Le essenze Himalayan Flower Enhancers

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Vengono chiamati Flower Enhancers, “catalizzatori floreali” e, analogamente ai Fiori di Bach, non vanno a contrastare direttamente i sintomi negativi, piuttosto il loro scopo è quello di sostenere, stimolare ed alimentare le risorse vitali positive dell’uomo.
La scoperta dei fiori Himalayani è avvenuta recentemente, risale infatti al 1990, ad opera di M.Tanmaya, naturalista e ricercatore australiano, in una valle remota dell’Himalaya indiano.
Lo scopritore di questi fiori ne ha potuto comprendere il potenziale vibrazionale mangiandoli per poi “ascoltarne” in silenzio gli effetti.
Non si tratta di fiori coltivati bensì esclusivamente di fiori selvatici che trattengono intatta l’energia naturale della pianta.
Come noto la forza energetica dei fiori dipende in ampia misura dal luogo in cui essi crescono, che deve essere il più selvaggio e incontaminato possibile.
Le essenze himalayane, create a circa 3000 – 4000 metri di altezza con il metodo della solarizzazione e l’impiego di acqua delle sorgenti himalayane, portano in sé tutta l’energia della terra di nascita.
Mentre i Fiori di Bach possono essere considerati rimedi principalmente emozionali, cioè volti al riequilibrio delle emozioni umane, i Fiori Himalayani, proprio grazie alla natura del terreno sul quale crescono, si rivolgono essenzialmente alla dimensione spirituale dell’uomo, stimolando il bisogno di preghiera, di meditazione e di connessione con il divino che dimora in lui.
Le essenze floreali himalayane sono estratti liquidi che contengono l’energia del fiore da somministrare generalmente per via orale, inoltre possono essere usate nell’acqua del bagno, nebulizzate sul corpo o nell’ambiente, oppure unite all’olio per il massaggio.
Grazie alla loro natura vibrazionale, i fiori non agiscono direttamente sulla biochimica del corpo, come invece fanno i farmaci e i tranquillanti tradizionali, bensì agiscono sul piano “sottile” apportando nuove vibrazioni energetiche volte a bilanciare gli squilibri esistenti.
Il potere terapeutico delle essenze è contenuto nelle peculiari qualità energetiche o vibrazionali di ciascun fiore.
Inizialmente sono stati prodotti solo 9 rimedi, ma successivamente il loro numero si è notevolmente ampliato.
Alcune essenze aiutano espressamente l’individuo a conoscersi meglio, a comprendere i lati ancora in ombra del proprio essere, a fare i conti con ferite, vecchi traumi rimasti sepolti nel profondo dell’inconscio personale. Inoltre, esistono essenze che favoriscono l’emergere della bellezza interiore, la forza d’animo, la pace spirituale, la capacità di opporsi ai condizionamenti esterni.
Altre alimentano la forza vitale, contrastano paure e fobie, placano le emozioni estreme, promuovono la trasformazione personale e l’evoluzione spirituale.
Ad esempio, un rimedio molto prezioso è Gulaga, un fungo rosso che favorisce una potente azione trasformatrice, smaschera spietatamente ed elimina tutto ciò che non ci appartiene, aiutandoci pertanto nella ricerca dell’autentico scopo della nostra vita.
Particolarmente attenta agli insegnamenti della medicina orientale, la floriterapia himalayana si occupa principalmente dell’anatomia energetica e spirituale dell’uomo, andando quindi ad esercitare i propri effetti sul sistema dei chakra e sull’aura.
I chakra sono i centri energetici che sovraintendono alla gestione e alla distribuzione dell’energia vitale propria dell’organismo umano, l’aura costituisce il campo energetico individuale che emana dall’organismo dell’uomo e che al tempo stesso lo pone in relazione con il campo energetico universale al quale attinge e metabolizza energia cosmica a beneficio della vita del singolo.
I rimedi himalayani, agendo sui corpi aurici e riequilibrando i chakra disarmonici, producono effetti positivi sul corpo fisico e sulla dimensione mentale ed emotiva del soggetto.
I nomi di questi nuovi rimedi provenienti dalle vette più alte della terra non derivano dai loro nomi botanici, bensì dalle loro proprietà terapeutiche.
Di seguito elencherò le essenze floreali himalayane destinate al riequilibrio dei sette chakra maggiori.

Down to Earth Calanthe Tricarinata, Leycestra Formosa
Essenza per il primo chakra MULADHARA, in sanscrito mula e adhara, cioè radice e sostegno.
Secondo il pensiero orientale, il chakra radice è legato all’elemento Terra, ed è la sede dell’energia kundalini, la forza vitale, l’energia cosmica presente in tutti gli esseri viventi che giace addormentata in forma di serpente arrotolato su se stesso, alla base della colonna vertebrale.
Il fiore è indicato in caso di scarso rendimento sessuale e per contrastare gli effetti dello stress e dell’ansia.
Potenzia l’energia sessuale e vitale.
Se il chakra Muladhara è disarmonico, l’energia vitale ristagna e l’individuo può soffrire di stanchezza, debolezza fisica, mancanza di coraggio, paure, fobie, carenza di fiducia, depressione, mancanza di realismo e di concretezza.
L’essenza, favorendo il riequilibrio del chakra, aiuta anche a risolvere questo tipo di problematiche.

Well Being Erysimum Melicentae
Per il secondo Chakra SVADHISTHANA, chakra sacrale, centro del sesso, il termine sanscrito significa dolcezza, dimora delle emozioni.
È associato all’elemento acqua e quindi alla fluidità, al divenire, alla flessibilità.
Principalmente qui si realizza l’incontro/scontro dei due poli opposti Yin e Yang e la possibilità di una loro possibile integrazione armonica.
Se questo chakra è disarmonico l’individuo può soffrire di sensi di colpa, ansia della perdita, gelosia, debolezza, svogliatezza, depressione ma anche aggressività, ossessioni, furia distruttiva.
L’essenza, andando ad agire sul chakra Svadhisthana, potenzia la connessione con il proprio potere interiore, il proprio centro, stimolando la creatività ed equilibrando le emozioni.
Aiuta a disperdere la rabbia interiorizzata, a superare i traumi e la paura della morte.
Promuove la fluidità e l’evoluzione personale.

Strenght Caltha Palustris var. himalensis
Per il III Chakra MANIPURA,Chakra dell’ombelico, centro del plesso solare. Il termine Manipura significa gioiello luminoso o luogo delle gemme preziose.
Il chakra Manipura è un eccezionale accumulatore di energia vitale da cui si irradia in tutto il corpo.
É associato al fuoco e alla luce del sole.
Ad esso è legata la consapevolezza di sé e l’attuazione delle proprie inclinazioni e dei propri talenti; la compassione e l’empatia, la capacità di entrare in risonanza emotiva e spirituale con gli altri uomini e con gli altri esseri viventi.
Manipura non equilibrato genera, da un lato, inibizione, sentimentalismo, autocommiserazione, insicurezza, disturbi alimentari, disturbi del sonno, incubi; dall’altro, irritazione, aggressività, sete di potere.
L’essenza floreale potenzia l’individualità, la sincerità, l’onestà, l’autostima, l’espressione creativa e l’amore di sé.
Aiuta in caso di scarsa autostima, insicurezza, mancanza di potere personale, mancanza di scopi nella vita, mancanza di motivazioni, mancanza di speranza, e depressione.
Al tempo stesso, favorisce un più intenso rapporto empatico con gli altri.

Ecstasy Rosa Webbiana
Per il IV Chakra, ANAHATA, Chakra del cuore, centro del petto, il nome significa “non battito”.
Costituisce il centro dell’essere umano e collega i tre chakra inferiori più legati al corpo e all’istinto, con i tre superiori, relativi alla mente e alla coscienza superiore.
In questo vortice le energie terrene vengono trasformate in energie spirituali e viceversa.
Anahata è la sorgente della compassione, dell’amore, del senso di responsabilità verso gli altri, della tolleranza e del potere di guarigione.
Ad Anahata disarmonico corrisponde egoismo, intolleranza, freddezza di sentimenti, isolamento, ostilità, asocialità, invidia, gelosia, odio, incapacità di dare,ma anche scarso senso della propria individualità, scarso amore di sé e autostima insufficiente.
Mentre lo stato energetico del chakra anteriore riflette la nostra capacità di amare, quello posteriore è legato all’amore per se stessi e al rispetto per la propria individualità.
Inoltre esso è deputato a ricevere l’amore che gli altri ci rivolgono.
È a partire dall’amore e dal rispetto di sé che si può ricevere amore dagli altri e si può dare amore agli altri e anche esercitare il potere di guarigione. L’essenza, favorendo l’equilibrio di questo chakra, potenzia l’amore, la pietà, la sincerità, l’empatia, la profondità dei sentimenti e l’amore universale.
Aiuta a superare la rigidità, l’amarezza, la gelosia, il non sentirsi amati, la disillusione, la mancanza di fiducia e l’irritabilità.

Authenticity Delphiniium Incanum
Per il V Chakra VISHUDDHA, il cui nome significa purificazione.
È il centro energetico della gola cui si collega la capacità di espressione e di comunicazione dell’individuo.
Questo chakra collega il centro del cuore con i chakra della testa fungendo da legame tra sentimenti e pensieri.
Vishuddha equilibrato consente alla persona di esternare liberamente il proprio mondo esteriore, se invece è squilibrato comporta timidezza, inibizione, incapacità di esprimersi e una cattiva comunicazione tra mente e cuore.
L’essenza potenzia l’espressione, la comunicazione, la creatività, l’apprezzamento, il sogno, l’immaginazione.
Aiuta nei casi di timidezza, paura di esprimere le proprie idee, apprensione, mancanza di convinzione, mancanza di volontà di effettuare cambiamenti.

Clarity Aquilegia Pubiflora, Parochetus Communis
Per il VI Chakra AJNA, il “terzo occhio”, il chakra della fronte, il centro della consapevolezza spirituale dell’individuo.
Il nome sanscrito significa sapere, percepire.
Al corretto funzionamento di questo chakra è collegata l’intuizione, la saggezza, la visione dall’alto, l’energia guaritrice e creatrice.
Se invece è disarmonico, il soggetto può avere difficoltà di apprendimento e di concentrazione, paura, confusione interiore e disturbi mentali.
L’essenza potenzia la chiarezza, la percezione, l’intuizione, il senso di spiritualità, la meditazione, la concentrazione, la chiaroveggenza.
Aiuta nei casi di scarsa concentrazione, quando non si ha ben chiara la direzione da prendere, e si hanno dubbi sulla propria vera vocazione. Bilancia l’eccesso di energia sessuale.
Contrasta l’alienazione e la mancanza di senso.

Flight Anemone Biflora, Mazus Surculosus
Per il VII Chakra, SAHASRARA, il cui nome significa mille volte tanto, mille. Il chakra della corona, centro della sommità del capo.
È il centro energetico dell’energia spirituale che ci pone in relazione con l’energia cosmica, con l’Assoluto.
Comunione con l’universo, forza spirituale, religiosità, fede.
Se Sahasrara non è equilibrato, il soggetto può essere tentato dalla magia nera, cadere vittima della superstizione, tendere all’isolamento e perdere il senso della realtà.
L’essenza potenzia l’unicità, la meditazione, la preghiera, l’unione armonica di mente, corpo e spirito.
Contrasta efficacemente la tendenza all’isolamento.

Gratefulness Jasmin (Jasmine officinalis).
Questa essenza himalayana è un catalizzatore dei chakra.
Potenzia l’amore universale, la fratellanza, la partecipazione universale, il senso di meraviglia, il timore.
Aiuta in presenza di atteggiamenti egocentrici, egoistiche e di giudizio affrettato.
Sostiene l’accettazione del proprio corpo, la scoperta della propria bellezza e di quella altrui.

Aura Cleaning Gypsophila Cerastioides, Indigofea Heterantha
Pulisce e rinfresca l’aura aggiungendo luminosità e brillantezza al campo energetico.
Eccellente se usata durante il bagno, nebulizzata sul corpo o nell’ambiente.

Occorre infine segnalare che i rimedi specifici di ciascun chakra dovrebbero essere assunti insieme ad Ecstasy, l’essenza del chakra Anahata, perché è in grado di bilanciare tutti gli eccessi di energia e di mantenere una connessione con il cuore.

Elena Rossi
Esperta in Floriterapia di Bach e Cristalloterapia

rossi.elen@tiscali.it

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