Uno sguardo al Regno vegetale: le piante come fonte essenziale della vita del Pianeta

Nella narrazione corrente gli attributi che riserviamo al mondo vegetale si limitano – nella migliore delle ipotesi – a ricordarne l’importanza nel generare ossigeno nell’atmosfera in quantità sufficiente a garantire il mantenimento della vita nel nostro Pianeta.

Una lettura un po’ più accurata delle funzioni svolte dalle piante nei cicli di trasformazione delle sostanze organiche ed inorganiche che – a miriadi – avvengono quotidianamente sia nell’ambiente che ci circonda sia all’ interno di ogni sistema vivente, ci mostra una realtà molto più complessa e ricca di funzionalità particolari e assolutamente non trascurabili nel mantenere l’equilibrio del sistema ecologico nel suo complesso.

In estrema sintesi potremmo affermare che la maggior parte dell’energia necessaria a permettere a molti di noi, anche se non a tutti, di avere più che accettabili standard di vita, proviene dal mondo vegetale. E’ infatti grazie alla sua capacità di fissare nel sottosuolo l’energia solare, attraverso la fotosintesi, che possiamo disporre degli enormi depositi di combustibili fossili, a tutt’oggi le maggiori riserve di energia di cui possiamo disporre.

Ed è superfluo osservare che anche se il nostro corpo funziona attraverso la sua capacità di trasformazione dell’energia è indubbio che senza la fonte primaria la vita non potrebbe aver luogo….

Ma si sa, l’uomo, come specie, non è molto riconoscente con la natura della quale pensa di poter di poter utilizzare gli elementi a suo uso e piacimento: ne è la prova la continua distruzione che opera nei confronti del regno vegetale con strategie sempre più aggressive, a dimostrazione del fatto che la nostra cultura – da sempre – ha relegato le piante all’ultimo posto nella scala evolutiva delle specie viventi. Ma la guerra contro il mondo vegetale solo in apparenza ha l’uomo come vincitore indiscusso, infatti, a dispetto di quello che appare, ancora oggi le piante costituiscono oltre il 99% per cento della massa biologica della nostra Terra!

Non trascurabile, anche se limitato solo ad alcune specie, è l’utilizzo delle piante per l’alimentazione degli uomini e degli animali per molti dei quali resta l’unica fonte di nutrimento. Contrariamente a quanto si possa pensare le varietà edibili per l’uomo sono molto limitate rispetto alle oltre 60.000 specie vegetali ancora presenti sul nostro pianeta.

Se poi ci limitiamo a considerare quelle da cui traiamo la maggior parte delle calorie queste sono sostanzialmente sei: la patata, il mais, il riso, il grano, la canna da zucchero e la soia.

Molto meno noto, a sostegno della tesi che ci annovera come essere particolarmente ingrati verso la natura, è il contributo che diverse piante forniscono al disinquinamento del terreno delle acque che lo irrorano. Un esempio particolarmente illuminante in questo senso viene dalla capacità che hanno molti vegetali di trasformare il tricloro etilene, uno dei più tossici composti inquinanti di cui si serve da decenni l’industria della plastica, in sostanze assolutamente innocue e addirittura utili e riciclabili come l’acqua, l’anidride carbonica e il cloro allo stato gassoso.

A livello più profondo la simbiosi che la natura ha creato tra uomo e piante si mantiene però intatta: basi pensare che la semplice visione di un giardino o di aiuole ben curate dalle finestre delle stanze degli ospedali e delle case di cura permette ai pazienti una più celere ripresa dalle malattie. La semplice vista di alberi fiori e piante è in grado di migliorare i nostri parametri fisiologici di base come testimoniano numerosi studi: il meccanismo non è ancora noto ma questo non toglie nulla alla validità dei risultati.

E, passando al campo della poco nota ricerca sulle analogie e somiglianze tra uomo e specie vegetali, va annoverato l’effetto terapeutico che la musica, analogamente a quanto avviene sul nostro sistema biologico-percettivo all’ascolto di particolari vibrazioni musicali, produce sulla loro capacità di crescita e di produrre, ove la loro natura lo prevede, agendo come un vero e proprio fertilizzante “naturale”, maggiori quantità di frutti.

Una affascinante ipotesi per spiegare questo processo che aiuta la guarigione delle persone, si basa sulla modifica che le vibrazioni coerenti della musica opererebbero , migliorandone l’efficienza, sulle strutture dissipative che ci permettono di trasformare l’energia dell’ambiente nei processi biologici che ci assicurano la vita.

Se questa ipotesi fosse verificata ne potremmo dedurre che alla base della vita delle piante sussistono gli stessi processi elementari che operano in noi.

E, considerando che stiamo scrivendo per una Scuola di Naturopatia, certo non possiamo tralasciare il ruolo che – da tempo immemorabile – le piante e, in particolare, le erbe hanno svolto e svolgono in medicina. Un ruolo che oggi è appannato grazie alla produzione in laboratorio di molti principi attivi, facendoci dimenticare che se i nostri avi non avessero scoperto, studiato e sperimentato con cura le erbe che li contengono, di questi principi attivi ne avremmo ancora oggi ignorato l’esistenza e dunque la farmacopea attuale ne sarebbe priva……

Per concludere, parafrasando il titolo dell’ultimo libro dell’attento studioso e profondo conoscitore delle proprietà delle erbe, nonché Direttore didattico della scuola, Dr. Claudio Biagi[1], possiamo affermare “Vegetale sarai tu!” , invitando ognuno di noi ad una maggiore considerazione di quel Mondo a cui tanto dobbiamo e senza il quale non potremmo vivere[2].

Luciano D’Abramo


[1] Si veda il bel libro “Erbaccia sarai tu!” di Laura Scalabrini e Claudio Biagi, edizioni” Libreria Editrice Fiorentina-2020

[2] Per approfondimenti sulle proprietà delle piante si interagire con l’habitat in cui vivono  si veda il libro di S. Mancuso e A. Viola “Verde brillante”- Giunti editore-Firenze-seconda edizione marzo 2015

Luciano D'Abramo

Laureato in Fisica con lode all’ Università “La Sapienza” di Roma nel 1974, ha svolto per molti anni la sua attività professionale nell’ambito della progettazione e realizzazione di grandi Sistemi Informativi, principalmente per Enti pubblici quali la Ragioneria Generale dello Stato ed il Ministero dei Beni Culturali. Particolarmente interessato, sin dall’età giovanile, alla ricerca di una possibile sintesi tra le varie discipline scientifiche, oggi ancora troppo frammentate, ha pubblicato nel 1998 il libro “Fisica e Psiche”, trovando possibili collegamenti ed analogie tra le relazioni interpersonali e le leggi della fisica. Dal 2002 svolge interamente la sua attività professionale alla progettazione ed alla erogazione di corsi presso scuole ed istituti superiori ed universitari su materie scientifiche. Fa parte, sin dalla sua costituzione del corpo docenti e del Comitato Scientifico della Scuola di Naturopatia Borri ora Campus FRAMENS, per la quale svolge seminari e corsi di Biofisica, con particolare riferimento ad argomenti di ricerca di frontiera sulle leggi e le teorie della Fisica applicate ai sistemi viventi, riconducibili alle tecniche ed alle metodiche della medicina naturale.

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