La riflessologia contro la sindrome da stress

Lo stress è difficile da evitare in quanto parte integrante della vita moderna. Sono molto lontani, infatti, i giorni in cui la sindrome da stress era associata solo ai grandi e potenti uomini d’affari.
Oggi bambini, donne, uomini ed anziani sono tutti soggetti a diversi gradi di stress. La sopravvivenza nella nostra società porta allo stress: traffico, televisione, rumore, peso del lavoro, problemi familiari, disoccupazione e quelli generali come guerre, carestie, malattie, squilibri ambientali, inquinamento… la lista è infinita.
Il risultato è l’aumento delle persone che soffrono di pressione alta, problemi cardiaci ed ictus; e queste sono solo le più note malattie legate allo stress.
Gli altri sintomi sono più vaghi. Quelli, invece, a lungo termine per una continua esposizione allo stress sono l’affaticamento, l’ansia e la depressione.
Molti medici tradizionali ritengono che attualmente circa il 75% delle malattie che essi curano derivino da disturbi legati allo stress.
Non tutto lo stress, però, è negativo.
Può anche essere un fattore molto positivo, poiché tutti noi dobbiamo essere sottoposti ad una certa tensione per poter affrontare al meglio le situazione difficili.
C’è chi lo definisce il sale della vita, intendendo quello stress moderato per intensità e frequenza che agisce da stimolo per i sistemi funzionali del nostro organismo, anzitutto per il cervello.
Lo stress positivo è importante anche quando ci rilassiamo e ci divertiamo. La sensazione di tensione e di euforia provata quando la squadra di calcio per cui fate il tifo segna il goal-partita è un fattore positivo.
Lo stesso vale per la risposta di stress che spinge a scalare una parete rocciosa o a battere il proprio record personale in una corsa.
Ma se siete costantemente tesi ed in “allarme”, persino la notte quando cercate di staccare la spina ed addormentarvi, è in quel caso soltanto che diventa dannoso.
Il corpo umano è equipaggiato per sopportare uno stress di breve durata. Ma, alla lunga, la costante esposizione allo stress è devastante.
Continui e quotidiano stati di tensione erodono il sistema immunitario e distruggono il delicato equilibrio chimico ed elettrico del corpo.
Il risultato finale è la malattia fisica e mentale.
Lo stato di salute o di malattia dipendono fondamentalmente dalla capacità del nostro organismo di mantenere un buon equilibrio fra i grandi sistemi integrati: il sistema nervoso, quello ormonale e quello immunitario, in continuo adattamento per far fronte agli stimoli stressanti provenienti dal mondo esterno.
Questa visione di sintesi, concepita sulla scorta delle più sofisticate scoperte della biologia molecolare, affonda le sue radici nella storia stessa della medicina, trovando parallelismi nell’antica medicina orientale  o nell’approccio alla salute di Ippocrate e della scuola ellenistica.
Il nostro corpo, quindi, è in grado di mantenere l’omeostasi, l’equilibrio positivo, grazie al meraviglioso dialogo tra il cervello, che comanda e riceve informazioni, gli ormoni, che viaggiano portando messaggi in ogni parte del corpo e regolando metabolismo e funzioni, ed il sistema immunitario.
Noi saremo più o meno capaci di reagire agli eventi stressanti, attivando o bilanciando questo o quel sistema.
Quando godiamo di una discreta salute e stiamo bene, vuol dire che cervello, ormoni e sistema immunitario sono in equilibrio. Se correttamente sostenuto da cervello ed ormoni, l’esercito costituito dalle cellule immunitarie sarà quindi in grado di vincere la quotidiana battaglia in difesa del nostro benessere.
Quando però gli stimoli stressanti eccedono le capacità di compensazione, ecco che la malattia prevale, perché si interrompe il dialogo fra i sistemi (ASSE PNEI la psico-neuro-endocrino-immunologia).
Lo stress è, anche, la prima risposta ad una situazione pericolosa; quando ci troviamo, infatti, di fronte ad una minaccia, il sistema nervoso simpatico attiva involontarie risposte progettate per mettere in azione tutti i maggiori sistemi del corpo.
Le ghiandole surrenali cominciano a rilasciare nel sangue adrenalina, grassi e zuccheri vengono richiamati dal fegato per dare più energia al corpo, il ritmo cardiaco ed il ritmo della respirazione aumentano, mentre l’attività digestiva rallenta o si ferma.
Tutti questi processi ci consentono solo un breve sforzo di attività intensa.
Spesso, però, le situazioni di stress sono così continue che le risposte rimangono fisse sull’allarme rosso; una simile situazione non può essere mantenuta a lungo perché il corpo finirebbe con l’accusare un forte esaurimento. L’accumulo di stress a volte esplode all’interno ed azzera l’equilibrio del sistema-corpo.
A lungo andare le stimolazione delle ghiandole surrenali consumano i minerali essenziali e le vitamine come per esempio la B e la C, che sono vitali per il buon funzionamento del sistema immunitario.
Tutto ciò comporta minore resistenza e maggiore predisposizione a malattie che sono, quindi, direttamente legate all’abbassamento del sistema immunitario comprendendo tra queste anche le malattie infettive. Infatti, quando il corpo è impegnato a gestire le conseguenze dello stress residuo, non può organizzare una difesa concreta contro gli invasori dell’organismo. 
È un circolo vizioso. Inoltre con l’andare del tempo l’aumento della adrenalina può anche causare una variazione della pressione del sangue e provocare l’accumulo di sostanze grasse sulle pareti dei vasi sanguigni e danneggiare il funzionamento del sistema digestivo.
La Riflessologia, quindi, aiuta ad alleviare le conseguenze dello stress, eliminando le tensioni ed inducendo un profondo rilassamento.
Quando il corpo è rilassato può funzionare meglio e favorire, così, anche una migliore circolazione che purifica il corpo dalle tossine e dalle impurità.

Serena Brincatt
Naturopata, Riflessologa, Master Reiki e Craniosacrale
serena.bri@libero.it

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