La salute del nostro fegato

Il fegato è l’organo interno più grande del corpo e può pesare fino a 3Kg.
La sua più grande capacità è quella rigenerativa: può infatti sostituire le cellule danneggiate in caso di lesioni.
Metabolizzare e disintossicare, queste sono le sue principali funzioni.
Ma oltre ad eliminare le scorie prodotte e a neutralizzare le sostanze tossiche come additivi, farmaci e tossine derivanti dall’alimentazione, presiede il metabolismo, partecipa alla digestione dei grassi grazie alla produzione della bile, interviene nel metabolismo del glucosio, delle proteine e di numerosi ormoni. Produce inoltre diverse proteine necessarie alla coagulazione del sangue e favorisce l’attività e l’assorbimento di numerose vitamine (A, B, D, E, K).
Una delle cause più incisive nell’insorgere delle malattie è la questione alimentazione.
Se troppo ricca, può dar luogo a steatosi epatica non alcolica detta anche fegato grasso.
In genere è la conseguenza di abitudini dietetiche sbagliate, alimenti grassi, proteine animali, fritti, alcool, sono tutti cibi che la possono provocare.
Si caratterizza per l’accumulo di grassi nelle cellule epatiche e a lungo termine può portare a cirrosi  e tumore al fegato.
Ma quali sono le regole alimentari da seguire per preservare lo stato funzionale del fegato?
Consumare pasti piccoli, non abbondando nelle quantità, meglio un pasto parsimonioso ma ben preparato e genuino.
Con i grassi è bene essere prudenti!
Servirsi sempre di olii  spremuti a freddo senza aggiunta di coloranti o conservanti chimici e ricchi di lipoacidi altamente insaturi.
Spesso fonte di guai per l’intero organismo, anche lo zucchero merita un discorso: meglio evitare quello raffinato che, come succede spesso, combinato nei dolciumi con burro, uova e farina bianca è dannosissimo.
Rivalutare dunque l’uso del miele, dolcificante pregiato e ricco di sostanze preziose come rame, manganese, ferro e varie vitamine.
È buona abitudine assumere la frutta lontano dai pasti principali, importante anche la combinazione di cibi crudi e cotti; se si consumano come primo piatto le crudità, di solito si può far seguire una pietanza cotta senza incorrere in particolari problemi.
In ogni caso, prediligere le cotture al vapore o alla griglia evitando i fritti in olio o burro.

Gli ortaggi
Gli ortaggi sono l’alimento principale per i sofferenti di fegato. 
È provato che le crudità offrono un apporto curativo più elevato di quelle sottoposte a cottura.
Via libera quindi a verdure e insalate crude, specie quelle amarognole come la cicoria, la catalogna, il dente di leone gli spinaci teneri, il tutto condito con olio e succo di limone.
Le carote e le barbabietole sono un toccasana, bene anche il finocchio, il radicchio e il sedano.
Da evitare fagiolini, piselli e lenticchie meno digeribili per il fegato disturbato.
Bene il cavolo, magari crudo condito con olio e limone, pochi sanno che è ricco di vitamina C e notevole apportatore di calcio.
Per ciò che riguarda le piante selvatiche ricche di proprietà medicinali abbiamo l’aglio orsino, ottimo per regolare la pressione; l’ortica, ricca in calcio e vitamina D, consumata in insalata o aggiunta alla minestra già pronta.
Ottimo il carciofo, sia cotto che crudo, l’epatico dovrebbe consumarlo almeno 2/3 volte la settimana per sfruttarne a pieno le proprietà curative.

La frutta
È molto diffusa la credenza che la frutta sia salutare in ogni occasione.
Per un soggetto sofferente di fegato purtroppo non è così, per questo è opportuno fare una distinzione fra la frutta e le bacche consigliabili e quelle da tralasciare. Gli agrumi sono assai graditi, specie le arance.
Il pompelmo grazie alle sue componenti amare è ben tollerato.
La mela spesso non è indicata, comunque è bene masticarla a lungo per neutralizzare la sua acidità.
Con la pera occorre essere prudenti, può causare disturbi in un fegato già sofferente.
L’uva può essere consumata con moderazione, magari evitando la buccia e i semi.
La papaya e il mango sono dei frutti curativi per il fegato mentre l’ananas causa la sua eccessiva acidità è da evitare.
La banana non è sempre da scartare, sia prudente solo il soggetto che ha difficoltà con la digestione degli amidacei.
Le bacche in genere, fragole, lamponi, mirtilli, more e ribes sono degne di nota in quanto hanno un vero e proprio potere curativo.

I carboidrati
Se per un soggetto sano è importante consumare cereali integrali ancora di più lo è per un soggetto sofferente di fegato.
I prodotti di farina bianca sono sconsigliabili così come il pane, i panini bianchi, i dolciumi, i biscotti…
Il riso integrale è un vero amico del fegato poiché nella pula contiene numerose sostanze curative.
Non deve meravigliare il fatto che le malattie epatiche sono pressoché sconosciute nelle popolazioni che han mantenuto il consumo di riso integrale.
Bene anche se poco diffusa la segale, il frumento e l’avena.
L’orzo, se consumato regolarmente combatte l’infiammazione interna che accompagna spesso le disfunzioni epatiche.
Merita un discorso a parte il miglio che, seppure ormai dimenticato, essendo ricco di  silicio è molto nutriente; si adatta bene sia alle preparazioni dolci che salate: gratinato al forno, con l’aggiunta di ortaggi al vapore o un’insalata costituisce una pietanza sana e gustosa.

I latticini
Va bene lo Yoghurt, mentre per i formaggi, sono da evitare quelli piccanti, troppo stagionati, che possono provocare disturbi.
Meglio optare per i formaggi freschi, molli tipo ricotta che tra l’altro è ricca di albumina, importantissima per mantenere lo stato di salute del fegato.                                                                                                  

Le uova
Meglio evitare le uova cotte, spesso mal tollerate.
Bene consumarle crude, magari aggiunte alla minestra o al massimo alla coque.

La carne
Per l’epatico è meno indicata dei latticini.
Chi non può proprio farne a meno, ripieghi sulla carne bianca magra e sulla vitella. 
È da escludere tutta la carne grassa come il maiale, le carni in scatola, la selvaggina.

Il pesce
Via libera al consumo di pesce, va bene quello magro (nasello, merluzzo, orata, sogliola) cotto al vapore e condito con olio spremuto a freddo e succo di limone.
Al massimo, si può optare per un condimento preparato frullando ricotta, olio e succo di limone.
Per finire, malgrado una nuova impostazione delle abitudini alimentari inizialmente può risultare impegnativa, bisogna considerare che i risultati ottenuti sul piano della salute ci ripagheranno nella giusta misura.
Se il fegato, uno dei nostri organi più importanti funziona in modo perfetto, non si riscontreranno cancro, gotta e altre malattie del ricambio. 
È necessario dunque rivolgergli l’attenzione primaria che gli spetta.

Stefania Luccarini
Esperta in alimentazione, intolleranze alimentari ed erboristeria
vaniglia_ama@yahoo.it

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