Uva Rossa e melatonina (Susan Menaldo)

“Mangia la frutta che ti fa bene…!”
Recenti studi dimostrano le capacità sedative e calmanti dell’uva rossa.
Uno studio condotto dall’Università di Milano e pubblicato dal Journal of the Science of Food and Agricolture ha dimostrato che la presenza nell’uva rossa di Melatonina rende questa frutta stagionale un ottimo sedativo e calmante naturale.

La ricerca ha azzardato una similitudine funzionale tra un’alimentazione ricca di uva rossa e l’assunzione di Diazepam in soggetti ansiogeni.
L’uva in particolare ha al suo interno sostanze benzodiazepinosimili nonchè vitamina B6, C ed A; tutti eccezionali alleati contro stress, malattie, vecchiaia.
Da sottolineare che l’assunzione di sostanze zuccherosemplici, quali la frutta, incrementa la produzione di Serotonina, neurotrasmettitore del benessere e precursore della Melatonina, quindi la tradizione popolare (“mangia la frutta che ti fa bene!) non sembrerebbe, ancora una volta, averci mentito!
Il Diazepam (es. Valium), sintetizzato per la prima volta nel 1963, rientra nella categoria delle Benzodiazepine ed è parte essenziale per ogni sistema sanitario nazionale in base alle direttive dell’OMS.
Ha un effetto inibitorio sul neurotrasmettitore GABA (acido Y -amminobutirrico) nel cervello e possiede, quindi, una capacità ansiolitica, spasmo-rilassante, mio-distensiva, anticonvulsiva e sedativa dell’individuo.

E la Melatonina?
La Melatonina è un ormone derivato dalla Serotonina e prodotto dalla ghiandola pineale (Epifisi).
Scoperta da A. Lerner nel 1958 che la isolò nella ghiandola pineale di una mucca.
In realtà è ben di più di un ormone perchè non è prodotto da una sola ghiandola, ma anche da surreni, gonadi, ipofisi e tiroide; quindi se la ghiandola pineale venisse asportata comunque la Melatonina verrebbe ancora secreta.
È un fondamentale normalizzatore del nostro organismo perchè ne regola il ritmo circadiano endogeno.
Questo ritmo è caratterizzato dalle 24 ore (dal latino “circa diem” intorno al giorno) e garantisce l’ottimale svolgimento delle nostre funzioni vitali, il nostro ciclo quotidiano veglia/sonno, luce/buio.
È proprio questo ritmo inconsapevole ed innato a ricordare al nostro organismo quale sia il momento di essere attivi e quale quello di mettere a riposo la nostra “macchina umana”.
L’arrivo della luce solare e dell’oscurità e la temperatura ambientale scandiscono il nostro tempo vitale.
La mancanza di luce solare percepita dalle cellule nervose della retina azzera il nostro ritmo circadiano e riorganizza il nostro corpo affinchè possa lentamente addormentarsi e riposare.
Ecco che questa molecola naturale secreta dalla Ghiandola Pineale aiuta a regolare e sintonizzare questo ritmo biologico di modo che possa mantenere un suo equilibrio ed armonia.
Con il buio, infatti, viene secreta (con un picco tra le 2 e le 4) e la sua concentrazione nel sangue va ad aumentare per poi diminuire progressivamente con l’approssimarsi del mattino.
La presenza di Melatonina, inoltre, va a decrescere con l’avanzare dell’età fino ad una diminuzione del 90% raggiunti i 70 anni a causa di una progressiva calcificazione della ghiandola pineale.
Questo equilibrio ritmo circadiano/secrezione Melatonina può venire sconvolto a seguito di cambiamenti climatici, problematiche fisiche/psicologiche, di fuso orario (jet-lag) oppure in presenza di un lavoro notturno e può rendersi quindi necessaria un’opportuna integrazione di Melatonina nella dieta quotidiana con funzione di riequilibrio ed assestamento dell’organismo.
Uno squilibrio nella quantità e qualità del sonno può chiaramente compromettere e danneggiare molti settori della vita quotidiana e personale a partire dalla concentrazione, può causare sbalzi d’umore, irregolarità intestinale, nervosismo, affaticamento, stress ed una difficile e faticosa risposta del sistema immunitario agli attacchi esterni.
Una quantitativo tra i 2 ed i 5mg di Melatonina al giorno prima di andare a dormire, per qualche giorno, può significativamente contribuire al recupero di un fisico provato e stimolarne le sue capacità adattogene.
Quantità maggiori, comunque, non daranno mai effetti collaterali perchè un sovraddosaggio non è nè dannoso nè pericoloso (differentemente da altri ormoni).
Non solo… diversi studi sin dal 1992 hanno tentato di dimostrare le capacità antiossidanti della Melatonina.
Grazie alla sua proprietà sia lipo che idrosolubile (abbastanza rara in natura) la Melatonina riesce a superare facilmente ogni barriera dell’organismo (ad es. ematoencefalica) ed a contribuire al combattimento non solo dei temuti radicali liberi, ma addirittura di agenti cancerogeni (cura Di Bella).
Grazie alla sua presenza direttamente nel nucleo della cellula la Melatonina, infatti, è strettamente legata al DNA e può costituire un buon coadiuvante naturale ad una cura antitumorale che può aiutare neutralizzando gli eventuali effetti iatrogeni.
Meno attendibili gli effetti della Melatonina sulla stimolazione della crescita dell’individuo, sulla normalizzazione della pressione e sull’abbassamento dei livelli di colesterolo HDL e sui relativi benefici cardiovascolari.

Susan Menaldo
susanme@tin.it

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