O come ostetrica, O come olistico

La midwifery e la naturopatia due scienze al cospetto delle donne.

È un caso che due termini che racchiudono un’importanza così grande inizino con la stessa lettera?

Probabilmente no!

La vita fino ad oggi mi ha insegnato che il caso non esiste e che non è altrettanto un caso, se questi due termini si sono incrociati nel mio cammino e hanno dispiegato nuove pagine della mia storia.

Ad oggi, in Italia, e mi dispiace sottolinearlo, esiste un concetto molto riduttivo dell’ostetrica, semplicistico confinato al parto e dintorni. Qualcuno ha dimenticato l’origine di questo mestiere tra più antichi del mondo, chiamatele mammane, levatrici, erbarie, streghe hanno sempre trascorso migliaia di anni vicino alle donne utilizzando tutto ciò che era in loro potere, dalle mani alle erbe, a lozioni, a preghiere, tutto per stare accanto ad altre donne, in alcuni casi rischiando anche la vita, basta  scorrere indietro le pagine di storia.

È il concetto del “tutto” che aggancia fortemente la visione attuale dell’olismo, dal greco “olos” totale, intero, tutto; queste donne che hanno fatto la storia accanto ad altre donne, hanno utilizzato tutto ciò che la natura metteva loro a disposizione per affrontare ogni evento, senza scindere mai la psiche, lo spirito e il corpo di coloro che avevano davanti. La visione meccanicistica, riduttiva, dell’assistenza attuale ha portato ad allontanare, e in alcuni casi a dimenticare, le nostre origini, chi eravamo, e come sapevamo accudire, accompagnare, affiancare le donne in tutte le fasi della loro vita.

Oggi, ponendo luce esclusivamente solo su un unico aspetto del femminile, la gravidanza e il parto, si rimarca ancora una volta una visione patriarcale del femminile e di tutto il mondo che lo compone riducendolo a un delicato contenitore di un contenuto prezioso, il bambino, che tenuto sotto una campana di cristallo va protetto da tutti e tutto.

Questo nell’occidentalizzazione delle cose ha designato una visione medicalizzata, patologica dello stato di gravidanza, non un evento fisiologico per la donna, un qualcosa di naturale, ma uno stato di alterazione corporea, psichica e spirituale da curare fortemente, ancor più perché inquadrata in un mondo impregnato di cortisolo, stressante e veloce, quando al contrario richiederebbe introspezione e rallentamento nello stile di vita.

Credo che, chi come me, veste questo abito così importante, abbia l’obbligo di recuperare vesti naturali approfondendo studi naturopatici come anticamente ci apparteneva, ma ancora di più abbia l’obbligo di ricordare alle donne che il rallentare e il guardarsi dentro, cercare l’equilibrio, in gravidanza certamente, ma in ogni fase della vita porta al benessere, all’autoguarigione, e che quel potenziale è dentro ognuna e non bisogna mai lascarselo sfuggire, né dimenticarlo.

Qualora accadesse, madre natura, madre Gaia ci mette a disposizione, colori, sapori, suoni, erbe, oli essenziali, autotrattamenti, che sono un valido alleato per ritrovarsi, e questo le antenate lo hanno tramandato sicuramente, basta solo riscoprirlo, basta solo ricordarlo.

Silvia Federico

Silvia Federico

Laurea in Scienze Ostetriche, Ostetrica presso Ospedale Romano, Istruttrice certificata Acquamotricista, Conduttrice di Corsi di Accompagnamento alla nascita, Insegnante di Ginnastica Energetica Prenatale, Studentessa di Naturopatia.

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