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Disbiosi e Probiotici

La nostra giornata, fin dal mattino, è scandita da una lunga serie di appuntamenti e doveri che ci accompagnano nevroticamente fino a sera, togliendoci ultimamente anche la pausa del mezzogiorno: come affermano recenti studi sociologici “il pranzo seduto è ormai scomparso dalle abitudini della vita odierna, sostituito, e non sempre, da un fugace panino in piedi.”
Come sottolineava il celebre psicoanalista Hillman: “..il nostro modo di vivere e di pensare è ossessivo. Ognuno di noi è soggetto alla tirannia di una vita che va di fretta, una vita in accelerazione spietata”.
Ecco gli oggetti che ci circondano quotidianamente: microonde, computer, telecomando, vari strumenti della comunicazione, cellulari, fax, posta elettronica.
Persino l’armadietto dei medicinali è impegnato in una lotta spietata alla lentezza.
La parola d’ordine di ogni messaggio è “il prima possibile”.
Fast food, fast track, fast forward, cibo veloce, strada veloce, avanti tutta!…
Ecco qui l’essenza della nostra epoca e del suo modello maniacale: come disse A. Huxley all’inizio del Novecento, “noi moderni non abbiamo inventato nessun nuovo peccato capitale oltre ai sette peccati capitali dei tempi antichi, se non la fretta.”
In queste condizioni di stress è facile incorrere in un disturbo che limita fortemente lo stato di forma fisico e psichico di ciascuno, incidendo sull’espressione della propria età biologica (quella “reale”): la disbiosi intestinale, viene favorita da un’alimentazione poco equilibrata, dalla mancanza di attività fisica, dall’utilizzo di taluni farmaci (antibiotici, lassativi, anticoncezionali).

Sintomi
In pratica la flora batterica intestinale può alterarsi e provocare appunto la disbiosi intestinale, una vera e propria malattia, caratterizzata da alcuni sintomi ben definiti:
– Cattiva digestione
– Gonfiore
– Stitichezza alternata a diarrea
– Stanchezza mattutina
– Disturbi del sonno
– Candidosi vaginale
– Infezioni del cavo orale
– Aerofagia ed eruttazioni fastidiose
– Intolleranze alimentari
Tra le cause troviamo una dieta poco equilibrata, sia sotto il profilo qualitativo sia sotto l’aspetto della distribuzione dei pasti nel corso della giornata e delle modalità di assunzione, spesso eccessivamente rapida, è dannosa per l’intestino ed impedisce all’organismo di ottenere il giusto apporto calorico e nutritivo.
L’alimentazione scorretta risulta poi spesso associata ad uno stile di vita irregolare, che altera il ritmo sonno-veglia, con inevitabili ripercussioni negative sulla funzionalità intestinale.
Un’ulteriore causa è costituita dall’assunzione di farmaci quali antibiotici, antinfiammatori, antinfluenzali, antidepressivi, anticoncezionali e ansiolitici che non solo accentuano l’espressione sintomatologica della disbiosi intestinale, ma ne sono anche la fonte, a causa del danneggiamento dagli stessi indotto sulla flora batterica.
Quest’ultima può inoltre risultare danneggiata anche dall’azione locale dei metalli pesanti, quali l’alluminio, il mercurio, il piombo, che possono giungere nell’intestino attraverso la catena alimentare.
L’alterazione dell’equilibrio qualitativo e quantitativo della flora batterica intestinale può rappresentare un cofattore importante nella manifestazione della stipsi e del cosiddetto colon irritabile (dato dall’alternarsi di periodi di stipsi a periodi colitici): alterazione dell’alvo, meteorismo (cioè gonfiori di pancia e senso di pesantezza), dolori addominali, cattiva digestione (dispepsia), alito cattivo, sfoghi cutanei.
Inoltre le conseguenze di carattere sistemico della disbiosi sono molteplici e assai importanti: diminuzione dell’attività immunitaria, dismetabolismi (aumento di colesterolo e trigliceridi, della glicemia e dell’uricemia), predisposizione alle infezioni, perdita di energia, cistiti ricorrenti, manifestazioni allergiche, aumento delle affezioni del cavo orale (tonsilliti, faringiti, tracheiti, bronchiti), difficoltà a perdere peso e perdita di capelli.
Pertanto la disbiosi intestinale è inquadrabile come una vera e propria condizione di malattia, invalidante la qualità di vita del soggetto che ne risulta affetto. Consiste in una specie di condizione di alterata ecologia della microflora che può sussistere a livello del cavo orale, del tratto gastroenterico e vaginale.
Le forme principali si possono distinguere in cinque tipi di disbiosi:
1. Disbiosi carenziale, conseguente ad un deficit di flora batterica intestinale, per lo più favorito da un’alimentazione povera di fibre solubili e/o ricca in alimenti precedentemente sottoposti a processi di sterilizzazione oppure conseguente a trattamenti con antibiotici.
2. Disbiosi putrefattiva, favorita da una dieta eccessivamente ricca in grassi e carni, povera in fibre; alcuni studi la collegano anche ai meccanismi patogenetici (cioè causali) di alcune forme tumorali, quali il cancro del colon e della mammella.
Causata da eccesso assoluto o relativo di grassi, carne e povera di fibre.
Si trovano feci poltacee, borborigmi, gonfiore addominale.
Provoca un’alterata concentrazione di estrogeni plasmatici ed aumento del Ph  per innalzamento dell’ammonio fecale.
I sintomi sono stipsi con feci chiare, dolori periombelicali, borborigmi, lingua con patina biancastra.
Occorre correggere con riduzione di grassi e carne dalla dieta ed aumentare le fibre.
3. Disbiosi fermentativa, caratterizzata da una condizione di relativa intolleranza ai carboidrati, favorita da un’accentuata fermentazione batterica. Quest’ultima a sua volta indotta da una sovracrescita batterica a livello del piccolo intestino, dove sono più ricchi i substrati fermentabili. È sostenuta da deficit enzimatico con quadro di maldigestione.
Sintomi più tipici: gonfiore di pancia, flatulenza, diarrea alternata a stitichezza, sensazione di malessere.
4. Disbiosi da sensibilizzazione, causata da una risposta immune anomala a componenti della microflora batterica intestinale fisiologica, spesso legata ad un deficit di immunoglobuline (IgA) e/o ad una condizione di barriera immunitaria insufficiente.
5. Disbiosi da funghi (Candida intestinale e lieviti in eccesso), legata alla sovracrescita di saccaromiceti (funghi) o della Candida, favorita da una dieta ricca in zuccheri e povera in fibre.
Sintomi prevalenti: diarrea o più di rado stipsi, prurito anale, astenia, talvolta sfoghi orticarioidi, allergia ad antibiotici, cistiti ricorrenti abatteriche, funghi in altre sedi corporee (soprattutto a livello genitale) e associata spesso a specifiche intolleranze alimentari: lieviti, frumento, latte e derivati, birra.

Oggigiorno, senza necessariamente effettuare costosi test di intolleranza alimentare, è possibile diagnosticare la disbiosi intestinale attraverso un semplice test sulle urine, che consente di evidenziare l’eccesso o l’assenza di metaboliti derivati dalle attività metaboliche intestinali. Il disbiosi test rileva la presenza nelle urine di due metaboliti del triptofano: l’indolo e lo scatolo. Il test è effettuabile  negli studi specializzati in medicina funzionale. In pratica questo test permette di individuare l’entità qualitativa e quantitativa del dismicrobismo in atto e di monitorare nel tempo l’efficacia della terapia impostata: una sorta di check-up della corretta capacità funzionale del nostro apparato gastroenterico, con la possibilità poi di vedere impostate terapie assolutamente fisiologiche e naturali, in grado di ripristinarne la corretta funzionalità.
Spesso viene effettuato di routine nell’ambito del più vasto check up anti-aging, finalizzato a valutare e monitorare l’età biologica del proprio organismo, spesso così distante da quella meramente anagrafica. Il tutto finalizzato al mantenimento e/o al recupero di un ottimale stato di forma fisica e mentale, cardine di ogni approccio volto a invecchiare bene e in salute.
Il colon è importante principalmente per due funzioni: il riassorbimento dell’acqua e la regolazione della flora batterica intestinale.
Nell’intestino sono presenti circa 2000 mq di microvilli.
In 1 cm di intestino ci sono circa 10 alla 12 batteri. Per cui abbiamo 20.000.000 cq per 10 alla 12.
La flora batterica intestinale è importante per l’omeostasi dell’organismo, nel canale intestinale vivono circa 100 trilioni di batteri viventi, classificabili in oltre 400 specie diverse, il 95% dei quali è anaerobico.
Nel tratto finale dell’intestino sono presenti circa 400 tipi differenti di microrganismi che vivono in SIMBIOSI con l’organismo umano.
I batteri si classificano in tre tipi:
– SAPROFITI che convivono aiutando il nostro organismo, proteggendolo e producendo sostanze utili. Le specie più conosciute sono i Lattobacilli, i Bifidobatteri e gli Eubatteri.
– NEUTRALI che non danneggiano né aiutano l’organismo, ma la crescita deve rimanere nei valori fisiologici. Sono l’ Escherichia coli e lo Streptococco.
– DANNOSI associati a disbiosi e malattie. Le specie sono il Clostridium, Salmonella, Proteus, ecc. Ogni volta che si instaurano delle condizioni favorevoli per la loro crescita si ha una invasione di tossine (ammoniaca, amine, nitrosammine, fenoli ecc..) da loro prodotte nell’organismo ed immesse nella via sistemica, che possono anche non avere un effetto immediato sull’organismo ma sono coinvolte nei processi di invecchiamento, nell’aumento di rischio di cancro e di altre patologie degenerative.
La parete intestinale ha una funzione di protezione e di filtro delle sostanze che arrivano all’intestino e devono essere assorbite dopo essere state riconosciute come “self”.
Quando siamo in presenza di un’ infiammazione o di un’ alterazione della mucosa, la parete tende a perdere la sua efficacia lasciando penetrare un gran numero di tossine che vengono immesse nel circolo e portate agli organi emuntori, fegato principalmente, per essere eliminate, causando un sovraccarico ai vari organi.
Un’irritazione cronica della mucosa conduce quasi sempre a situazioni di cattiva digestione o di malassorbimento di nutrienti fondamentali. Il passaggio di tossine determina un sovraccarico pericoloso dei sistemi organici di disintossicazione.
Il passaggio di sostanze non completamente digerite favorisce lo sviluppo delle intolleranze, il passaggio di agenti patogeni è spesso legato a patologie autoimmuni, in quanto le sostanze fondamentali modificate, non vengono riconosciute dal sistema immunitario e quindi attaccate.
La DISBIOSI è la compromissione della flora batterica intestinale dovuta a varie cause come disturbi della peristalsi, interventi chirurgici, malattie renali ed epatiche, medicinali, stress, dieta inadeguata, ecc…
L’EUBIOSI è lo stato di benessere dell’intestino che può essere ripristinato grazie all’assunzione di preparati batterici probiotici e di una dieta adeguata.
Per EUBIOSI intestinale si intende la presenza di una corretta flora batterica saprofita nell’intestino.
Per ripristinare la flora batterica in modo parziale sono indispensabili almeno 3 settimane di terapia eubiotica supplementare in associazione all’alimentazione.

Per ripristinare l’eubiosi occorre:
1.Ripristino metabolico. Regolare le funzioni digestive. Condizionare la flora intestinale con prebiotici.
2.Condizionare e nutrire la flora intestinale con pre e probiotici ( fermenti lattici). Promuovere la respirazione ed il ricambio cellulare.
Il termine probiotico deriva dal greco “pro-bios” e significa “a favore della vita”. Si contrappone all’anti-biotico che significa “contro la vita”, intendendo quella dei batteri.
Il probiotico è utilizzato per arricchire la microflora batterica intestinale ed è in grado di ridurre e prevenire le infezioni da germi patogeni, grazie anche alla sua capacità di riequilibrare la flora batterica intestinale e di conseguenza tutto l’ambiente aumentando la funzionalità del sistema immunitario associato alla mucosa intestinale.
Durante una vita media, circa 60 tonnellate di cibo attraversano il tubo digerente interferendo con 500 differenti specie batteriche che si trovano nell’interno.
La microflora intestinale costituisce un vero e proprio organo aggiuntivo.
La salute di questo organo è spesso in pericolo e può essere sottoposta ad alterazioni e malattie. La possibilità di mantenere in equilibrio la popolazione batterica intestinale, ed in questo modo di ridurre i batteri patogeni, fu suggerita da E. Metchnikoff ai primi del ‘900.
La mucosa gastrointestinale costituisce in realtà, dopo quella respiratoria, la più grande superficie del nostro organismo, raggiungendo una dimensione di 250-400m2.
È un importante organo di difesa, disposta come barriera nei confronti di antigeni che arrivano a contattarla o ad attraversarla. L’arma di difesa principale di tale barriera è il tessuto linfatico associato, il MALT, importante per la capacità immunologica dell’individuo. Batteri patogeni o loro prodotti, possono dare luogo a numerosi processi infiammatori se le difese della mucosa non sono sufficienti.
I primi studi risalgono al XIX secolo.
Fu H. Tissier, nel 1899, a studiare i potenziali effetti benefici dei bifidobatteri e nel 1906 la società “ Le Fermente” iniziò a commercializzare un latte fermentato “Lactobacilline”.
Per probiotico si intende un microrganismo vivente che esercita un effetto positivo sulla salute dell’ospite con il risultato di rafforzare l’ecosistema intestinale.
Si introduce quindi il concetto di vitalità del probiotico.
La letteratura scientifica riporta sempre un maggiore numero di ceppi di microrganismi considerati probiotici, mentre più ristretto è il numero di quei ceppi studiati ed utilizzati.
Occorre ricordare che la maggior parte dei ceppi batterici con una dimostrata efficacia e sicurezza d’uso appartiene al genere Lactobacillus e Bifidobacterium.
I Lattobacilli non sono presenti solo nel tratto gastrointestinale, ma anche in quello respiratorio e sulla pelle, e costituiscono per il nostro corpo una delle prime barriere difensive sia contro gli agenti patogeni esterni, sia nei confronti degli altri organismi presenti nella microflora intestinale e nei confronti dei quali svolgono una fondamentale funzione di equilibrio e di controllo.
I Lattobacilli, oltre ad agire sulla flora batterica intestinale ed a migliorare le funzionalità dell’apparato gastrointestinale, intervengono nel metabolismo delle vitamine del gruppo B, modulando l’assorbimento del colesterolo ed eliminando o inattivando sostanze chimiche che possono trasformarsi.
Molti dei benefici dei Bifidobatteri sono simili a quelli dei Lattobacilli, ma riportati per l’intestino Crasso.
Con l’introduzione dei probiotici si ottiene la prevenzione della colonizzazione dell’intestino da parte di batteri patogeni ostili e di lieviti, il miglioramento della funzionalità epatica ed intestinale, la sintesi di vitamine del gruppo B e la produzione di acido acetico e di acido lattico che permettono l’abbassamento del PH, aumentando l’acidità dell’intestino, e rendendo così la regione inospitale per altri batteri potenzialmente dannosi. Inoltre inibiscono i batteri che possono trasformare i nitrati in nitriti potenzialmente pericolosi per l’organismo.
Le indicazioni all’utilizzo di un ceppo probiotico nell’uomo devono:
– Essere di origine umana
– Essere resistenti all’acido cloridrico ed alla bile.
– Aderire alle cellule intestinali umane.
– Colonizzare il tubo digerente umano.
– Produrre sostanze antimicrobiche, come le batteriocine, acido lattico, acido acetico, H2O2, proteasi.
– Essere sicuri per l’utilizzo clinico e nutrizionale.
– Avere effetti documentati sulla salute.
– Essere stabili durante i processi di preparazione e di immagazzinamento del prodotto.
Nel 2001 e 2002 la FAO/WHO ha pubblicato le linee guida per la valutazione dei prebiotici.
– Devono essere presenti come cellule vive, in elevata quantità prima di essere ingeriti.
– Devono possedere un buon grado di stabilità ed essere in grado di restare vivi per tutta la vita del prodotto commerciale.
– Dopo essere stati ingeriti devono superare l’acidità dell’ambiente gastrico.
– Devono giungere vivi nell’intestino e con carica elevata tale da colonizzare la flora batterica intestinale.
– Devono produrre effetti benefici alla salute dell’ospite.
Nel tratto gastrointestinale sono presenti dalla nascita, fisiologicamente circa 400 specie diverse di microrganismi attivi.
La distribuzione di questi non è omogenea lungo tutto l’apparato.
Nello stomaco il loro numero non è molto elevato per il basso PH.
L’intestino tenue ne contiene circa 10milioni per grammo fino ad arrivare ai valori di 100-1000 miliardi per grammo nell’intestino crasso.
Di questi batteri il 95% sono anaerobi, quali Lattobacilli, Bifidobatteri, Batteroidi, Enterococchi, ed il restante 5% sono aerobi, quali Clostridi, Lieviti, Proteus, Stafilococco.
L’omeostasi della flora batterica saprofita è necessaria per il funzionamento dell’intestino e per il corretto funzionamento dell’apparato immunitario.
La superficie della mucosa intestinale è un’enorme area di scambio con l’ambiente esterno. Un sistema immunitario locale sviluppato e ben funzionate è indispensabile per la difesa dell’organismo.
La peculiarità del sistema linfoide delle mucose è rappresentato dalla produzione delle Ig-A secretive, anticorpi umorali antigene-specifici presenti nelle secrezioni esterne. Contrariamente alle Ig-G, le principali immunoglobuline sistemiche, le Ig-A non promuovono l’infiammazione.
Nel corso della vita la flora batterica intestinale e non, si può modificare in seguito a vari fattori. Periodi di elevato stress psicofisico, alterazioni del sistema immunitario, presenza di un campo di disturbo alimentare, cattive abitudini alimentari, patologie del tratto gastrointestinale quali gastrite, ulcera, malassorbimento, ecc.
In caso di disbiosi in cui si ha un’alterazione della flora batterica con prevalenza di funghi o di altri microrganismi, e/o problemi associati, quali alterazione della permeabilità intestinale, stati infiammatori, infezioni batteriche, allergie, ecc.) occorre utilizzare i probiotici per un periodo sufficiente a vincere la resistenza delle colonie batteriche installatesi nell’ambiente intestinale.
La supplezione di probiotici è diventata importantissima per prevenire l’insorgenza di malattie intestinali, per superare la disbiosi intestinale e rafforzare le difese naturali del nostro organismo.
I meccanismi attraverso cui i probiotici agirebbero sono prevalentemente legati all’adesione alla barriera della mucosa intestinale, composta dal muco prodotto dalle “globet cells”, che si stratifica sopra alle membrane dei microvilli e che insieme alle proteine delle giunzioni strette, costituisce un sistema di difesa che impedisce ai batteri patogeni, che arrivano con il movimento dei fluidi nel lume intestinale, di aderire alle cellule mucose. È accertato che prevengono il contatto tra il patogeno e i recettori cellulari dell’ospite, bloccando il processo infettivo prima che abbia inizio.
Il sistema immunitario della mucosa è un compartimento del sistema immunitario generale che funziona in maniera abbastanza indipendente.
A tutt’oggi i meccanismi d’azione responsabili degli effetti benefici non sono noti, ma numerosi sono i vantaggi certi per il corpo umano.
– Rigenerano la flora batterica intestinale rendendo l’ambiente adatto per i normali processi fisiologici.
– Migliorano i processi digestivi. Il Lattobacillus acidophilus migliora la digestione del lattosio, riduce la dispepsia, previene la formazione della flautolenza e del gonfiore post-prandiale.
– Aiutano in caso di alterazione dell’alvo. L’uso di probiotici è ormai consolidato nelle infezioni pediatriche da rotavirus per ridurre il periodo d’infezione e l’alvo diarroico. È stato dimostrato l’utilità della somministrazione di L. reuteri nella riduzione dell’incidenza delle diarree, nei soggetti immunodepressi, che per assunzione di antibiotici o antimicotici, presentano alterazione della flora microbica intestinale.
– Prevengono la colonizzazione di germi patogeni come avviene nelle malattie infiammatorie intestinali. Somministrazioni continuative di probiotici modificano la microflora intestinale e rinforzano la funzione di barriera della mucosa intestinale.
– Producono sostanze antimicrobiche ed antibiotiche naturali. Infatti si è dimostrato che la supplezione orale di batteri quali Acidophilus e Bifidum, svolge un ruolo importante si nella prevenzione che nella cura di vaginiti ed infezioni urinarie. Inoltre è stato riconosciuto che probiotici come Acidophilus DDS-1 antagonizzano la crescita di Staphilococcus aureus, Salmonella typhimurium, Clostridium perfrigens.
– Riducono l’incidenza della topia nei nati da madri che hanno assunto probiotici durante la gravidanza. È stata osservata una sostanziale differenza tra la flora batterica dei bambini allergici ( prevalenza di clostridi) da quella di bambini non allergici ( prevalenza di bifidi). Per cui numerose sono le evidenze che suggeriscono l’importanza di una supplezione giornaliera a lungo termine di probiotici, sia durante la vita fetale che dopo, agendo come modulatori del sistema immunitario in senso anti-atopico.
– Favoriscono l’assimilazione di Calcio ed altri minerali.
– Stimolano la sintesi di vitamine endogene.
– Promuovono la produzione di enzimi come lattasi.
– Rinforzano il sistema immunitario e migliorano la sua funzione difensiva.
– Normalizzano la permeabilità della mucosa intestinale.
– Modulano l’assorbimento di colesterolo. In numerosi studi scientifici vengono riportati riduzione dei livelli plasmatici di colesterolo di origine alimentare mediante azione diretta dei probiotici.
– Numerosi studi scientifici riportano dati che necessitano ancora di conferme per quanto riguarda il collegamento tra probiotici ed infezione da helicobacter pilori.
Secondo uno studio multicentrico è stata valutata l’efficacia di un’ integrazione di probiotici in pazienti affetti da ipercolesterolemia lieve e moderata associata a discomfort intestinale. I risultati sono stati positivi con miglioramento delle microinfiammazioni, del peso corporeo, circonferenza vita, colesterolo totale e trigliceridi dopo un periodo di almeno 2 mesi di trattamento.
Il razionale utilizzo di probiotici nella sindrome dell’intestino irritabile si fonda sui due ambiti principali di interazione dei probiotici stessi. Il metabolismo intestinale ed extraintestinale e l’immunomodulazione. Secondo lo studio effettuato, l’utilizzo dei bifidobatteri determina un miglioramento dell’equilibrio tra la produzione di citochine pro-infiammatorie ed antinfiammatorie; la metabolizzazione dei nutrienti a carico della flora induce un effetto di miglioramento della peristalsi, oltre alla diminuzione della flautolenza e del meteorismo.

LACTOBACILLUS ACIDOPHILUS
Facilita la digestione del lattosio. Effetti antimicrobici. Inibisce la crescita della candida albicans. Utile per il benessere intestinale e la diarrea del viaggiatore, oppure associato all’utilizzo degli antibiotici.

LACTOBACILLUS PARACASEI
Contrasta i disturbi intestinali. Utile per il benessere intestinale e la diarrea del viaggiatore, oppure associato all’utilizzo degli antibiotici.

LACTOBACILLUS RHAMNOSUS
È il ceppo più studiato in grado di colonizzare la mucosa gastrica e del colon.
È stato dimostrato che inibisce, a livello della mucosa intestinale, la produzione di citochine antinfiammatorie.
Utile per alleviare i sintomi dell’eczema atopico e delle allergie alimentari. Rafforza il sistema immunitario. Utile nella diarrea dei bambini e quella del viaggiatore.

BIFIDOBACTERIUM LACTIS
Determina un’acidificazione dell’ambiente intestinale rendendolo ostile alla crescita dei microbi dannosi. Supporta le normali difese immunitarie. Utile per il benessere intestinale e la stipsi cronica. Utile nella diarrea dei bambini e quella del viaggiatore.

BIFIDOBACTERIUM INFANTIS
I bifidobatteri rappresentano la microflora predominante dei neonati allattati al seno. Contrastano i disturbi intestinali associati ad alterazione della microflora. Utile per il benessere intestinale anche dei neonati.

STREPTOCOCCUS THERMOPHILUS
Facilita la digestione del lattosio. Determina un’acidificazione dell’ambiente intestinale rendendolo ostile alla crescita dei microbi dannosi. Utile nei casi di diarrea. Favorisce un’adeguata consistenza delle feci.

PREBIOTICI:
Sono sostanze alimentari indigeribili che favoriscono la crescita dei microrganismi utili al colon, sono il substrato specifico per i batteri benefici.
Sono i FRUTTOOLIGOSACCARIDI, carboidrati derivati dal fruttosio, come l’INULINA e gli amidi della frutta. L’Inulina è contenuta nel Cichorium int, Heliantus tub, Taraxacum off. Echinacea ( 3-6 gr al dì).
La SPIRULINA si è dimostrata molto utile nello stimolare la crescita dei lattobacilli a livello intestinale. Altri esempi di prebiotici sono i disaccaridi sintetici derivati dal latte, lattulosio e lattulolo.

Si parla di SIMBIONTICO come di tutto quello che è un aiuto fisiologico, il Prebiotico più il Probiotico.

Bibliografia:
Medicina Funzionale  – M. Pandiani  – Ed Tecniche Nuove
robiotici e carminativi per la salute dell’intestino  – F. Mearelli – Ed Planta Medica

Dott.ssa Angela Tabarrini
Farmacista con speciallizzazione in Omeopatia e Fitoterapia
farmaciacocci.mt@inwind.it
“LICENCED ASSOCIATE MEMBERSHIP OF THE “ FACULTY OF HOMEOPATY” HANNEMAN HOUSE, LUTON
tabarrini.angela@inwind.it

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