Cause ed effetti di un comportamento alimentare improprio

comportamenti alimentari

Causa molto diffusa di un comportamento alimentare errato è lo stile di vita odierno, spesso frenetico e stressante.
È noto infatti che assumere cibo velocemente, fuori casa, senza una certa regolarità, può provocare disbiosi e dispepsie, sindromi che sempre più frequentemente affliggono gran parte della popolazione.
Il modo in cui si assume il cibo (unica fonte di energia e prima causa di buona o cattiva salute), influisce molto su tutti i processi digestivi.
Partiamo ad esempio dalla masticazione, è in bocca che inizia la digestione di alcuni macroelementi grazie alla ptialina che comincia a scindere ad esempio gli zuccheri (la digestione è quell’insieme di processi che portano all’assorbimento dei principi attivi, che avviene nel tenue, previa scissione di questi principi a carico di enzimi ed altri fattori), masticare in fretta porta a uno sminuzzamento sommario del cibo e quindi diminuisce la superficie di contatto del bolo con succhi gastrici e quant’altro.
Anche la cottura, la conservazione e la temperature degli alimenti determina o meno problematiche digestive o perdita di principi attivi, per esempio le verdure andrebbero cotte al vapore o consumate crude per usufruire a pieno di vitamine e minerali.

Un tempo si dedicava molta importanza al momento dei pasti, oggi invece si mangia di fretta, si consumano cibi freddi, si mastica sommariamente, non vi è un regime alimentare regolare.
Si abusa di molti alimenti, ad esempio della carne, il fabbisogno giornaliero di proteine animali si aggira intorno a 0,9 g/kg, è evidente che nell’alimentazione odierna se ne fa un uso eccessivo.
Inoltre il nostro apparato gastrointestinale non è del tutto adatto alla digestione della carne, non abbiamo ad esempio un’acidità gastrica in grado di digerirla.
Chi consuma troppa carne è soggetto a disbiosi, va in contro a una modificazione della bioflora intestinale, incrementando i batteri putrefattivi (clostridi coliformi) che si trovano a competere con i lattobacilli ed i bifidobatteri.
Non si deve sottovalutare affatto la salute della bioflora intestinale utile in quanto determina la nostra salute sotto molti aspetti, uno squilibrio eubiotico può dare diversi sintomi, dal mal di testa alla stipsi.

Il sovrappeso è un’altra nota dolente, può essere causato da squilibri endocrini ma anche e soprattutto da una cattiva alimentazione e cattive abitudini alimentari come lo spiluccamento continuo o le grandi abbuffate.
Il sovrappeso mette a rischio la circolazione, espone a problemi cardiaci, provoca spesso disbiosi, se dovuto a una dieta ricca di cibi raffinati comporta micosi di vario tipo, per non parlare del sovraccarico epatico e dello stress che deve sopportare il pancreas (il sovrappeso può infatti provocare diabete)

Altro aspetto da tenere sotto controllo è il consumo di fibre.
Le fibre possono essere solubili o insolubili, entrambe sono importanti per la salute umana, le prime si legano all’acqua e formano un gel che aumenta la vischiosità del contenuto gastrointestinale, le fibre insolubili (cellulosa) stimolano la peristalsi dell’intestino, riducono l’assorbimento di grassi e sostanze tossiche.
Tutti i tipi di fibra limitano l’assorbimento di colesterolo. Inoltre influiscono sui tempi di svuotamento gastrico.

I legumi sono un alimento ottimo, caduto purtroppo in disuso, abbinati a un alimenti glucidico tipo la pasta costituiscono il piatto unico per eccellenza; inoltre le leguminose sono piante estrogeniche.
La meccanizzazione agricola e la monocoltura hanno determinato una diminuzione delle cultivar utilizzate, ci troviamo quindi ad acquistare ortaggi e frutti sempre uguali, belli da vedere ma “sterili”, consumiamo costantemente le stesse poche varietà che l’industrializzazione agricola ci impone.
Ciò vuol dire che sulle nostre tavole arrivano cibi selezionati e coltivati in serra tutto l’anno senza tener conto del naturale ciclo stagionale.
I principi attivi di cui necessitiamo per vivere sono proteine, lipidi e glucidi, tutti hanno grande importanza nutrizionale, la proporzione considerata da molti ottimale è 1:2:4.

I glucidi sono la maggiore fonte di energia, le proteine hanno funzione plastica e di trasporto ormonale, i lipidi interferiscono con le funzioni di membrana e biosintesi dei mediatori.
Sono da considerare scorrette quelle diete che aboliscono il consumo di glucidi e grassi, le cosiddette diete iperproteiche.
Il consumo esagerato di proteine provoca l’eccessiva  produzione di corpi chetonici che vanno ad accumularsi nel sangue.

La carne andrebbe consumata al massimo a giorni alterni e sarebbe opportuno consumare più pesce anziché carne. I grassi insaturi del pesce (omega 3) si trovano nella fazione fosfolipidica protetti da antiossidanti naturali.
Gli omega 3 favoriscono la sintesi degli eicosanoidi buoni della serie dispari, che contrastano gli effetti negativi degli eicosanoidi della serie pari(vasocostrizione, aggregazione piastrinica,infiammazione).

In ultimo ma non per importanza, vi è l’inquinamento ambientale e le nuove tecniche di coltivazione, tra le quali l’introduzione di concimi chimici, agro farmaci e pesticidi, che permettono di aumentare la produzione, ma allo stesso tempo apportano metalli pesanti ed altre sostanze tossiche all’organismo umano.
I disciplinari agricoli impongono un certo limite nell’impiego di prodotti chimici, ma questo limite è molto approssimativo; a questo si deve aggiungere l’ignoranza del produttore che abusa di tali sostanze e non pensa al grave danno ambientale che provoca.
Inoltre è usuale ormai raccogliere anticipatamente i frutti e farli maturare in celle apposite, determinando una diminuzione di Sali minerali, vitamine ecc… per tali ed altri motivi è bene prediligere ortaggi e frutta provenienti da agricoltura biologica, per non parlare di latticini e carni.
Negli allevamenti intensivi gli animali vengono alimentati in continuazione con razioni alimentari uni-feed ovvero pastoni unici composti da foraggio più altri mangimi concentrati, spesso addizionati di antibiotici e sostanze che favoriscono in maniera non del tutto naturale lo sviluppo della massa corporea dell’animale.

Il cibo è il caposaldo della salute umana, non dobbiamo trascurare  la nostra alimentazione; dare importanza alla provenienza del cibo che arriva sulle nostre tavole è segno di responsabilità verso noi stessi e verso l’ambiente.

Arianna Gallese
Erborista, Perito Agrario, Esperta in Alimentazione Naturale ed Intolleranze Alimentari
ariannagallese@live.com

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