L’esperienza contemplativa dei Tarocchi

Le esperienze che ognuno di noi vive, nella propria vita, hanno un inizio ed una fine (vita/morte/vita) ed altre esperienze si susseguono portando in esse “l’esperienza dell’esperienza”.

Analizzando col senno di poi, ci rendiamo conto che molte cose si ripetono nelle esperienze future oppure che nelle cose dove eravamo più abili riscontriamo dei blocchi.

Lo considero come il bagaglio che i diversi aspetti del nostro essere (carattere, consapevolezza, visione della vita etc.) ritengono opportuno portare con sé per poter dare nuova prova o per poter scandagliare al fine di trovare l’estasi della maturazione.

Non sempre abbiamo un obiettivo preciso o delle linee guida, ci limitiamo ad intervenire, a proteggerci, a sopravvivere, a moltiplicarci, ad esternare le proprie emozioni e molte volte i messaggi e le lezioni di queste esperienze passano inosservati e poco analizzati.

Una tra le domande più ricorrenti: perché mi è accaduta questa cosa?

Se riuscissimo ad essere più lucidi e consapevoli riusciremmo a capire e a vivere l’attimo esatto in cui un’esperienza si sta compiendo.

Hieronymus Bosch - Il Figliuol Prodigo (1501)Non è chiaro così, lo ammetto, l’esperienza può compiersi e realizzarsi in un tempo che può essere anche molto lungo, ma con la contemplazione delle diverse tappe, dall’inizio sino alla fine si potrebbe facilitare il lavoro analitico e prendere il meglio e il meglio del peggio, senza lasciarsi intrappolare dal circuito delle ripetizioni senza fine.

L’esperienza contemplativa dei Tarocchi è uno modo per identificare quelle tappe, visualizzando l’immagine nelle quali potersi riconoscere nel momento in cui l’esperienza si sta compiendo. Il passato ed il futuro sono nella stessa tappa del presente e si può prendere spunto sul proprio piano di vita attuale e valutare le scelte da compiere. Si può intendere da questo che è più un divenire che un divinare.

Per fare questo bisogna sapere riconoscere quelle immagini e, scevri da qualsiasi tipo di emozione, identificarsi con il presente che si manifesta attraverso la contemplazione dell’immagine.

In contemplazione, spettatori della realtà che abbiamo dinanzi senza aspettarci una risposta divinatoria, poichè, come già detto, il futuro, così come il passato, è nel presente.

Lo studio e il sapere riconoscono che figure degli Arcani maggiori sono necessarie: siamo abituati a vedere le cose in base a come le conosciamo e ad identificarci ad esse solo se ne abbiamo già fatta una certa esperienza conoscitiva.

Se per esempio ci troviamo davanti all’Imperatore (arc. IV), la nostra mente sa già dove collocarlo nella propria tavola immaginativa e sa interpretarne il ruolo, anche se non basta il suo riconoscimento appreso dai libri di storia, da film e letture varie. Sei mai stato un imperatore? Ma dovessimo trovarci davanti alla luna, l’hai mai attraversata? E davanti alla morte?

Cosa significa studiare e riconoscere le carte dei Tarocchi ed in particolare le figure degli Arcani Maggiori?

Riconoscere quell’invisibile che invisibile non è, fare teatro delle proprie esperienze riconoscendo i diversi ruoli che interpretiamo. Non è una questione di maschere, le maschere non esistono, esiste solo l’ignoranza, quindi il requisito necessario è la sincerità, ma anche il desiderio di scoprire il proprio viaggio.

Nei Tarocchi, data la loro indole di gioco, ci troviamo davanti ad uno strumento fatto di leggende e realtà. Non lo siamo anche noi?

Quando nel 2006 mi arrivarono i Tarocchi, camminando in una stradina di un quartiere di Roma, non sapevo bene a cosa mi sarebbero serviti, mi piacevano, mi attraevano, li presi.

Ero in un periodo che definisco “la mia torre di babele” non sapevo più come comunicare con me stessa.

Arrivavo da una città chiusa e piccola dove mi ero costretta a vivere piccola e chiusa per troppo tempo, con il mio arrivo a Roma il primo aspetto che si era rivelato di me era quello mondano che però ha avuto vita breve. Il riconoscimento di un aspetto più profondo del mio essere, legato alla natura ed al desiderio della conoscenza di pratiche olistiche mi indusse allo studio della Naturopatia.

Per quanto poco scientifica sia riconosciuta l’ arte dei Tarocchi, considerai anche questo mezzo, facendo diversi studi ed esperienze sia nella visione artistica delle immagini che nello studio della numerologia, storytelling, ma anche sull’aspetto del simbolismo religioso con il quale si possono interpretare molte analogie.

Oggi, posso dire che lo studio dei Tarocchi, come strumento per conoscere me stessa ed il mondo che mi circonda, mi ha dato la possibilità di soddisfare alcune conoscenze che richiedevano una visione un po’ più ampia ed anche più aperta.

Comincia a mescolare. La sensazione delle carte nelle mani mi era famigliare, tra le mie famiglie di Taranto e quella di Napoli, giocare a carte, in molti tipi di giochi, era rituale ed obbligo ad ogni incontro ed io sono cresciuta imparando le figure ed i valori delle carte, le regole, le tecniche e gli stratagemmi, che nulla hanno a che veder con i bluff. E questo non vuol dire che non abbia mai bluffato, ma il momento che ritengo più importante è quello della mescola e in un altro scritto vi svelerò il perché.

Filomena Secondo

Filomena Secondo

Naturopata specializzata in Erboristeria e Prevenzione Fitoterapica, Alimentazione Naturale, Nutrizione e Intolleranze Alimentari, Reiki 1° livello. Artista del riciclo, appassionata di cosmetica naturale, studiosa dell'arte dei Tarocchi, di pratiche buddiste e simbolismi.

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