Il mio Battito – parte 1

Al mio bambino, Aran.
Che la Vita possa regalarti sempre la meraviglia di vivere e sentire.
Tua mamma

Il mio Battito

Introduzione

Era il 10 Ottobre 2019 quando ascoltai per la prima volta quel suono. Un suono che sapeva di immenso, di universo, di un “senza fine”. Era il battito del mio bambino di appena 6 settimane e di appena 6mm. La mia dottoressa mi spiegò che è delicato parlare di gravidanza se non è chiara la pulsazione del cuoricino. Ma non appena abbiamo visto e sentito su quello schermo… lei, sorridendomi: “Daria non c’è davvero alcun dubbio: sei una mamma adesso e ti dico anche che il cuoricino di questo fagiolino sembra già scalpitare!”

Era davvero così? Si. Era davvero così.

Ero stata benedetta dal dono più grande.

Non c’era stato mai nulla di più profondo nella mia vita, nulla di più potente da emozionarmi a tal punto. La mia gratitudine non conosceva limite alcuno.

L’Universo aveva scelto me come madre di quella piccolissima creatura, portavo nel mio grembo il senso di tutto.
La mia vita aveva già preso un cammino nuovo ma io ne ero a malapena consapevole.

Capitolo 1: La mia vita prima di ‘quel’ suono

Da piccina a volte mi capitava di sentire l’odore del paese di mia nonna pur se mi trovavo altrove da lì; d’improvviso guizzava alle mie narici chissà da dove e mi trovavo catapultata con la mente di nuovo lì, con la dolcezza di una coperta nel riposo davanti ad un camino.

In quel posto mi sono sempre sentita serena e gioiosa, le colline, gli alberi, l’aria fresca e l’altalena su cui mi piaceva tanto andare perché, quando mi spingevo forte, mi sembrava di arrivare sulla punta di quei cipressi per me altissimi.

E poi cantavo, cantavo continuamente.

Il mio mondo nel mondo

Nella mia casa c’era sempre tanta luce e tanta musica ed in famiglia io ero certamente quella dall’indole più artistica – o come chiarisce ancora oggi mio papà “quella con la testa tra le nuvole”.

Effettivamente l’arte e la musica hanno sempre avuto la mia massima dedizione, perché è qui che mi sono sempre ritrovata emotivamente ed è qui che mi sono sentita compresa e ascoltata, tanto che, dopo la seconda laurea in architettura, della musica ne ho fatto il mio mestiere.

E’ così, da piccola ho studiato canto e pianoforte ma per varie ragioni mi sono allontanata, proseguendo comunque un percorso di studi che certamente mi ha dato molte soddisfazioni, ma che guardava al mio cuore e alla mia mente sempre fortemente ancorati a quel mondo.

Così scelsi di intraprendere un cammino che mi avrebbe riportato alle origini: la mattina lavoravo in un studio di architettura e il pomeriggio seguivo le lezioni di musica. Il diploma non tardò ad arrivare e quando lasciai definitivamente l’architettura e cominciai ad avere i miei primi allievi di canto mi resi conto che il mio coraggio era stato ripagato: ero felice ed imparavo molto dai miei allievi, ognuno di loro era unico, e tutte le lezioni diverse. Ognuno di loro aveva una storia differente dalle altre, una voce strumentale ed una voce interiore unica.

In un giorno ancor più fortunato mi ritrovai ad accettare la proposta di far lezione ad alcuni ragazzi diversamente abili di un centro socio-educativo-riabilitativo in città; avevo pochi mezzi, nessuna conoscenza in merito, soltanto l’amore e l’umiltà di dare quel che ero in grado di dare, di condividere ed apprendere io stessa.

E’ stato il mio primo ed embrionale approccio ad una Musicoterapia fatta di colori, note, storie, racconti, voci, strumenti inventati, danze e tante altre cose.
Ricordo la gioia mia e dei ragazzi.

Si aprivano orizzonti sconfinati, ma, come la natura ci insegna, c’è un tempo per la maturazione.

Capitolo 2: Un nuovo inizio

Mentre nella nostra lingua parliamo di amore per definire con una sola parola molti significati, dai miei studi classici avevo imparato che per parlare d’ amore i greci usavano molteplici termini, tra cui:

  • Έρως: l’amore ardente, passionale
  • Φιλία: indica la lealtà e l’amicizia profonda
  • Αγάπη: è il tipo di amore più potente, quello puro, emozionale
  • Θέλημα: l’amore per ciò che si fa (es. un mestiere)

Senza dubbio l’Amore è un sentimento molto forte, che si manifesta in tante forme, ognuna delle quali dà vita a un’emozione.

Ecco, io sentivo di Amare e di essere guidata dall’amore.

L’amore ci guida, l’amore ci insegna

Dopo un periodo buio la vita mi aveva donato di ritrovare la persona che avevo amato qualche anno prima e dalla quale, per una strana ragione, mi ero dovuta separare ancor prima che la nostra storia vedesse la luce.

Prima di quel momento ricordo che una sera di dicembre andai sola sul pontile di una spiaggia non molto distante da casa dove insieme avevamo trascorso attimi preziosi quando ci siamo conosciuti; in quei momenti ci trovavamo lì a parlare, ascoltare la pazienza delle onde e l’incessante dondolio del mare e c’era sempre un’energia avvolgente intorno a noi e dentro di noi.

Quella sera dal pontile gettai un anellino in mare, pregando quella distesa d’acqua di riportarmi tutto ciò cui sentivo di appartenere. Ero delusa, amareggiata e avevo paura, ma avevo messo tutto il mio amore in quella preghiera. Non c’era giorno in cui i miei pensieri non si rivolgevano a lui, non c’era stato amore più grande di quello che sentivo. Poteva davvero essere finita così, con una melodia spezzata a metà?

Ma la vita ha le sue ragioni e il tempo ci insegna, se siamo pronti ad accoglierla, la sua pazienza. Ecco il consiglio di quel mare: tutto, secondo il tempo dell’energia, tutto si muove e tutto risponde.

Bisogna saper ascoltare a nostra volta e saper attendere.

E così, un giorno come tanti, ci siamo finalmente ritrovati e riconosciuti, l’amore che provavamo aveva una seconda opportunità e stavolta senza ostacoli; sentivo che l’Universo aveva combattuto perché le nostre strade si incontrassero di nuovo.

Ora quella melodia era di nuovo condivisa, era piena, colma, limpida e luminosa allo stesso tempo, ora era di nuovo la nostra, ricca di armonici e di bene universale.

L’Amore aveva vinto e ci aveva regalato anche lui un prezioso insegnamento: /il coraggio di non arrendersi e di credere che tutto sia possibile/. Avevamo tra le nostre mani un bene puro così saldo e forte che non molto tempo dopo ci siamo sposati.

Il suono più dolce

Il nostro matrimonio è stato un momento che ricordo con meraviglia e gioia. Una festa, un augurio, una presenza, un noi, un sorriso, una benedizione. Si poteva scorgere una scia, qualcosa di etereo che ancora non sono brava a descrivere.

Mi sentivo attraversata e portata, come a volte mi è capitato di sentirmi nei miei momenti di condivisione con la Natura, soprattutto nei miei viaggi nel nord Europa: analogamente ero nel mio posto, nel mio momento e nel mio tempo.

Indossavo un abito ed un mantello celtico; una cornamusa, a nostra insaputa, ci ha accompagnato con mia indescrivibile emozione, riportandomi nella mia terra natia forse di qualche vita passata; abbiamo ballato tra gli alberi di un bosco su musiche di arpe, flauti e tamburi; al tramonto avevo il sole sul viso e nel cuore e senza saperlo io ero pronta. Pronta tanto che poche settimane più tardi un altro cuore batteva con il mio. Il segno del nostro grande amore.

Insieme abbiamo atteso il giorno della prima visita con trepidazione e finalmente il primo incontro, eccola lì, nella mia pancia, piccolissima creatura, piccolissimo universo. Chiesi alla mia dottoressa di alzare il volume del computer per sentire meglio il suo battito cardiaco. Scalpitava di Vita. Non avevo mai udito un suono più dolce, così deciso e delicato, così presente e indifeso da disegnare l’impronta di un nuovo inizio per me.

Io ero Madre.

Daria Simonetti

Daria Simonetti

Si laurea nel 2013 in Restauro dell’Architettura con lode e dignità di pubblicazione presso l’Università “La Sapienza” di Roma. Appassionata sin da piccola al canto e alla relazione tra l’uomo e il suono, riprende gli studi musicali, conseguendo nel 2016 il diploma in Canto Moderno presso la scuola di musica “Cento per cento musica” di Roma. Diventa docente di canto insegnando a Roma e provincia. Intanto partecipa a diversi laboratori nonché a corsi specialistici con Giò Di Tonno, Christian Mini e Tony Bungaro, sperimentando forme di canto nel Musical e nella psicodinamica. La passione per la Musica la porta all’insegnamento presso il centro socio-educativo-riabilitativo “Centroanchio” dove, a stretto contatto con ragazzi con disabilità psico-fisica, esplora il mondo dei suoni in ogni aspetto espressivo e comunicativo: il suono si scopre energia vibrazionale curativa. A seguito di questa felice condivisione approfondisce gli studi nella Musicoterapia presso il Campus Framens durante la gravidanza; successivamente consegue il I Livello di Psicofonia con Elisa Benassi. La relazione con il proprio bambino le apre una strada negli studi della Musicoterapia in gravidanza.

    Daria Simonetti ha 2 articoli e più. Guarda tutti gli articoli di Daria Simonetti

    EnglishItalian