che li circonda e il soprannaturale.
La conoscenza delle vibrazioni sonore era già diffusa del V sec. a.C., infatti scavi archeologici condotti in Cina hanno portato alla luce degli oggetti di metallo e delle campane dal suono puro risalenti al IV sec a.C. 
Ma esistono anche tracce di piccole ciotole di metallo a forma di calotta cranica la cui fabbricazione risalirebbe a circa 1100 anni prima della nascita di Cristo.
Se si colpisce prima la parte frontale di queste ciotole e poi il punto corrispondente all’osso temporale si ottengono due toni diversi che differiscono di una terza.
I mistici di tutti i tempi hanno attribuito un posto preponderante alla musica.
Il sufismo, per esempio, considera il suono una fonte d’ispirazione per la meditazione e una via diretta per raggiungere il Divino.
Le vibrazioni del gong più che udibili sono fisicamente percepibili con tutto il corpo: tessuti, fluidi e onde cerebrali entrano in risonanza con l’energia sonora prodotta dallo strumento.
Il nostro corpo viene investito da una Pioggia Sonora il cui  impatto può sorprenderci: come se un’aereo passasse sopra di noi…..

Morena Consoli
Naturopata, esperta di Yoga, responsabile dell’Associazione Yoga Surya
email: yogasurya@libero.it

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