Giocare con la musica

 

La parola non è il solo mezzo di comunicazione che distingue l’uomo fra tutti gli abitanti del mondo animale.
Ne esiste un altro: la musica.

giocare_con_la_musica

Di fondamentale importanza la parola chiave: la musica. Essa coinvolge, trascina ed è per questo che va vissuta sia fisicamente che emotivamente, così da contribuire alla crescita individuale.

Musica è arricchirsi l’un l’altro e scambiarsi stati d’animo ed esperienze, crescere e star bene con gli altri, ma nello stesso tempo stimolare e conservare la propria esperienza individuale.
Essa è uno stimolo che tocca sensibilità ed emozioni, influendo sull’equilibrio psichico, e, in certi casi, agendo come condizionante anti-stress.

La musica si presenta come uno dei terreni più adeguati allo sviluppo della personalità del bambino con le sue facoltà creative, con la sua sensibilità, con la sua corporeità, capacità di progettare e diventare attore del proprio apprendimento.
I bambini hanno tante cose da dire con le parole, coi disegni, ma anche con i suoni. Ed è proprio il suono, con le sue caratteristiche, che, unito ad altri suoni, fa nascere la musica vera e propria.
La musica non viene ascoltata solo da un certo tipo di pubblico, ma è universale; infatti, ognuno di noi, quotidianamente, è a contatto con suoni, rumori, e non manca la musica vera e propria: dai clacson delle auto all’ascolto della radio nei supermercati e, come sottofondo, anche da fisioterapisti, dentisti, insomma ovunque ci si trovi, c’è sempre una fonte sonora che ci accompagna nel corso delle nostre giornate.

In modo particolare, la musica ha un effetto benefico nel bambino fin da piccolissimo, o meglio, da quando è nel grembo materno; gli effetti positivi che comporta l’ascolto musicale, prima nel feto e poi successivamente, si trovano a livello percettivo, affettivo, motivazionale, creativo e, più di tutti, comunicativo.
Rumori e suoni sono parte inscindibile dell’infante già dalle prime settimane di gestazione e, per il resto della vita, saranno fonte di emozioni, cura per l’anima e per il corpo, nutrimento per il cervello.

Infatti, dalle ultime ricerche effettuate in campo scientifico, anche in gravidanza la musicoterapia è vista come tecnica di prevenzione: il nucleo degli interventi effettuati prima e durante la gravidanza, in un sistema che nasce grazie ad un nuovo modo di concepire il concetto di salute e dello star bene.
L’itinerario musicoterapico si pone completamente nella prevenzione del disagio comunicativo e relazionale; in effetti, grazie ad un punto importante della musicoterapia attiva, il corpo è il primo strumento a disposizione della donna che i percorsi di musicoterapia aiutano a percepire quale mezzo privilegiato di comunicazione con il bambino.


“Il ritmo e la musica, grazie al loro carattere sentimentale, sono particolarmente atti a penetrare nell’anima e a commuoverla; allo stesso tempo, mitigano l’elemento irascibile presente nell’anima.”
Platone, La Repubblica


 

Da quanto è stato finora evidenziato, la musica, o meglio, la musicoterapia, è stata al centro di molte ricerche indirizzate allo sviluppo positivo del livello cognitivo, che molti ricercatori hanno confermato già presenti nel nascituro, perché sviluppati durante la fase gestazionale.

Negli anni ci sono state molte scoperte che riguardano il suono e i suoi effetti; infatti, qualche anno fa alcuni ricercatori si dissero convinti di aver scoperto quello che poi è stato definito l’effetto Mozart: subito dopo aver ascoltato una sonata del compositore, alcune persone sembravano in grado di svolgere meglio certi compiti cognitivi. Anche se oggi la maggior parte dei ricercatori è abbastanza scettica sull’esistenza di una specifica funzione della musica di Mozart, nel frattempo è diventata talmente famosa che i CD del compositore hanno fatto la loro apparizione anche nei corsi pre-parto, sperando di sviluppare l’intelligenza dei nascituri.

In qualche modo già si intravede, in questi esempi, la funzione di quella che chiamiamo musicoterapia. Il termine, in sé, potrebbe confondere la persona comune, in quanto letteralmente assume un unico significato, appare come una terapia che cura solo delle patologie particolari, e invece esiste un ulteriore utilizzo di tale tecnica: la prevenzione del disagio nella scuola dell’infanzia.

Dott.ssa Giusy Negro
Dottore in filosofia, docente di musica, musicoterapeuta e psicopedagogista clinica, docente del Campus Laboratori Borri
negro.giusy@libero.it

Giusy Negro

Laureata in Filosofia, Diplomata in Pianoforte presso il Conservatorio di Lecce, Master in Operatore Psicopedagogico, Master in Musicoterapia, Master in "Comunicazione e relazione didattico educativa con l'adolescente", Master in "Innovazione Didattico Educativa dell'insegnamento disciplinare: Filosofia, Storia", Master in "Perito Psicopedagogico", Master in "Criminologia, Autrice di Pubblicazioni e libri, Docente specialista di lingua Inglese e di Educazione Musicale.

    Giusy Negro ha 20 articoli e più. Guarda tutti gli articoli di Giusy Negro

    Avatar
    EnglishItalian