Quel tuo respirar mi rivela …!

Ogni persona è la rappresentazione unica di un insieme di esperienze  che hanno contribuito, tutte insieme, a costruire quell’unicità! L’osservazione di un individuo è quella verso un’opera d’arte; passa dalla totalità alla particolarità dei tratti e delle tinte. Così l’essere umano rivela se stesso, come un caledoscopio, attraverso ogni sua parte, ogni sfaccettatura  e la capacità di osservazione del naturopata di tutti questi colori è fondamentale per essere pronti ed efficaci  nell’essere d’aiuto quando i segnali non sono ancora la malattia.
La respirazione, nello specifico, va considerata come il risultato di interazioni interne ed esterne, psicologiche, fisiologiche ed energetiche,  in un ottica che valuti, a tutto tondo, i molteplici elementi  interagenti nel risultante atto respiratorio.
È importante quindi che il naturopata abbia una profonda consapevolezza dell’importanza di questa funzione vitale.
Nel nostro organismo non si realizza soltanto una respirazione mirata all’ossigenazione dei tessuti o delle cellule. Le antiche culture orientali insegnano che nella respirazione è nascosto un elemento di capitale importanza: il “Prana”, o “Principio di Energia Universale”, che, in questa dimensione materiale, è reperibile soprattutto nell’aria e nell’acqua.
Nel “Libro della Genesi” si legge che l’uomo, pur essendo già formato in tutta la sua completezza, giace inanimato fino a quando nelle sue narici non viene insufflato il “Neshemet Ruach Chaiym” cioè “Il respiro dello Spirito di Vita”.
In occidente, i grandi luminari della psicanalisi come W. Reich, S.Freud, A. Lowen studiavano le alterazioni della respirazione e  vi riconoscevano scompensi funzionali o rappresentazioni somatiche  di ciò che tutto il nostro essere è in quel dato atto respiratorio: le sue tensioni, i suoi dolori e le sue gioie, le sue resistenze all’ambiente esterno.
Si ha l’affanno quando ci si spaventa, ci si blocca il respiro di fronte ad una grande emozione, facciamo lunghi respiri di fronte ad un bel panorama.
In una respirazione naturale, il torace e l’addome si sollevano e si abbassano, in modo sincronico, durante le fasi inspiratoria ed espiratoria (movimenti della ventilazione polmonare ), grazie alla meccanica respiratoria  provocata dall’azione dei muscoli: muscoli respiratori primari: diaframma e muscoli intercostali; muscoli respiratori accessori: muscolatura addominale.

Si possono identificare diversi tipi di respiro:

  • Eupnea:     respirazione tranquilla. La ventilazione si svolge spontaneamente al ritmo di 12-18 atti al minuto
  • Iperventilazione:   aumento della ventilazione polmonare in eccesso rispetto alla richiesta di ossigeno (fattori psicogeni)
  • Dispnea:  respirazione difficile o faticosa ed è spesso associata a iperventilazione
  • Ortopnea: dispnea che sorge quando si sta distesi, si allevia stando seduti o in piedi (cardiopatie)
  • Apnea:  temporaneo arresto del respiro
  • Respirazione di Biot:   atti respiratori rapidi e brevi che incominciano improvvisamente e sono intercalati da lunghe pause di apnea (aumento della pressione intracranica da trauma).

A determinare tali differenze sono diversi fattori:

  • Frequenza: lenta, rapida
  • Ritmo: regolare, irregolare
  • Profondità: superficiale, profonda
  • Rumori: fischi, rantoli, ronchi
  • Impedimenti: durante l’inspirazione e l’espirazione

 Ma anche:

  • Posizione del corpo
  • Ambiente
  • Inquinamento dell’aria
  • Stile di vita
  • Fumo
  • Farmaci

Tante sono le possibilità e le modalità  attraverso le quali questo ritmo naturale può essere alterato e altrettanti sono gli elementi che bisogna tener presenti: ad esempio, la frequenza respiratoria  in condizioni normali è diversa a seconda della fascia d’età :

  • Neonato :   30-60 atti /minuto
  • 1 – 5 anni :    20-30
  • 6- 10 anni :   18-26
  • 10 anni / adulto :   12-20
  • Anziano > 60 anni :  16-25

È possibile  riconoscere diverse modalità di respirazione :

  • Respirazione “Alta” o  “Clavicolare”:   viene utilizzata solo la regione superiore dei polmoni ( la più piccola), il diaframma è adoperato solo in piccola parte, diffusa soprattutto nell’ambito della popolazione femminile
  • Respirazione  “Media” o “Centrale” : la dilatazione dei polmoni non è ancora del tutto sufficiente ma vi è un uso più appropriato del diaframma
  • Respirazione  “Bassa” :  i polmoni  lavorano in modo più completo,il diaframma  lavora più liberamente, l’addome si espande

La respirazione più naturale è quella che prevede l’utilizzo di tutto il polmone.
Molto spesso invece al giorno d’oggi si utilizza solo una parte dei polmoni, quella alta.
Lasciando inutilizzata la parte più bassa si riduce la ventilazione e gli effetti della respirazione. 
Purtroppo la frenetica vita quotidiana e lo stress inducono ad una respirazione scorretta, appunto quella che utilizza prevalentemente la parte alta dei polmoni. Per accorgersi della differenza basta osservare i bimbi più piccoli e i neonati.  
La respirazione dei neonati è la respirazione costale-diaframmatica( affine alla respirazione “media”).
Questa stessa è anche la respirazione del canto moderno dove la gestione della quantità d’aria e della giusta emissione sono fondamentali: si utilizza consapevolmente l’elasticità della gabbia toracica, i muscoli intercostali e il diaframma.
Anche le arti marziali, lo yoga, gli sport tutti fino a quelli di precisione come il tiro con l’arco sono discipline che dedicano attenzione alla respirazione diaframmatica.
Dall’osservazione dell’utilizzo di queste modalità e dei fattori fisiologici ed ambientali che caratterizzano ogni singolo individuo, si sono potuti riconoscere e risolvere “blocchi” energetici. La medicina non convenzionale riconosce che il corpo umano manda segnali di un suo disagio che, se riconosciuti in tempo, ci consentono di evitare la malattia.
Tali segnali sono fortemente riconoscibili nella respirazione.
Culture antichissime ci hanno dato strumenti fondamentali per interagire con gli organi del nostro corpo modificando e rieducando il nostro respiro.

Desidero citarne  alcune senza approfondirle in questa circostanza poiché richiedono uno studio specifico, attento e ben articolato:
La Respirazione   “Yoga” o “Completa” è di notevole importanza poiché  abbraccia tutto ciò che vi è di positivo nell’alta, media e bassa respirazione, permette l’utilizzo di tutte le parti costitutive dei polmoni, ma anche ogni muscolo del tronco funzionale  alla respirazione.
È di grande beneficio generale. Il sangue viene reso più ricco di ossigeno, non tanto nel momento preciso dell’applicazione della tecnica, quanto durante tutta la giornata, poiché la respirazione normale viene stimolata e resa più proficua per un periodo di circa 24 ore.
Il sangue risulta migliorato in qualità e quantità, nutre più adeguatamente l’intero organismo, specialmente il cervello, la spina dorsale, nervi relativi e quelli spinali, con notevole vantaggio di tutto il corpo che viene mantenuto sano, forte e giovane. L’eccezionale influenza della respirazione yoga sul sistema nervoso ed endocrino (le respirazioni lente e profonde hanno un effetto sedativo ) creano l’armonia necessaria alla salute.
È stato osservato che più le respirazioni controllate sono lente e più facilitano l’acume, la visione e la creazione della mente ed eliminano con la pratica la tendenza all’agitazione psichica.

Nella tradizione taoista della pratica Chi Kung (Qi Gong) la respirazione è il cardine di tutte le attività ed è grazie all’energia esterna (aria inspirata ed espirata) che si può arricchire l’energia interna e accrescere la propria vitalità.
La respirazione  induce e inoltre controlla la circolazione delle energie acquisite di origine alimentare (nell’intervallo tra inspirazione ed espirazione vengono distribuite le energie derivanti dalla trasformazione degli alimenti operata da milza e stomaco) e il qi interno dell’individuo, inteso come energia essenziale innata.
Vi sono otto metodi di respirazione, i quali servono all’adepto taoista per purificare e tonificare il proprio corpo in modo da poter guadagnare vitalità e con essa salute:
Respirazione Naturale, Purificante, Tonica, Alternata, Naturale profonda, Lunga o past-natale, della Tartaruga.
Secondo la medicina tradizionale cinese, le modalità di regolazione del respiro inducono risultati differenti.
Si attua una tonificazione, se in un atto respiratorio l’espirazione precede l’inspirazione, e una dispersione quando l’inspirazione precede l’espirazione.
La tonificazione viene usata per rafforzare uno stato di debolezza.
La dispersione serve per rimuovere delle energie patogene.

Negli esercizi di nutrimento interno, si distinguono, in base alle modalità di associazione dei vari tempi, tre metodi di respirazione:

1. inspirazione – pausa – espirazione
2. inspirazione – espirazione – pausa
3. inspirazione – pausa – inspirazione – espirazione

Gli studi sulla meccanica respiratoria che hanno sviluppato i grandi neuro psichiatri  sono particolarmente interessanti.
Tutti loro riconoscono l’esistenza nel corpo di flussi energetici che circolano all’interno di esso e che, se “bloccati”, denunciano una condizione di stress.
Wilhelm Reich neuropsichiatra austriaco allievo di Freud, elaborò le scoperte della psicoanalisi sulla sessualità e sulle nevrosi e partendo dal concetto dell’energia libidica, sviluppò il tema dell’energia orgonica, una forma di energia vitale che trova la sua massima espressione nella sessualità, scorrendo liberamente lungo tutto il corpo.
Reich intuì che l’uomo è prigioniero di una “corazza” muscolare e caratteriale formata da tutti quegli atteggiamenti sviluppati dall’individuo per bloccare il corso delle emozioni e delle sensazioni organiche.
L’energia si blocca in alcune parti del corpo che diventano sede di tensioni e conflitti emotivi. Egli dedusse che l’armatura muscolare è disposta nel corpo a segmenti trasversali rispetto al tronco.
L’armatura funziona in modo circolare, stringendo il corpo con anelli di tensione.
Reich individuò nell’armatura sette segmenti: oculare, orale, cervicale, toracico, diaframmatico, addominale e pelvico.
In seguito A. Lowen riprese il concetto di energia vitale del suo maestro W. Reich e sviluppò la terapia bioenergetica.
Il suo lavoro si basa sulla concezione reichiana della corrispondenza tra struttura del carattere e atteggiamento corporeo dell’individuo.
Con le tecniche bioenergetiche Lowen insegna come rilassare le contrazioni muscolari permettendo così di far affiorare alla coscienza le emozioni che hanno provocato questi blocchi e di restituire alla persona uno stato di naturale carica energetica.
La bioenergetica tende a ripristinare una respirazione profonda e calma, in cui l’inspirazione proceda dalla zona pelvica e si diriga verso l’alto fino alla bocca.
L’espirazione parte dalla bocca e scende verso il bacino.
Questo tipo di respirazione è utile per sciogliere le tensioni profonde e permettere la libera manifestazione delle emozioni.

LA RESPIRAZIONE ENTRO UNA PARETE DI MUSCOLI INDURITI
W.Reich descrive diversi tipi di respirazione,analizzandone la meccanica e ponendone  in relazione l’aspetto comportamentale. Egli, ad esempio, descrive il tipo di respirazione caratterizzata dall’indurimento dei muscoli del petto e dalla tensione della gabbia toracica, con la corrispondente riduzione della libera mobilità del diaframma: «I muscoli che partecipano al processo di corazzatura del torace sono i muscoli intercostali, i larghi muscoli toracici (muscoli pettorali), quelli delle spalle (muscoli deltoidi) ed i muscoli siti sopra e fra le scapole. L’espressione del torace corazzato è essenzialmente quella di «autocontrollo e ritenzione». Le spalle, spinte all’indietro, esprimono letteralmente «il trattenere».
Assieme con la corazzatura del collo, quella toracica esprime «rancore» represso e «ostinazione» (nel vero senso delle parole). In presenza di un’armatura muscolare l’espressione adeguata è di «immobilità» o «essere senza movimento»(Expressive Language of the Living).
W.Reich non attua distinzione fra i vari stili di respirazione che vengono espressi dalle persone con svariati tipi di armatura corporea ed i diversi generi di esperienza e di vissuti. 
È fondamentale riconoscere che ciò che ha descritto è abbastanza specifico di modelli rigidi di armatura, dove un marcato indurimento ed irrigidimento dei larghi fasci muscolari corporei è evidente per arrivare a definire il tipo di respirazione di tali persone: una respirazione arida, l’atto respiratorio è ridotto a causa delle tensioni,  non riesce né ad esprimere le forti emozioni né a rispondervi agevolmente.
Relativamente all’atto di espansione  del torace nella respirazione, Reich riconosce  che le persone con propensione alla rigidità e con corpi muscolarmente corazzati ne sono particolarmente inclini e pone fra i problemi correlati «una tendenza all’aumento della pressione sanguigna, palpitazioni ed ansietà; in diversi casi di lunga permanenza, anche l’ipertrofia del muscolo cardiaco. Varie patologie di disagi cardiaci risultano sia direttamente dall’espansione cronica, sia indirettamente, come risultato di una sindrome di ansietà. L’enfisema polmonare è una conseguenza immediata di questa perenne espansione toracica».
Wilfred Barlow, a proposito di tutte le patologie di trombosi coronarica che aveva incontrato durante la sua carriera di medico psichiatra scrisse: «Non ho ancora visto un caso in cui la parte superiore del torace non fosse sollevata e super controllata in modo rimarchevole. L’idea del «poderoso» magnate è sovente abbinata all’immagine di un petto tronfio, strapieno».

LA RESPIRAZIONE INTESTINALE
Reich descrive una forma di corazza centrata sulla pressione addominale: «I pazienti lamentano una intollerabile «pressione» allo stomaco, una cintura che «stringe»; o addome sensibilissimo, o la sensazione che ci sia qualcosa nella pancia che non riesce ad uscire. Tutti hanno paura di essere colpiti nella pancia».
Reich riconosce l’utilizzo degli intestini come luogo per sopprimere i sentimenti: l’intestino può essere compresso dalla pressione dell’addome, dalla contrazione dello sfintere anale, dall’ingoiare i sentimenti, dalla tensione del diaframma, attraverso cui la parte superiore del canale alimentare deve passare per pervenire dal torace all’addome.
Egli trattò questo aspetto in relazione alle dinamiche energetiche del vomitare: «In molti casi di blocco diaframmatico vi è, assieme all’incapacità di vomitare, una più o meno costante nausea. Non vi può essere dubbio che i così detti disordini «nervosi» dello stomaco siano la diretta derivazione della corazzatura di questa regione. Il vomitare è un movimento biologico espressivo, la cui funzione consegue esattamente a ciò che viene «espresso»: una espulsione convulsa di contenuti del corpo. Esso è basato su un movimento peristaltico dello stomaco e dell’esofago, in direzione opposta alle loro usuali funzioni, cioè verso la bocca (anti-peristalsi). Il riflesso «apribocca» dissolve l’armatura del segmento diaframmatico velocemente e radicalmente».
«Esprimendosi in termini energetici, le potenti ondate di eccitazione montano dalla metà del corpo verso l’alto e verso il basso, in direzione della bocca e dell’ano…Queste convulsioni iniziano con una profonda espirazione … Un bimbo a cui sia stata fatta provare vergogna e colpa a causa dell’espulsione dei contenuti corporali, impara ad inghiottire i cattivi sapori ed, allo stesso modo, i cattivi sentimenti, piuttosto che sputarli fuori; impara così ad inibire i movimenti peristaltici del colon. Sovente egli sviluppa un modo specifico di respirazione che accompagna e conferma il modello anti-peristaltico … Si potrebbe parlare di respirazione intestinale».

LA RESPIRAZIONE PARADOSSALE
Nic Waal
descrive altre tipologie dove il ritmo respiratorio normale può essere turbato: la Respirazione paradossale, che vede muovere sia torace che addome, ma fuori fase e dissincroni.
Reich parla di un paziente che, ogni qualvolta espirava, riempiva e pressurizzava l’addome, anche mentre il suo petto era rilassato e muoveva verso il basso.
Questo è un esempio della respirazione paradossale, menzionata da Nic Waal: «Le direzioni del movimento nel torace e nell’addome sono in opposizione l’una all’altra. Quando il torace si espande l’addome si contrae e viceversa. L’addome, durante l’inspirazione, è tirato in dentro; spinto in fuori, sotto l’effetto dell’espirazione; i movimenti diaframmatici sono del tutto fuori rapporto con i movimenti del petto» .
A. Lowen ha evidenziato un simile modello in un paziente masochista: «Quando il paziente tentò di fare una profonda espirazione, come pure in un profondo sospiro, il torace era rilassato, ma l’onda discendente si ammassava entro una dura nodosità, nel mezzo dell’addome… Mi fece pensare a qualcuno che si stesse sforzando seduto sopra uno sgabello. Appariva come se stesse tentando di espellere qualcosa, ma contro una resistenza» .

LA RESPIRAZIONE COME SE SI SUCCHIASSE
Lowen
descrive nel carattere orale, l’opposto del petto gonfiato del carattere rigido: «Una marcata tensione muscolare sembra assente dalla parte frontale del corpo, ma ciò è solo causa della sgonfiata situazione del petto e dell’addome … il petto è di norma sgonfio e la pancia è priva di turgore, apparendo soffice e vuota alla palpazione» .
Lo sgonfiamento della struttura fisica e delle peculiarità della personalità orale descritta da Lowen  caratterizza una persona turbata dalla paura e dalla riluttanza ad esprimere avidità.
Sembra essere un atteggiamento appreso e trasferito dal suo modo di succhiare.
Il bimbo apprende ad essere deluso e abbandonato, sentendo fame non solo di cibo, ma anche di aria.
Questa esperienza di insoddisfazione che lo lascia svuotato e scarico è assimilata al flusso del latte materno, che è un flusso che non può gestire.
Quando ciò è trasportato nell’atto respiratorio, significa che tale persona si sente denutrita di aria, ha paura di trattenerla all’interno di sé e di mandarla giù .
Lavorando sull’inibizione a respirare della gente che evidenzia questo problema, è di grande aiuto porre le mani a coppa su ciascuno lato del collo. Il sovraccarico aiuta così a farvi fluire l’aria.
Nel momento in cui una persona inizia ad aprirsi ad un flusso d’aria più energico e ad esserne più desideroso, è possibile talvolta percepire il flusso di energia riempire il collo, proprio come può accadere in una pianta, che raggiunge il turgore quando viene innaffiata.
«Ogni disturbo nella funzione di succhiare», scrive Lowen, «manifesterà una immediata ripercussione sulla funzione della respirazione».

LA RESPIRAZIONE DI CHI È NATO E DI CHI NON È NATO
Reich ha descritto un modello di respirazione molto differente in un caso di schizofrenia: «Tentai di accostarmi alla sua disfunzione respiratoria. Il problema non era, come nella corazza nevrotica, di dissolvere l’armatura del petto: qui sembrava non esserci nessuna armatura. Il problema era come far entrare e quindi espellere l’aria attraverso la sua laringe. Lei prese a dibattersi violentemente ogni volta che tentavo di ottenere un pieno atto respiratorio, avevo l’impressione che la funzione della respirazione non fosse impedita da una qualche immobilità, da far risalire all’armatura, ma che fosse inibita come ad opera di un forte sforzo conscio».
Reich descrive come una delle funzioni di tale inibizione respiratoria sia quella di interrompere nel corpo il moto delle correnti vegetative combattute dalla paziente «attraverso il non permettere il passaggio di aria e dai polmoni».
La dinamica specifica di questa respirazione è l’ottenimento del minimo del movimento respiratorio, quasi impercettibile.
È una respirazione interiore, invisibile se viene paragonata con il respiro di una persona che vive nel mondo con fiducia.
La respirazione impercettibile non è la negazione dell’aria, ma del processo respiratorio stesso, che è il requisito fondamentale della vita all’esterno del grembo materno.
I movimenti della respirazione schizofrenica sono una riproduzione a cui attenersi il più strettamente possibile, della stessa inattività dell’apparato respiratorio nel periodo intrauterino.
La debole, impercettibile respirazione che Reich ha descritto è la «respirazione uterina».
La respirazione cioè di qualcuno riluttante o inabile a nascere.
In modo opposto si manifesta la respirazione isterica : a tutti i costi il soggetto deve essere visto respirare.
Il respirare perlomeno comprova che egli è vivo e fuori dal grembo materno; ma è la respirazione di chi agisce solo secondo questo indirizzo, è un respiro di panico ansioso.
Ansietà significa costrizione, ed il respiro isterico è un respiro costretto, in cui colui che respira lotta per asserire se stesso.
Scrive Reich, «Immaginiamo che uno sia spaventato o preveda un grande pericolo. Istintivamente tirerà dentro un respiro e rimarrà in questa posizione. Poiché non si può continuare a far ciò, egli dovrà ben presto espirare. Tuttavia l’espirazione sarà incompleta e superficiale; il soggetto non espirerà completamente in un solo respiro, ma frazionatamente, a piccoli tratti … Se portiamo l’attenzione agli organi più interni ed alla loro relazione con il plesso solare, cogliamo immediatamente che nella paura, involontariamente, si inspira; come, per esempio, durante un annegamento, ove questa profondissima inspirazione conduce alla morte».
Reich prosegue nel descrivere come i bambini imparino a contrastare gli stati d’ansietà con il contrarre il loro atto respiratorio e sopprimendo le emozioni ansiogene. Se hanno successo, il risultante modello di blocco affettivo e di rigido trattenimento conduce al «blocco dei muscoli toracici».

Bibliografia:
Carlo Patrian, Yoga, Sperling & Kupfer
Da Liu, Tao della salute e della longevità, SIAD
Eva Wong, Il grande libro del Tao, Oscar Mondadori
La respirazione diaframmatica e la postura, scuola di canto di Lorena Scaccia
Scuola Taoista di Arti Marziali S.T.A.M.
Estratto di una Conferenza tenuta presso Melbourne, Luglio 1976. Pubblicato in Energy and Character, vol. 8 n. 1 Gennaio 1977) di David Boadella
Waal, Nic: Psychodiagnosis of the body unpublished ms, Nic Waal Institute, Oslo
Reich, Wilhelm: The Expressive language of the living, in Character Analysis, 1949
Reich, Wilhelm: The Function of the Orgasm, New York, 1942
Barlow, Wilfred: The Alexander Principle, London, 1973
Lowen, Alexander: Betrayal of the Body, New York, 1967
Lowen, Alexander: Physical Dynamic of Character Structure, New York, 1958
Freud, Sigmund: Studies in Hysteria, Penguin Books, 1975
Sitografia:
www.bioenergetica.eu

Stefania Falcinelli
Naturopata, Erborista, Esperta in Craniosacrale e Riflessologia Plantare, insegnante di lingue straniere, educatrice, collaboratrice professionale per attività scientifiche nell’ambito della tutela dell’ambiente e operatrice sociale in Italia ed all’estero per Ong
stefania.falcinelli@alice.it

 

Stefania Falcinelli

Naturopata, Counselor, Mediatore familiare

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