L’evoluzione della “Dieta Mediterranea” dagli anni 50 ad oggi (Prof. Alberto Fidanza)

La relazione magistrale è stata tenuta dal Prof. Alberto Fidanza, Docente di fisiologia alla Sapienza di Roma, che ha svolto le sue ricerche nei laboratori scientifici più prestigiosi.
Le prime ricerche sulle abitudini alimentari dei popoli dell’area mediterranea ed in particolare di quelli del Cilento risalgono al 1950, quando un gruppo di ricercatori dell’Istituto Nazionale della Nutrizione di Roma, guidati dal Prof. Sabato Visco, cilentano di Torchiara, effettuarono delle indagini sulle abitudini alimentari di quelle popolazioni.
Successivamente negli anni ’70 un gruppo di ricercatori, coordinati dal Dottor Ancel Keys di Minneapolis (U.S.A) e del quale facevano parte nutrizionisti dell’Università di Napoli (Prof. Gino Bergami, Prof. Flaminio Fidanza, Dott. Alfonso del Vecchio), nutrizionisti dell’Università di Roma (Prof. Massini Cresta e Dr. Vittorio Puddu), nutrizionisti di alcune Università degli Stati Uniti (Henrj Tajlor, Ernest Klepetar, Jeremiah Stamler) e ricercatori finlandesi, greci e giapponesi, determinando il contenuto di colesterolo nel sangue delle popolazioni della Campania, osservarono che il contenuto di colesterolo di queste popolazioni era molto basso e correlarono questo dato con le abitudini alimentari di questa gente che si alimentava prevalentemente con pane, pasta, legumi, pesce ed in particolare quello azzurro, carni bianche, molte verdure, frutta e consumava quasi esclusivamente olio extra vergine di oliva.
Fu quindi proposto questo tipo di alimentazione ed indicato come “Dieta Mediterranea”.
Dagli anni ’90, diretti dal sottoscritto, alcuni ricercatori quali il Prof. Luigi Consalvo (cilentano di Pioppi), Prof. Nicolò Valora, Prof. Lucia Martinoli, Prof. Eugenia De Luca D’Alessandro e Dott. Donatella Dante, prendendo in considerazione gli studi sull’alimentazione ed in particolare quelli sulla “Dieta Mediterranea”, notarono che gli studiosi che si erano interessati di questo argomento non avevano valutato l’importanza degli aspetti quantitativi dell’alimentazione, per cui alimentandosi con quantità eccessive degli alimenti della Dieta Mediterranea, specie pasta, non si previene quella che ultimamente è la patologia più incidente nella società contemporanea e cioè il sovrappeso e l’obesità.
Dai ricercatori dell’Università La Sapienza di Roma è stato poi osservato che nella pratica utilizzazione degli alimenti che caratterizzano la “Dieta Mediterranea”, specie nei ristoranti e nelle pizzerie, non viene tenuta in nessun conto la procedura di cottura degli alimenti.
Le fritture del pesce azzurro, che vengono effettuate in diverse sagre del Cilento, distruggono completamente  il valore nutritivo sia del pesce che dell’olio extra vergine di oliva, che alla temperatura di 200°C perde completamente tutto il contenuto di vitamine e sostanze antiossidanti che lo caratterizzano. Non parliamo poi della cottura alla brace, nei forni a legna o sulle piastre metalliche, che alle temperature di 300 – 400°C, carbonizzano tutti i principi nutritivi degli alimenti che così vengono “arricchiti”  di tante sostanze cancerogene prodotte dalla combustione.
Per quanto riguarda la frutta e la verdura vi è poi da tener presente che molti di questi alimenti, dopo la raccolta, vengono conservati per molto tempo – addirittura mesi – in frigorifero e di conseguenza viene quasi completamente perduto il loro valore nutritivo, specie per le vitamine.
Frutta e verdura vanno raccolte e subito consumate.
E veniamo ora alla presentazione della “mia” Dieta Mediterranea Salutare.
Oggi è indispensabile cambiare le abitudini alimentari della gente: il dispendio energetico dell’individuo oggi si è ridotto quasi del 50% e pertanto anche le calorie da introdurre con gli alimenti si devono ridurre del 50%.
Dalle 3.000 calorie del passato si deve scendere a 1.500 calorie, che sono più che sufficienti.
Ciò si realizza consumando sia a pranzo che a cena il PIATTO UNICO: pasta o riso a pranzo con un contorno, carne o pesce a cena, sempre con un contorno.
Questo modello di alimentazione assicura salute, benessere e prevenzione di tante malattie, come quelle cardiovascolari, quelle dell’apparato digerente, le malattie renali e il diabete che è una malattia che non guarisce e ha tante complicanze invalidanti.

Professor Alberto Fidanza
Professore di Fisiologia della Nutrizione Università La Sapienza di Roma, Presidente del Centro Internazionale di Vitaminologia, Presidente del Comitato Scientifico dell’A.I.D. (Associazione Italiana Diabetici), Accademico dell’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria di Roma

Prof. Alberto Fidanza

Geniale scienziato, che per 70 anni ha svolto attività di ricerca scientifica quale cattedratico di Fisiologia Generale e Preside di Facoltà nell’Università “La Sapienza” di Roma dove è stata fondata la nuova scienza “La Vitaminologia” ed è stata effettuata l’importante scoperta scientifica dell’azione protettiva delle vitamine. Presidente del Centro Internazionale di Vitaminologia di Roma.

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