Energie psichiche: la medicina della mente

Veramente paradossale l’atteggiamento della scienza e della medicina ufficiale nei confronti della mente e delle risorse psichiche in generale- particolarmente venerate se si tratta di valorizzarne i costrutti concettuali, le applicazioni tecnologiche, le dissertazioni filosofiche.
Questa venerazione lascia il posto ad una grande indifferenza o peggio ancora ad uno scetticismo ideologico se si tratta di scandagliarne le possibilità di rivolgere le sue potenzialità al suo interno, ovvero al corpo umano di cui è considerata l’elemento principale ( la morte fisica è, per i clinici, la morte del cervello).
Come un serpente uroborico la mente è l’unico mezzo di cui disponiamo per studiarla, come già la neonata psicologia di fine ottocento affermava.
Ma lo studio della psicologia, utilissimo quando è rivolto all’analisi ed alla terapia dei processi mentali classificati come “patologici”, almeno secondo gli standard e gli stili di vita che la società ritiene tali, si arresta se l’ oggetto e lo scopo dichiarati sono le potenzialità della mente al servizio dell’equilibrio psichico e della salute fisica, in tutte le sue manifestazioni organiche e relazionali.
In sostanza si celebrano i grandi risultati della mente attraverso i suoi “prodotti” nell’arte, nella cultura e nella scienza.
Ma laddove queste energie potrebbero dar luogo ad effetti ugualmente poderosi- almeno in potenza – se rivolti all’interno della persona, cioé finalizzate alla sua salute, al suo equilibrio e perché no, alla sua felicità, il riconoscimento si annulla, la ricerca perde di interessi…
Con una metafora potremmo assimilare questo atteggiamento a quello di un brillante architetto che impieghi il suo talento per costruire l’esterno di un palazzo, per adattarlo perfettamente all’ambiente in cui è collocato, ma che rinunci a dotarlo delle funzionalità necessarie per essere confortevolmente abitato.
Una spiegazione di questo comportamento schizoide può essere trovata analizzando alcune filosofie orientali che, diversamente dagli orientamenti prevalenti in Occidente dove si preferisce rivolgere all’esterno le grandi risorse della mente, privilegiano gli sforzi per educare la mente in modo da poterla rivolgere indifferentemente verso oggetti esterni o interni , secondo la guida di un “centro superiore” che ne esprime la sintesi, la coscienza.
Ma orientare la mente è molto difficile perché questa per sua natura tende a cambiare continuamente l’oggetto della sua attenzione.
Le tecniche zen per educare la mente, ed indirettamente il corpo, sono un esempio lampante del tentativo di superare questa cesura tra “dentro” e “fuori”; dal punto di vista fisico, la meditazione facilita l’emissione di onde alfa da parte del cervello, rendendo inoltre massima la sincronia tra emisfero sinistro ed emisfero destro e favorendo distensione e rilassamento, mentre l’ormone dello stress (cortisolo) diminuisce sensibilmente .
Peraltro è utile ricordare che l’affacciarsi della razionalità nello sviluppo evolutivo dell’uomo è piuttosto tardivo: nell’antichità la mente “analitica” (oggi diremmo il prodotto dell’emisfero sinistro del cervello) era considerata una parte di una più ampia struttura animica dell’essere umano.
È  a queste potenzialità nascoste, da approfondire e studiare ancora con strumentazione scientifica ed adeguate risorse economiche, che vogliamo rivolgere ora la nostra attenzione.
Una terapia elettiva nella quale le risorse mentali giocano un ruolo fondamentale è senza dubbio la pranoterapia.
Va rilevato che questa pratica racchiude molte applicazioni e metodiche più note con altri nomi: dal “pranic healing” alle più generiche terapie energetiche, la cui caratteristica principale è l’imposizione delle mani senza contatto diretto tra paziente e terapeuta (proximoterapie).
Praticata da millenni (Gesù “imponeva le mani” per guarire) , con risultati documentati di indubbia efficacia, la pranoterapia è stata investigata negli ultimi due decenni con il metodo scientifico (sperimentazioni con valutazioni misurabili, in vitro e su volontari in doppio cieco).
I risultati sono interessanti, a volte sorprendenti sul piano clinico, in particolare per patologie di tipo osteoarticolari, metaboliche di lieve entità, nonché per disturbi dovuti a stress ed ansia. Risultati che meriterebbero ben altra enfasi se non fosse per l’ostacolo principale alla loro diffusione: la economicità dei trattamenti e la completa assenza di sostanze chimiche commerciabili.
È da rilevare che la soggettività del rapporto paziente-terapeuta svolge un ruolo essenziale nell’efficacia della pranoterapia e dunque rimane difficile da ascrivere nell’attuale paradigma scientifico, abbracciato” in todo” dalla medicina attuale che vede nell’oggettività dei trattamenti e nella ripetitività dei risultati un riferimento assoluto.
Dal punto di vista fisico, la teoria più accreditata attribuisce queste capacità alle onde elettromagnetiche emesse dalle mani e guidate dal cervello del terapeuta che ne assicura l’efficacia , mantenendone la coerenza e riuscendo in questo modo a far “ risuonare” le onde trasmesse con quelle proprie del paziente (fenomeno della biorisonanza).
Mente vuol dire anche relazioni affettive ed emotive ed in tal senso le guarigioni dovuta alla psicoterapia possono essere ascritte ad un progressivo riassetto delle reti neuronali che favoriscono il riequilibrio ormonale delle ghiandole endocrine ed, in ultima analisi, dei sistemi connessi ( in termini più attuali si parla di “asse pnei”, ovvero psico-neuro-endocrino -immuno-logico).
Ancora tutto da investigare sul piano dei meccanismi fisiologici correlabili è la “terapia del pensiero positivo”, molto in voga nei Paesi anglosassoni negli anni novanta del secolo scorso.
Gli studi realizzati in tal senso sembrano attribuire all’aumento della serotonina, indotto dalla maggiore coerenza delle onde cerebrali emesse durante la concentrazione dei pensieri verso il raggiungimento degli scopi desiderati. Il meccanismo fisiologico alla base del processo sarebbe in questo caso una sorta di inversione delle reazioni chimico-fisiche che hanno generato l’ instaurarsi della malattia, mediante l’innesco di un circolo virtuoso -di senso contrario- che tende al ristabilimento della salute.
Ma la scienza del cervello può fornirci molti altri consigli per vivere meglio, anche in presenza di qualsiasi tipo di malattia e di percorso terapeutico, sia esso farmacologico, chirurgico o riabilitativo: sono noti infatti da tempo gli effetti benefici a livello endocrino ed immunitario causati da rapporti amichevoli ed empatici con il personale medico e con chi , in generale, si prende cura di noi e dei nostri disagi psichici o fisici. Forse, per una medicina più umana, ma anche più economica ed efficace, potremmo partire proprio da qui.

Luciano D’abramo
Laureato in Fisica e studioso delle nuove frontiere della scienza, svolge attività di formazione in campo scientifico e di trasferimento tecnologico presso diverse strutture pubbliche e private
Autore del libro “Fisica & Psiche” ed. Il Minotauro

Luciano D'Abramo

Laureato in Fisica con lode all’ Università “La Sapienza” di Roma nel 1974, ha svolto per molti anni la sua attività professionale nell’ambito della progettazione e realizzazione di grandi Sistemi Informativi, principalmente per Enti pubblici quali la Ragioneria Generale dello Stato ed il Ministero dei Beni Culturali. Particolarmente interessato, sin dall’età giovanile, alla ricerca di una possibile sintesi tra le varie discipline scientifiche, oggi ancora troppo frammentate, ha pubblicato nel 1998 il libro “Fisica e Psiche”, trovando possibili collegamenti ed analogie tra le relazioni interpersonali e le leggi della fisica.Dal 2002 svolge interamente la sua attività professionale alla progettazione ed alla erogazione di corsi presso scuole ed istituti superiori ed universitari su materie scientifiche.Fa parte, sin dalla sua costituzione del corpo docenti e del Comitato Scientifico della Scuola di Naturopatia Borri, per la quale svolge seminari e corsi di Biofisica, con particolare riferimento ad argomenti di ricerca di frontiera sulle leggi e le teorie della Fisica applicate ai sistemi viventi, riconducibili alle tecniche ed alle metodiche della medicina naturale.

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