Goji: per un pugno di bacche… parte seconda

Un fresco pozzo era dietro il tempio del monaco,
una limpida sorgente alimentava il pozzo e aveva un grande potere,
foglie verde smeraldo crescevano sui muri,
le bacche rosso intenso brillavano come il rame,
i fiorenti rami come bastoni da passeggio,
la vecchia radice con la forma di un cane augura la buona sorte,
il Goji nutre corpo e spirito,
bere dal pozzo e godere di una lunga vita”

Liu Yuxi, poeta, 772-842 d.C.
“il pozzo della giovinezza” poesia tratta dal “Ben Cao” (la farmacia dell’imperatore)

Il Lycium Barbarum L., meglio conosciuto in occidente con il nome di Goji, sembrerebbe essere il fitoalimento miracoloso che risolva ogni genere di disagio psico-fisico con una certa piacevolezza sensoriale all’utilizzo ed una facile reperibilità del prodotto anche per vie telematiche.
Le proprietà che reca in sé un assunzione quotidiana e ripetuta nel tempo del Goji sono svariate: è un alimento antiossidante ed antinvecchiamento, adattogeno antistress, rinvigorente e rinforzante, antitumorale, migliora la funzionalità gastrointestinale, stimola il sistema immunitario, migliora la concentrazione e la memoria, combatte le allergie, regolarizza la bilancia glicemica, riduce il colesterolo cattivo ed i trigliceridi nel sangue, ha ottimi effetti sulle patologie visive degenerative.
Alcuni definirebbero il Goji, un integratore alimentare del “tutto e niente” perchè sembra voglia darci ad intendere che possa risolvere ogni genere di problema e patologia, ma ciò che instilla in noi è certamente anche il dubbio sulla sua reale efficacia terapeutica e sulla possibilità che quella del suo consumo sia una moda esotica del momento ed un covo di false speranze.
La comunità scientifica si divide al proposito, molti i sostenitori della sua validità, ma presenti e numerosi anche gli accaniti oppositori.
Solo nel sito della US National Library of Medicine National Institutes of Health sono 185 gli articoli scientifici sul Lycium Barbarum.
Bisogna sottolineare il fatto che per la maggior parte sono articoli di provenienza cinese, la stessa Cina da cui ha avuto origine la diffusione mondiale del Goji, la stessa Cina che ha commissionato le ricerche scientifiche comprovanti l’efficacia del Lycium e che guadagna maggiormente dalla vendita dello stesso.
Per intenderci, già nel 2004 il ricavo cinese ottenuto dall’export del Lycium Barbarum era pari a 120 milioni di dollari, 95.000 le tonnellate di bacche raccolte e vendute e ben 80.000 gli ettari di terreno coltivati per questo superfruit; non stupisce quindi la tenacia con cui le aziende produttrici incentivino le ricerche ed “indirizzino” poi i risultati di queste verso un risvolto a loro positivo.

Sfiorando le qualità terapeutiche del Goji e rimarcando anche il fatto non di poco conto che per ottenere qualsivoglia risultato la quantità ottimale di assunzione è pari o superiore a 100 gr al giorno di bacche (cosa che presenta costi tutt’altro che contenuti), vorrei portare, ancora una volta, in evidenza il fatto che una dieta che introduca bacche di frutta (mirtilli, lamponi, Acai, Lycium, ribes… nda) ha comunque un impatto positivo e profondo sulla salute, le prestazioni e la malattia dell’uomo.
Il Goji viene riconosciuto come fonte di cibo tra le più nutrienti al mondo ed ogni suo principio attivo lavora in perfetta sinergia con gli altri, tale da restituirci un piccolo frutto rosso dalle grandi potenzialità terapeutiche.
Presenta una quantità incredibile di polisaccaridi (circa il 40%) chiamati LBP scoperti nel 1994.
Questi sono fondamentali per riequilibrare la flora batterica intestinale, per garantire una buona funzionalità gastrica e stimolare l’apparato immunitario.
Gli antiossidanti insiti nel frutto, inibiscono il processo degenerativo e lesivo dei radicali liberi, proteggono la cellula e ritardano l’invecchiamento.
Il più autorevole esame in vitro di analisi della capacità antiossidante degli alimenti, l’ORAC (Oxygen Radical Absorbance Capacity, creato dagli americani Dott. Cao e Dott. Prior) ha riconosciuto al Goji una capacità antiossidante eccezionale.
Le 5 porzioni di frutta e verdura che assumiamo giornalmente raggiungono le 1500 unità ORAC, il fabbisogno giornaliero consigliato va dalle 3000 alle 5000 unità.
Ebbene soli 30 gr di bacche di Goji raggiungono il fabbisogno quotidiano.
Da notare che l’ORAC è pur sempre un’approssimazione, seppure la migliore.

Carotenoidi. Sono il fitocomplesso del Goji ed in particolare troviamo la Luteina, la Zeaxantina e la Betacryptoxantina che assicurano una funzione ancora una volta antiossidante, di protezione cardiovascolare e neurologica.
I flavonoidi. Hanno una funzione scavenging di spazzini dei radicali liberi, ma anche di protezione vascolare, epatica, cardiaca, immunitaria.
Non sono certo trascurabili le vitamine (A, B, C in misura 500 volte superiore all’arancia ed E), le proteine che costituiscono il 16% della composizione del Goji (quantità proteica del 13% superiore a quella del grano intero), i sali minerali e 21 oligoelementi, l’acido linoleico, i carboidrati
Questo corpus di componenti vanno a costituire il complesso mosaico del frutto energetico che è il Goji.

Sono circa 2.700 gli studi condotti sul Lycium Barbarum L.
Lo studio cinese “comparative evaluation of the antioxidant effects of the natural vitamin C […]” dimostrò che il principio attivo AA-2GB presente nel frutto fosse un derivato naturale della Vitamina C, con un meccanismo molto simile a quest’ultima, ma che svolgesse una superiore attività antiossidante.
Nel 1982 una ricerca vide crescere del 48% il livello di SOD (meccanismo antiossidante) in 15 soggetti anziani che assunsero per 10 giorni 50 gr di bacche al giorno e nel 2004 ulteriori studi dimostrarono le capacità del Goji di portare il livello di SOD a quello giovanile.
La dott.ssa Vivienne Reeve, dell’Università di Sidney, guidò poi un équipe di scienziati alla ricerca di evidenze scientifiche inerenti la prevenzione delle scottature solari ed il combattimento dei tumori cutanei grazie all’assunzione sistematica del Goji.
Le potenzialità antinfiammatorie del Lycium diedero risultati incredibili.
Nel 1994 l’Università di Shangay commissionò una ricerca che dimostrò che l’assunzione quotidiana di estratto di polisaccaridi LPB del Goji riusciva in 79 soggetti malati a portare ad una remissione del tumore pari al 40,9% mentre quelli che non lo assunsero, ma vennero curati con altre terapie, ebbero una remissione del 16%.
Gli studi portarono ad una conclusione: la grande quantità di polisaccaridi Master e la Betaina aiutano nella riparazione del DNA danneggiato, inibiscono la mutazione genetica che porta al cancro ed inducono anche ad un aumento delle Citochine che incentivano le risposte immunitarie.
Alcune di queste ricerche, va precisato, furono condotte solo su cavie animali e non furono sperimentate su campioni umani.
Nel 1998, una ricerca cinese dimostrò che l’assunzione quotidiana di 50 gr di bacche aveva ottenuto una riduzione dei perossidi lipidici nei 50 soggetti esaminati tra i 64 e gli 80 anni.
Altro studio del 2004 ottenne la riduzione del livello di colesterolo “cattivo”.
Il contenuto di glucosio nel frutto del Goji è pari ad un indice 28 nella scala glicemica di Crapo.
Sono considerati ad alto indice glicemico alimenti che hanno un valore pari o superiore a 60 e basso quelli con indice 40 (per intenderci, ad esempio, mela= i.g. 38, arancia= i.g. 42).
Detto indice va tenuto sotto stretta osservazione in particolare nei casi di diabete ed in altra misura in regimi dietetici controllati.
Èdel 1997 la ricerca della dott.ssa Kaufmann che mise in evidenza come la presenza di Cromo Picolinato nel Lycium incentivasse la sensibilità insulinica ed allontanasse così rischi di pericolosi sbalzi glicemici.
La stessa multinazione Nestlè ad oggi sta conducendo interessanti studi circa le capacità riducenti sulla glicemia nel sangue da parte del Lycium Barbarum ed il loro ricercatore, il dott. Emilio Minelli del Centro Medicine Tradizionali OMS, ha considerato che“ il Goji va bene per l’iperglicemia, in tisane ed integratori prescritti dal medico, ma non va bene in gravidanza”.

Molte le ricerche che hanno dimostrato le capacità epatoprotettive (grazie alla presenza nelle drupe rosse di acido ellagico), immunodifensive (per via dell’aumento nel sangue del numero di globuli bianchi), di riduzione del livello ematico dei trigliceridi, di maggiore fluidificazione del sangue (ed ecco perchè una controindicazione all’uso del Goji è quella di non abbinare la sua assunzione a quella di medicinali anticoagulanti), come antipertensivo (perchè garantisce una maggiore “rilassatezza” delle pareti venose), di contrasto del morbo di Alzheimer (perchè il Lycium si scontra con i temuti peptidi amiloidi responsabili del decadimento cerebrale), è efficacie come da sempre affermava la Medicina Tradizionale Cinese, contro le maculopatie e problemi del campo visivo (grazie alla presenza della Zeaxantina estremamente biodisponibile), come migliorativo degli sbalzi d’umore e di lievi depressioni, come spuntino spezza-fame in presenza di un regime dietetico…
Non volendo e non potendo entrare nel merito circa la reale efficacia e le potenzialità varie e straordinarie del Goji, ma riuscendo solo a prendere atto dell’interesse della comunità scientifica, delle grandi multinazionali e del consumatore finale, vorrei ribadire comunque l’importante risorsa per la salute che rappresenta questo fructus antiossidante e l’evidente quantità di sostanze e principi attivi presenti, ma vorrei però sottolineare il fondamento di una corretta alimentazione con frutta e verdura di stagione recanti con sé ugualmente grandi quantità di sostanze nutritive ad un costo ben più accessibile.

Nella III ed ultima parte vedremo come coltivare sul balcone di casa nostra il Goji e prendercene cura, quali precauzioni assumere, come portarlo sulla nostra tavola, quali le controindicazioni ed i dubbi sull’utilizzo ed altro ancora.

Susan Menaldo
Esperta in Floriterapia di Bach
animafloris@gmail.com

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