Musica: medicina per l’anima ai tempi del Covid19

Le misure di contenimento, le restrizioni e i vari DPCM che ci vengono propinati da ormai un anno, ci obbligano a rimanere in a casa per proteggerci dalla diffusione dell’epidemia da coronavirus.

La permanenza in casa, l’apatia, l’assenza di stimoli, la presenza di stati d’ansia possono portare all’insorgenza di patologie psichiatriche subdole e difficili da riconoscere (ansia, depressione) che possono interessare tanto gli adulti – giovani e anziani – quanto i bambini, privati oramai di qualsiasi forma di libertà e socializzazione e costretti a restare in casa davanti ad uno schermo a “coltivare” solo rapporti virtuali.

Un aiuto indispensabile per la gran parte delle persone in questo periodo buio ci arriva dalla musica.

La musica è una componente fondamentale della vita di ogni persona in quanto ha uno stretto legame con la nostra sfera emozionale. Evitare lo “stimolo musicale”, oggi, è pressoché impossibile. Fa parte del nostro quotidiano sin dalla nascita.  Chiunque, almeno una volta, ha sperimentato il rivivere di una sensazione, un profumo, o un vivido ricordo, al riascolto di un brano o di una canzone.

Benessere provato scientificamente: lo studio

La musica dà piacere e la scienza lo conferma.

Uno studio (Schafer et al., 2013; Lundqvist et al., 2009) ha evidenziato come l’ascolto della musica sia fautore del benessere di una persona, con l’aumento di uno stato di rilassamento. In particolare, lo studio ha analizzato l’azione che ha sulle regolazioni dell’umore di coloro che venivano sottoposti, in maniera sperimentale, ad una situazione di stress.

Al campione analizzato viene fatto compilare un questionario contenente domande relative alle proprie preferenze di genere musicale qualora si fosse trovato in una situazione stressante ed a contatto con altri. In seguito, viene fornito un questionario a scala Likert che misura il livello di accordo sulle concezioni inerenti le funzioni benefiche della musica. Gli sperimentatori hanno valutato gli stati d’animo dei partecipanti usando le scale analogiche visive, prima e dopo averli sottoposti alla condizione sperimentale di stress, indotta con il Trier Social Stress Task, invitando i partecipanti a preparare un discorso su se stessi da fare in pubblico, seguito da un compito di aritmetica mentale.

Dopo il compito di Trier Social Stress, viene data una pausa di 10 minuti, prima dell’esposizione del discorso, durante la quale in maniera casuale ad alcuni soggetti viene fatta ascoltare la musica indicata nel sondaggio iniziale (gruppo sperimentale), agli altri, invece, viene fatto ascoltare un documentario radiofonico (gruppo di controllo). In seguito alla procedura di ascolto, per la terza volta viene somministrata la scala analogica visiva per valutare i potenziali effetti benefici che l’ascolto della musica potesse aver avuto sulla regolazione dell’umore. Al termine della procedura viene detto ai partecipanti che non ci sarà alcuna esibizione in pubblico.

Da questa procedura sperimentale è emerso che nel momento in cui viene chiesto al campione di esibirsi in pubblico (Trier Social Stress Task), i livelli di affettività negativa (stress, nervosismo, depressione e tristezza) aumentano. Successivamente, agli individui a cui viene fatto ascoltare il brano musicale, scelto da loro nel sondaggio iniziale, tali livelli diminuiscono.

Musica e Lockdown

In tempi di Coronavirus, fase storica molto critica per l’intera umanità, la musica ha indossato i panni di: compagna, amica, consolatrice, provocatrice, e molte volte anche ispiratrice; ci accompagna durante una fase inaspettata della vita, in cui le nostre paure stanno prendendo il sopravvento.

Non siamo abituati all’isolamento e grazie ad essa ci sentiamo meno soli.

Ascoltare musica produce una forte sensazione di piacere grazie al rilascio di dopamina, ormone del piacere, che ha la capacità di farci sentire euforici ed appagati.

Una medicina per l’anima , un toccasana in grado di dare una svolta a momenti di vera apatia.

Lo sostiene la quasi totalità dei rispondenti al sondaggio di Wiko, che ha voluto scoprire – grazie ad una statistica condotta all’interno della sua community di Instagram – quale fosse stato il ruolo della musica durante la quarantena.

Per il 65% degli intervistati ogni giorno, sono almeno tre le ore durante le quali siamo “accompagnati” da un piacevole sottofondo musicale.
Per rilassarsi e distendersi il 56% degli intervistati preferisce ascoltare la musica ad un volume più contenuto piuttosto che per scatenarsi e sfogarsi (solo il 44% ha dichiarato di ascoltarla a volume alto).
Alla domanda: “Ascolti più musica quando sei felice o triste?”: ben il 60% ha confermato che si abbandona alle proprie playlist preferite quando è giù di umore.

La musicoterapia, fondamentale nel recupero delle funzioni cognitive, linguistiche ed emozionali, può essere un ottimo aiuto anche in un momento così particolare come quello attuale.

Le vibrazioni emesse dai suoni esercitano sul nostro corpo una sorte di “ massaggio” rilassante che è in grado di poter ridurre le tensioni nervose.

Ascoltando la musica, infatti, si avverte un senso di euforia dovuto alla produzione di endorfine, essenziali per il nostro benessere psichico, capaci di indurre gioia e di potenziare le difese immunitarie e di innalzare la soglia del dolore e abbassare la sensazione di tensione.

In particolare:

  • la musica classica e sinfonica, con tutta la sua complessità tecnica, favorisce un “incontro” con le nostre emozioni: ansia, rabbia, angoscia, rancori;
  • la musica “New Age” attiva l’emisfero destro, favorendo l’integrazione delle emozioni;
  • la musica jazz è perfetta per sincronizzare cervello e cuore e rilassarsi;
  • la musica pop aiuta a non sentire la stanchezza fisica;
  • la musica con ritmi forti e movimentati accresce l’energia.

Una ricerca recente, suggerisce l’ascolto a volume moderato, di suoni  proveniente dall’ambiente esterno (ambient music), che in alcuni casi può risultare un forte stimolo per ottenere una produttività lavorativa durante lo smart-working.

La musica ha il grande potere di mettere in evidenza i nostri pensieri, e di influenzare e regolare le nostre emozioni. Senza dubbio è una tra le più belle forme d’arte e può arrivare ad essere una fonte di piacere per l’anima e un toccasana per il cuore.

In un momento di crisi globale, come questo che da oltre un anno stiamo vivendo a causa del Covid19, permette di arricchire le nostre giornate tanto da poterla annoverare tra i piaceri della vita.

Non privatevi della musica, non rinunciate al bellissimo “viaggio” che vi permette di fare alla scoperta di voi stessi e delle vostre emozioni.

Gemma Timmoneri

Gemma Timmoneri

Diplomata in pianoforte presso l'Istituto di Studi Superiori di Taranto, insegnante di pianoforte e propedeutica musicale, Presidente presso l'Associazione Musicale Casertana, insegnante di pianoforte presso l'Associazione Musicale "Leopoldo Mugnone" già Istituto di musicologia di Caserta, Professoressa iscritta regolarmente nelle GPS e G.I. della provincia di Milano. Ho tenuto vari corsi di Propedeutica musicale presso le scuole materne e primarie, private e parastatali, di Caserta e provincia. Nel corso degli anni ho conseguito i CFU presso il Conservatorio di Musica "G. Martucci" di Salerno e successivamente ho frequentato un corso di perfezionamento in "Musica per lo sviluppo cognitivo e linguistico per l'inclusione e l'integrazione degli alunni diversamente abili" presso l'Unitelma Sapienza e un corso di perfezionamento in "Pedagogia delle emozioni". Specializzata nelle metodologie utilizzate per approcciare alla musica i bambini (già dai primi anni di età) e/o gli alunni affetti da specifici bisogni .

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