Il drenaggio energetico nel Do-In giapponese

Il Do-In è una pratica ginnica antica risalente alle epoche degli Autunni e delle Primavere (770-476 a. C.) della medicina cinese tradizionale.

Questa attività veniva associata ad esercizi respiratori, comportamenti sessuali moderati ed assunzione di erbe medicinali come il sesamo, il rabarbaro e la corteccia di pesco. Il Do-In comprende anche manovre di automassaggio, sfioramento, frizione, percussione o battimento, eseguite a livello dei segmenti corporei o lungo i meridiani di agopuntura insieme con la digitopressione su alcuni agopunti.

I rimedi omeopatici che migliorano con la digitopressione si ritrovano soprattutto nelle costituzioni fosforica e carbonica e relative diatesi tubercolismo e sicosi.

Per l’automassaggio del piede si eseguono dei ripetuti battimenti dei piedi sul suolo, a partire dal tallone, poi tutta la pianta e in ultimo l’avampiede. Si segue il massaggio dei punti interdigitali, tra le articolazioni metatarso-falangee (qui sono localizzati i punti curiosi definiti “otto venti”) affinchè la loro stimolazione provochi la detossinazione dell’organismo come se fossero dei filtri ed inoltre stimolano la circolazione di energia.

Per l’automassaggio delle mani, i movimenti nella prima fase di Do-In consistono nella mobilizzazione preliminare di polsi e mani; il trattamento si completa con la frizione palmare, sfregando le mani l’una contro l’altra fino a percepire una sensazione di calore, poi si scuotono per allontanare energia negativa.

Successivamente si eseguono alcuni battimenti e percussioni dei polpastrelli di una mano contro i polpastrelli dell’altra mano per stimolare i punti di rigenerazione dell’energia vitale o punti Ting.

Si prosegue la stimolazione dei punti interdigitali tenendo le mani giunte e le dita intrecciate e si scivolano i palmi l’uno contro l’altro: in questo modo i polpastrelli si trovano negli spazi interdigitali e vengono massaggiati; negli spazi interdigitali delle mani ci sono infatti otto punti curiosi definiti gli “otto diavoli” (Bat Ta); anche la stimolazione di questi punti interdigitali favorisce la detossificazione dell’organismo come dei veri filtri stimolando la circolazione energetica.

ManiPer detossificare l’organismo ci sono numerose medicine naturali a disposizione che si assumono insieme a questi trattamenti, omeopatici, fitoterapici e gemmoterapici. Infine si esegue il massaggio del I spazio interdigitale, tra pollice e indice, che corrisponde a uno degli agopunti più importanti, il 4 GI. Il punto 4 GI appartiene al meridiano Grande Intestino e GI è l’acronimo francese di Gros Intestin; viene chiamato con la metafora Fondo della vallata o Punto sorgente; la sua stimolazione viene eseguita per la cura di cefalea, sinusite, paralisi facciale, febbre, algie e affezioni dermatologiche. E’ un punto sintomatico specifico delle affezioni nasali e dentali; si può praticare, in questo punto, la digitopressione durante la massoterapia, come per gli altri agopunti.

Con l’automassaggio dell’addome si favorisce invece l’eliminazione dei prodotti del metabolismo tramite l’intestino: esso viene effettuato con entrambe le mani, poste una sopra l’altra. Si eseguono 10 passaggi, iniziando subito al di sopra dell’inguine a destra; si sale fino al bordo inferiore delle coste, quindi si procede in linea orizzontale fino alle coste inferiori dell’altro lato e si scende verso l’inguine a sinistra descrivendo così la cornice del colon secondo il movimento peristaltico intestinale.

Ognuno dei dieci passaggi deve essere sempre più profondo, passando dal primo al decimo. Il trattamento si completa con stimolazioni energetiche tramite percussioni alternate delle mani a coppa, circa tre cm sotto l’ombelico, dove è localizzato l’agopunto 6 VC detto Mare dell’energia. L’agopunto 6 VC si trova lungo il decorso del meridiano secondario detto anche meridiano curioso Jenn Mo e si stimola pure in caso di astenia generale.

Per ottenere un drenaggio completo si eseguono inoltre degli esercizi respiratori.

Riportiamo due esempi classici:

  1. si inspira dal naso sollevando le spalle, e si espira abbassandole bruscamente, ripetendo tre volte l’esercizio.
  2. si procede come nel gesto del lancio del peso inspirando dal naso poi si ruotano il tronco e il capo a destra, flettendo il braccio destro con la mano a pugno come per prepararsi al lancio; di seguito si esegue un’espirazione violenta e proiettando l’arto superiore si apre la mano bruscamente come per effettuare il lancio. Si ripete per tre volte.

Fabio Renzi


Bibliografia:

Storia della medicina cinese, dalle origini ai nostri giorni, Dominique Hoizey, Marie-Joseph Hoizey, Raffaello Cortina Editore

Sitografia:

www.scienzenoetiche.it

Fabio Renzi

Farmacista, Naturopata, autore saggista Iscritto a Società Medica Bioterapica SMB Italia - email: fabiorenzi.im@gmail.com - sito internet: www.fabiorenzi.altervista.com - iscritto a Associazione Enigmistica La Sibilla, www.lasibilla.altervista.org

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